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Aziende di famiglia, ecco come gestire il cambio generazionale

Alba Chiodelli e Gregorio Magnetti, rispettivamente amministratore delegato della Termo Impianti srl di Bergamo e del gruppo Magnetti di Carvico, hanno portato la loro testimonianza sull'ingresso nell'impresa di famiglia e ora entrambi si ritrovano a gestire altri "ingressi".

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“Mi sono ritrovata a capo dell’azienda da un giorno all’altro, perché anche se ero già stata indicata come successore di mio padre, con la sua morte improvvisa nel 2002 il passaggio generazionale è stato molto brusco”. Così Alba Chiodelli, amministratore delegato della Termo Impianti srl di Bergamo, al seminario “Ricambio generazionale. Come far crescere in nuovi leader e governare il processo”, organizzato dal Comitato imprenditoria femminile della Camera di commercio di Bergamo. “La cosa che più mi ha spaventato? Le responsabilità che ho dovuto assumere all’improvviso, sapendo che da me sarebbe dipeso il futuro dell’impresa fondata da mio padre nel 1982”, ha detto Chiodelli. Un’impresa che oggi conta 15 dipendenti ed è specializzata nell’installazione di impianti meccanici, di cui Chiodelli è diventata amministratore delegato a 37 anni, anche se lavorava già al suo interno da otto anni. Lei, la prima di quattro figli, si è ritrovata a gestire un’azienda che opera in un settore prettamente “maschile” e ha superato le difficoltà che le si presentavano man mano grazie anche al supporto dei suoi fratelli. Oggi è Chiodelli a trovarsi a gestire un passaggio generazionale che riguarda i successori del suo socio e “vorrei che avvenisse nel modo più sereno possibile considerata la mia esperienza”. Un passaggio generazionale lo sta affrontando anche Gregorio Magnetti, amministratore delegato del gruppo Magnetti di Carvico, alle prese con figli e nipoti che si stanno preparando all’ingresso in azienda. Un gruppo attivo nel settore delle costruzioni che ha una lunga storia alle spalle e di “ricambi” ne ha visti diversi, compreso quello di Magnetti, che ha cominciato a lavorare in azienda a 26 anni per poi assumere man mano maggiori responsabilità. “Purtroppo non ho mai fatto esperienze in altre realtà imprenditoriali, al contrario dei miei figli, che hanno imboccato carriere in altre imprese, ma mi auguro che un giorno sceglieranno l’azienda di famiglia”, ha precisato Magnetti. Sul ruolo dei manager in azienda poi è chiaro: “Ne abbiamo sempre avuti, già i miei genitori li volevano, e sono necessari per la crescita di un’impresa”.
Ma per le aziende familiari sembra prospettarsi un nuovo problema, ovvero quello delle separazioni fra coniugi titolari che in alcuni casi provocano aspri conflitti. Ecco perché secondo Daniela Montemerlo e Paolo Morosetti, che si occupano di Strategia delle aziende familiari all’Università Bocconi, occorre "equità nelle scelte e consenso fra le parti coinvolte, definendo regole precise nel momento di passaggio generazionale, un processo lungo che necessita di regole sia per chi prende che per chi cede il testimone".

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