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La sinistra alternativa vince. All’Isola dei Famosi

L'ex deputato di Rifondazione Vladimir Luxuria ha vinto su Belen Rodriguez e sull'ex sconosciuto Carlo Capponi. Una vittoria che ha connotati anche sociali

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Impossibile, dopo la sua vittoria, essere ancora imbarazzati di fronte ai transgender: con 16 chili in meno e una montagna di popolarità – anzi di affetto – in più Vladimir Luxuria – per l’anagrafe Vladimiro Guadagno, ma per mezza Italia ormai "la Vladi" o "la Luxi" – ha vinto la sesta edizione del’Isola dei Famosi, il reality più popolare insieme al capostipite Grande Fratello.

Una vittoria – che per la cronaca, è arrivata battendo in volata l’ex sconosciuto Carlo Capponi e la bella Belen Rodriguez – che va oltre il gossip televisivo, anche se di gossip televisivo si è ampiamente alimentata: Vladimir Luxuria, già deputato di Rifondazione Comunista, è da decenni il portavoce di transgender e LGBT: dalla conduzione del mitico Mucca Assassina, il locale gay romano che ha fatto tendenza e politica, alla leadership delle carovane dei gay pride romani, Vladi ha lavorato per anni, a furia di piume e coty, per rendere riconoscibile una condizione umana che non si poteva più nascondere nei bordelli o sulle strade di periferia.

La sua estrema campagna, paradossalmente, l’ha combattuta all’Isola dei Famosi, mostrando di avere dolcezza e pazienza tipicamente femminili ma anche due attributi tutti maschili anche se sempre di più patrimonio delle donne di oggi: mandando così in frantumi pregiudizi e creando nuove forme di simpatizzazione e di riconoscimento dei generi. Partendo dall’Isola dei Famosi, alla faccia di mille trattati e mille dibattiti.

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