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Gervasoni: “Difesa ok, ma dobbiamo segnare di più”

Il difensore analizza il momento della squadra alla vigilia della difficile trasferta di Bari: "Il nostro punto di forza è dietro, però facciamo pochi gol. Ci mancano quelli di Cellini, però in generale l'anno scorso andavamo in rete più facilmente. Dobbiamo puntare sul contropiede". E sul modulo dice: "Uno vale l'altro, conta la mentalità".

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Due trasferte da brivido per confermare i recenti progressi e, magari, tentare la scalata ai piani alti della serie B. Che non sono poi così distanti: il Bari dell’ex bandiera juventina Antonio Conte, avversario di dopodomani, ha solo tre punti in più (25 contro 22), mentre le rondinelle di Sonetti sono a un’incollatura. “Un esame difficile, ma la nostra prova del nove dura da quando abbiamo esordito in campionato – spiega Carlo Gervasoni, colonna della difesa dell’AlbinoLeffe -. Fin dall’inizio s’è capito che questo sarebbe stato un torneo con molto più equilibrio dell’anno scorso. Se scendi in campo senza l’atteggiamento giusto, come è capitato a noi contro il Vicenza (0-4, ndr), puoi perdere con chiunque. Le nostre prossime avversarie hanno un organico importante e dichiarate ambizioni di promozione, ma sono convinto che anche noi siamo un’ottima squadra con giocatori in gamba. Ce la giocheremo: tornare dal doppio impegno fuori casa con punti e risultati sarebbe l’ideale”.
Un’occhiata alle statistiche, e si scopre che la terza linea dei seriani è tra le meno battute della cadetterìa. Tredici gol incassati in 15 giornate: solo Livorno (11), Vicenza (11) e Parma (12) hanno fatto meglio. “E invece nella scorsa stagione andavamo in rete molto più facilmente – osserva il 26enne nativo di Legnano, alla seconda stagione con i colori blucelesti -. La difesa quest’anno è il nostro punto di forza, inutile negarlo: dobbiamo partire da qui per manovrare in contropiede e costruire occasioni. Esattamente come ho fatto io lanciando Ruopolo in porta contro la Salernitana direttamente dalla mia area. I dati dicono però che segniamo molto meno (solo 14 finora, ndr), ma è anche vero che ormai gli altri ci conoscono e fanno di tutto per stroncare sul nascere le nostre ripartenze, che sono un’arma pericolosa. E poi ci mancano i gol di Cellini, che l’anno scorso ne ha messi ben 23: il suo infortunio pesa”.
Sul modulo di gioco più congeniale all’undici agli ordini di mister Madonna, il suo mastino – scuola Como, come la diga Caremi – è netto: “Uno vale l’altro, anche se il 4-1-4-1 attuale sembra ci dia più garanzie. Ma come si va in campo conta poco: è la mentalità a fare la differenza. La chiave è sfruttare le nostre caratteristiche, il resto sono discorsi abbastanza futili”. Inevitabile una parola su Gabionetta, l’eroe del momento. Quello che su facebook ha addirittura un fan club che ne reclama la convocazione in azzurro: “Non sono stato contagiato dalla mania di facebook – sorride Gervasoni -, ma non sono sorpreso: ogni squadra vorrebbe avere Gabionetta. Potenzialmente è devastante, e rispetto all’inizio è miglioratissimo. Noi lo aiutiamo a inserirsi e lui, che è un ragazzo intelligente, sta capendo che perdersi in giocate individuali è dannoso. Nessuno sa fin dove potrà trascinarci: prerogative e voglia non ci mancano, poi è anche questione di fortuna”.
 

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