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Legambiente: “In Lombardia il 50% dei treni pendolari arriva in ritardo”

Nelle tre maggiori stazioni milanesi oltre 2600 minuti di ritardo in una sola settimana secondo le rilevazioni dell’associazione ambientalista

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Il 50,3% dei treni con destinazione Milano arriva in ritardo: l’anno scorso il dato si era fermato al 38%. Peggiorano dunque le prestazioni delle linee ferroviarie che ogni giorno portano nel capoluogo migliaia di lavoratori. E’ questo il risultato di un monitoraggio effettuato dai volontari di Legambiente tra l’11 e il 14 novembre nell’ambito di Pendolaria, la campagna che punta i riflettori sui problemi di chi viaggia in treno e sulla necessità di un rilancio del trasporto ferroviario locale. In Lombardia i volontari dell’associazione si sono recati per una settimana nelle stazioni di Cadorna, Porta Garibaldi e Centrale e, fogli alla mano, hanno segnato minuziosamente tutti i ritardi delle centinaia di treni che ogni giorno raggiungono il capoluogo nella fascia oraria dei pendolari, ovvero quella compresa tra le 7.30 e le 9.30 del mattino. I dati sono stati rilevati prendendo come orario d’arrivo l’effettiva discesa del passeggero dal treno, diversamente da quanto previsto dal criterio applicato in tutta Europa per cui è l’orario d’arrivo del treno sul marciapiede quello che conta. Il rilevamento però, coerentemente con criteri condivisi dal Gruppo Ferrovie dello Stato con le Associazioni dei Consumatori nell’ambito di un apposito tavolo di confronto sulla puntualità, ha preso in considerazione solo i ritardi superiori ai 5 minuti. E così il dato sconsolante è che su 431 treni monitorati ben 217 portavano un ritardo compreso tra i 5 minuti e l’ora e mezza: addirittura di 100 minuti il ritardo massimo registrato sul treno delle Ferrovie dello Stato del 14 novembre proveniente da Chiasso e diretto a Milano. La stazione milanese che se la passa peggio è Cadorna con 80 treni giunti in ritardo nell’arco di una settimana, segue Centrale con ben 78 e chiude Garibaldi con 57 treni fuori orario in 4 giorni. Inoltre, il 20% dei treni delle FNord monitorati sono arrivati con un ritardo compreso tra i 10 e i 20 minuti, in Stazione Centrale il 16% e in Garibaldi il 14%. In totale dunque in quattro giorni le Ferrovie delle Stato e le Ferrovie Nord hanno accumulato un ritardo complessivo di 2687 minuti. Sono 450.000 i pendolari che ogni giorno affollano i treni della Lombardia, un numero considerevole che si trova ad affrontare una realtà fatta di ritardi, disagi e disservizi. I problemi sono legati principalmente alla mancanza di manutenzione sulla rete ferroviaria e sui treni che hanno un’età media di 28 anni e migliaia di chilometri di percorrenza sulle spalle. Negli ultimi anni le ferrovie hanno perso una grossa fetta di utenti proprio per l’incapacità di rispondere in modo adeguato alla domanda di trasporto su rotaia. In Lombardia un esempio è costituito dalla tratta Treviglio Milano: qui, nonostante i lavori di quadruplicamento dei binari che avrebbero dovuto portare ad un aumento dell’offerta, il numero dei treni in viaggio è rimasto invariato, non migliorando affatto i servizi per i passeggeri.

«Con l’avvio dell’Alta Velocità, che doveva essere la panacea di tutti i mali ferroviari, non si intravedono all’orizzonte miglioramenti significativi per i pendolari lombardi – dichiara Damiano Di Simine , presidente Legambiente Lombardia -, che invece si troveranno a fare i conti con aumenti delle tariffe e vedranno praticamente inibito l’uso della Stazione Centrale, con tempi di percorrenza maggiori e nuovi scomodi trasbordi. Governo e Regioni devono finalmente decidere a chi spetta mettere mano al portafogli per finanziare un grande piano di acquisto di nuovi treni pendolari per portare il trasporto ferroviario fuori dal collasso ordinario».

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