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“Il sangue dei vincitori”, i crimini fascisti alla Tiraboschi

Si parlerà di Resistenza e Repubblica di Salò giovedì 27 novembre in occasione della presentazione del libro “Il Sangue dei Vincitori. Saggio sui crimini fascisti e i processi del dopoguerra" di Massimo Storchi (Aliberti editore), organizzata dalla biblioteca “di Vittorio” in collaborazione con biblioteca civica “Antonio Tiraboschi”, Isrec e Anpi.

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Si parlerà di Resistenza e Repubblica di Salò giovedì 27 novembre in occasione della presentazione del libro “Il Sangue dei Vincitori. Saggio sui crimini fascisti e i processi del dopoguerra" di Massimo Storchi (Aliberti editore), organizzata dalla biblioteca “di Vittorio” in collaborazione con la biblioteca civica “Antonio Tiraboschi”, Isrec e Anpi di Bergamo.
Alla presentazione dell’ultimo lavoro dello storico emiliano, che si terrà alle 17.30 alla sala Periodici della biblioteca civica “Antonio Tiraboschi” di via San Bernardino 74, seguirà una discussione alla quale, oltre all’autore, saranno presenti anche Santo Peli, scrittore e docente di storia contemporanea presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova, Barbara Pezzini, docente di diritto costituzionale presso la Facoltà di Economia dell’Università di Bergamo e presidente dell’Isrec di Bergamo e Damiano Bettinaglio, funzionario Filtea Cgil di Bergamo; introduce e coordina la discussione Eugenia Valtulina, responsabile della Biblioteca “di Vittorio”.
“Il libro di Storchi è un contributo decisivo, perché contestualizza le vendette partigiane. Focalizzando l’obiettivo sul ‘triangolo rosso’ e in particolare su Reggio Emilia. Dove i fascisti, in funzione ausiliaria dei nazisti, spadroneggiarono, torturarono, massacrarono. E suscitarono una piena d’odio destinata a sboccare in resa dei conti col favore popolare. Non solo. Vi si racconta chi erano i carnefici saloini e poi gli episodi che a Reggio condussero una frazione minoritaria di comunisti all’omicidio di avversari. E si racconta della giustizia negata a entrambe le parti con l’amnistia di Togliatti, e delle sentenze che mandavano assolti i fascisti.” Dall’intervista di Bruno Gravagnuolo a Massimo Storchi, "L’Unità", 29 settembre 2008.
Massimo Storchi, laureato in Storia contemporanea presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna e in possesso del diploma di Scuola biennale di Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Modena, nasce nel 1955 a Reggio Emilia.
Nel 2005 ha dato alle stampe Sangue al Bosco del Lupo. Partigiani che uccidono partigiani. La storia di Azor (Aliberti Editore), ma ha al suo attivo altre notevoli fatiche di ricerca storica, come Uscire dalla guerra. Ordine pubblico e forze politiche, Modena 1945- 1946 (Franco Angeli, 1995); Combattere si può vincere bisogna. La scelta della violenza fra Resistenza e dopoguerra, Reggio Emilia 1943-1946 (Marsilio Editore, 1998); Messaggi dall’Emilia, le missioni n.1 Special Force e l’attività d’intelligence in Emilia, 1944-1945 (Edizioni dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Parma, 2003, con Marco Minardi). Ha pubblicato, inoltre, su varie riviste e volumi, studi sul regime fascista, la cooperazione, le lotte politiche e sociali e il dopoguerra in Emilia Romagna. 

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