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Ex Enel, i residenti: il progetto peggiorerà la qualità della vita

Pubblichiamo il testo di una lettera scritta da un gruppo di cittadini che vive nell'area dell'ex Enel di via Nullo a Bergamo. E' una presa di posizione contro il piano integrato di intervento in fase di approvazione in Comune che viene ritenuto troppo invasivo e destinato a peggiorare le condizioni del quartiere.

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Questo è il testo di una lettera scritta da un gruppo di cittadini che vive nell’area dell’ex Enel di via Nullo a Bergamo. E’ una presa di posizione sul piano integrato di intervento in fase di approvazione.  

INTERVENTO AREA EX ENEL
Premessa
Il Piano Integrato di Intervento dell’area EX ENEL si sviluppa su una superficie fondiaria di 12.035,00 mq.. Se consideriamo l’indice di edificabilità pari a 1,66 mq./mq.; il rapporto di copertura di 1/3; l’altezza massima di 6 piani, il Piano genera un volume di mc. 71.690,00 (contro i 54.000,00 circa esistenti) e una densità edificatoria pari a 5,96 mc./mq.
In altri termini si costruiranno 135 appartamenti, più superfici commerciali e terziarie, per un’altezza di 24 metri pari a 8 piani (altezze percettivamente identificabili con la parte terminale degli attuali cedri posti nell’angolo tra via Nullo e via Diaz) e 277 garage distribuiti su due livelli interrati con due accessi uno su via Diaz e uno su via Mazzini, per una densità abitativa pari a 5,96 mc./mq..
Ciò conferma quindi che: 
– vengono avallati interventi che peggiorano traffico e inquinamento in una zona centrale già gravata in modo abnorme da questi problemi e si colpiscono quindi i cittadini nella loro salute.
scavalcano tranquillamente gli indici del piano regolatore vigente.
– intendono ridurre indiscriminatamente il verde incrementando la densità abitativa in un’area già satura che dispone di un limitatissimo spazio dedicato a parco sulla quale esistono case di riposo, scuole, asili, un sistema residenziale con una densità accettabile e un sistema di commercio al dettaglio con un assetto sostanzialmente compiuto;
– consentono la scomparsa dei naturali consolidati scorci su Città Alta, attualmente non vincolati da nessun “cono panoramico” che ne protegga la visione, bene prezioso per i bergamaschi che viene loro sottratto;
si vuole far cassa (4 milioni di euro di oneri) per restaurare il Carmine. Questione che, per quanto interessante, non pone problemi di salvaguardia della salute e vivibilità, si pone quindi eticamente a un ben diverso livello e può avvalersi di altri finanziamenti.
Quello a cui stiamo assistendo si configura dunque come un peggioramento di vivibilità, salute ed anche identità.
D’altra parte come dovremmo valutare la mancanza di trasparenza nelle procedure seguite?
Per decidere progetti di questo genere è richiesta la convocazione della Conferenza di verifica, organo deputato all’accertamento preliminare degli effetti ambientali indotti dalle trasformazioni proposte, alla quale avrebbero dovuto partecipare REGIONE, PROVINCIA, ASL, ARPA, Italia nostra, WWF, Lega ambiente, Comuni contermini ecc. 
Perché si è svolta in assenza delle Associazioni Ambientaliste e perché quindi, gli enti presenti hanno decretato di escludere l’effettuazione della VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA con le seguenti motivazioni a dir poco inadeguate o comunque poi disattese: 1) L’area dismessa va riqualificata, 2) Si recupererà un edificio storico, 3) si aumenterà l’area drenante, 4) Per il contesto urbano si porrà attenzione al parco Locatelli e alla vista di Città alta?
Perché non una voce ha spiegato dettagliatamente i metodi con cui sono stati calcolati l’inevitabile aumento del traffico e quello dell’inquinamento? E perché è stato dato il benestare alla relazione di sintesi ambientale predisposta dal tecnico senza approfondirne i criteri?
Perché la prevista consultazione preliminare della popolazione è stata trascurata per giungere a parlare dell’argomento a cose fatte, sotto la pressione dell’opinione pubblica e con sufficienza?Abbiamo sentito in assemblea a Santa Lucia l’assessore all’urbanistica snocciolare dati senza però dare risposte alle domande formulate dai presenti che chiedevano chiarimenti soprattutto sul criterio adottato nel concedere simili volumi. Abbiamo anche sentito alcuni rappresentanti delle minoranze fare critiche e promesse a cui oggi non sono seguite effettive prese di posizione.
Resta dunque il dato tecnicamente previsto in base al quale il progetto peggiorerà sensibilmente la qualità della vita anche nelle zone limitrofe già al limite soprattutto per ciò che riguarda il traffico e il PM10.
Pertanto chiediamo:
tutti i necessari chiarimenti e come cittadini ci riserviamo ulteriori interventi anche di natura diversa nel caso le esigenze della nostra zona continuassero ad essere disattese e continuassero ad essere mantenute nell’attuale prospettiva di riduzione della qualità della Vita della Città.

 
UN GRUPPO DI CITTADINI

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Commenti

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  1. Scritto da che schefe

    si perchè? o anche questo on è compito del comune.. aspetto l’intervento di iva, visto che quando si tratta di dare contro a comune e giunta nn commenta mai..