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Chiude Nezam, il negozio della discordia

La chiusura di Nezam riporta alla memoria un periodaccio per l'amministrazione comunale, che proprio a causa del progetto "gonfiato" della prestigiosa sede costruita a due passi dalla statale, ha perso un assessore per strada, Gianangelo Gamba.

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Nezam chiude. Il celebre rivenditore di tappeti che bucava lo schermo con le sue televendite abbassa le saracinesche. Colpa della crisi che ha investito anche il mercato tessile orientale? Oppure un astuto stratagemma per svendere gli ultimi pezzi? Non è ancora chiaro. La chiusura di Nezam riporta alla memoria un periodaccio per l’amministrazione comunale, che proprio a causa della prestigiosa sede costruita a due passi dalla statale, ha perso un assessore per strada. La bufera scoppia a cavallo tra il 2006 e il 2007 quando la Lega Nord decide di presentare un esposto in Procura contro l’amministrazione rea di aver concesso la costruzione della sede Nezam la cui superficie supera il limite previsto dal Piano regolatore. Al centro della polemica finisce inevitabilmente l’assessore diessino Gianangelo Gamba, titolare a Dalmine di uno studio di progettazione insieme al fratello Alfonso (quest’ultimo progettista del centro Nezam), accusato di un possibile conflitto di interessi tra la sua attività lavorativa e il suo ruolo in Amministrazione. Risultato: Gamba si dimette dopo poche settimane ufficialmente "per motivi personali".

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Commenti

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  1. Scritto da M.P.

    Ma quali motivi personali!!! Gianalgelo Gamba si è dimesso perchè palesemente compromesso e non solo per il caso NEZAM. Nel medesimo periodo, mentre il fratello Ing. Alfonso Gamba progettava quell’obrobrio di cui sopra, il virtuoso Geometra Gianangelo già assessore al bilancio, progettava l’area parcheggio di una azienda di autotrasporti, naturalmente sempre a Dalmine. E questi sono “solo” due casi di evidente conflitto di interessi, mi chiedo : ” Ci sarà dell’altro?”.

  2. Scritto da Tuditanus

    Hanno ottenuto il risultato: cambiare la destinazione d’uso del terreno. Ottenuto questo si può anche salutare ed andare. A chi resta la possibilità di edificare con volumetrie aumentate.
    Un esempio da manuale di cosa si intende per ottima amministrazione pubblica.

  3. Scritto da nick70

    nessuno capiva questo improvviso business di tappeti a dalmine…….

  4. Scritto da jacob

    indipendentemente dai prodotti che al suo interno, saranno proposti e venduti in futuro, in uno luogo così visibile e particolare, che da sempre, può essere considerato, la porta principale per l’ingresso alla nostra cittadina, un obbrobrio architettonico come questo andrebbe immediatamente abbattuto, imputando i costi di demolizione a carico al progettista che l’ha vergognosamente concepito, e al conto personale degli assessori che l’hanno permesso.