BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“Contro la crisi bisogna osare L’italia sospenda il Patto di stabilit??”

Paolo Ferretti, presidente dei costruttori bergamaschi, di fronte alla pesante congiuntura chiede al governo di allentare i vincoli. "E' assurdo avere le risorse per le opere pubbliche e non poterle spendere". Richiesti interventi anche sull'Iva e sulla pressione fiscale.

Più informazioni su

"Bisogna osare". Lo dice chiaro e forte, Paolo Ferretti, presidente dei costruttori bergamaschi (Ance). Di fronte ad una situazione economica pesante, che non ha ovviamente lasciato indenne il settore dell’edilizia, a suo avviso è necessario mettere in campo misure straordinarie. Quali? "Sospendere il Patto di stabilità, per esempio". Il leader dell’Ance durante una conferenza stampa organizzata per promuovere il convegno su "Costruire la Bergamo del futuro" in programma venerdì pomeriggio alla Borsa Merci racconta di Comuni ed enti locali virtuosi (e in Bergamasca ce ne sono molti) che, per i vincoli imposti a livello europeo, sono costretti a tenere i soldi in cassa anzichè spenderli per le opere pubbliche. "E’ davvero assurdo avere le risorse e non poterle utilizzare. Anche questa è finanza creativa. Solo che anzichè controllare la spesa controlla la cassa". Quello di Ferretti è più un grido di dolore che un appello. Ma il messaggio non ammette dubbi: "Questa situazione di stallo non è accettabile. Dobbiamo trovare il modo di sospendere, magari per due-tre anni, vincoli che non ci possiamo permettere". A livello europeo si sta facendo strada analoga consapevolezza, anche se per ora tutto rimane inalterato. Il presidente dell’Ance guarda a quanto si sta facendo fuori dai confini e non può non sbottare. "Vedo che in Inghilterra si è deciso di abbassare l’Iva. Constato che in America si pensa ad un intervento di radica detassazione sui redditi inferiori ai 150-200 mila dollari (da noi si interviene su quelli da 15-20 mila euro). Possibile che non si possa essere più coraggiosi anche nel nostro Paese?". Da imprenditore, la fiducia nel futuro rimane. Ma la fotografia dell’esistente è impietosa. "La congiuntura è pesante – ammette Ferretti – L’edilizia residenziale è in difficoltà per i problemi delle famiglie e la crisi dei mutui. Quella industriale è forse messa peggio perchè di questi tempi è impensabile costruire nuovi capannoni o potenziare impianti produttivi. E le opere pubbliche? Tutto fermo. E qui lo Stato, ma anche gli enti locali, devono fare di più".

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da mocarabbash

    Sottoscrivo 12 di Bergamasca.

  2. Scritto da eureka

    Ammesso e non concesso”no ai dazi”mi dica lei Farfarello come commenta quel materiale commestibile e non solo entrato abusivamente in italia “porto di Napoli” senza che nessun finanziere controllase i container. Siamo in balia della globalizzazione ed in Italia entra di tutto e di più senza controlli e noi non importiamo poco e niente

  3. Scritto da Il Bergamotto

    Alzino la mano gli ebeti che gridavano all’anacronismo e all’egoismo quando qualche avveduto politico reclamava dazi antidumping. Ora il tessile è fregato. Chapeau ai nuovi soloni del terzo millennio.

  4. Scritto da Bergamasca

    A 11.Si.Ok il tessile andato.Ma si puo’ creare un settore nuovo che possa dare nuova occupazione, della buona occupazione intendo che possa dare un futuro anche ai nostri giovani.Domenica su L’Eco (si puo’ dire qui? boh) c’era un imprenditore che produce energia e fonti rinnovabili.Dato che spendiamo un botto per importare energia, facciamocela qui in modo efficiente,inventiamo qualcosa che crei anche buoni posti di lavoro.Per dire una idea.Non solo edilizia insomma.Non mi vedo come magut.!

  5. Scritto da Farfarello

    A 11. No ai dazi. Il protezionismo storicamente difende l’economia nel breve periodo, ma produce guai maggiori nel lungo periodo, perchè blocca la necessità di innovarsi. Diciamolo ai lavoratori seriani: troverete sempre, in qualche parte del mondo, qualche “cinese” che sa fare i vostri stessi prodotti a un costo inferiore! Non si può puntare solo sulla quantità di lavoro e la buona volontà. Occorre ingegnarsi per innovare e puntare sulla qualità. Ma servono formazione e voglia di rischiare.

  6. Scritto da Il Bergamotto

    Ferretti ha ragione. Basta con le pastoie comunitarie.

  7. Scritto da iva

    https://www.bergamonews.it/economia/articolo.php?id=3911
    se ne parla anche sopra.
    L’edilizia non fa eccezione.

  8. Scritto da iva

    Gli eccessi e la pratica “normale”, diffusa, dei falsi in bilancio delle imprese hanno portato al collasso della finanza e del credito.
    Un modo per recuperare il gap, annoso, è quello di entrare nei settori più sicuri dell’economia, dall’energia compatibile alla finanza etica.
    Ostinarsi ancora a pensare che sia solo questione di lavoro e non di qualità del lavoro è inutile.
    Chissà perchè Ferretti dimentica di constatare che in America si pensa ad una conversione generale dell’economia..

  9. Scritto da Bergamasca

    Le aziende che chiudono sono tessili, metalmeccaniche e artigianali.Ovviamente c’è una flessione del mattone.Se si sbloccano soldi per i costruttori perchè non s’è fatto o non si farebbe nulla per i tessili e/o i metalmeccanici? I disoccupati della valseriana, maggiormente donne, mica si possono riciclare nell’edilizia.O stanno pensando di produrre i mattoni a mano? Ci vuole un progetto di riqualificazione della ValleSeriane x me.Totalmente.

  10. Scritto da iva

    Chissà perchè Ferretti dimentica di constatare che in America si pensa ad una conversione generale dell’economia.. un caso?

  11. Scritto da mario59

    Che fine andremo a fare… ? questa crisi sta bastonando l’economia globale.. mi sa che l’italia sarà uno dei paesi che pagheranno di più.
    La valseriana ha già pagato un bel tributo.. ma non abbiano ancora toccato il fondo.. mi viene da sorridere quando penso a molti miei conterranei della media valle seriana, quando fino a pochi anni fa sostenevano con totale convinzione che da qua il lavoro non sarebbe mai andato via… “perchè noi siamo bravi e lavoriamo di più” io lo dicevo…poveri illusi.

  12. Scritto da lello da nese

    ma scusate, e quelli che si sono sciacquati la bocca con la storia che il mercato si autoregola, che la globalizzazione porta vantaggi per tutti, che lo Stato deve limitarsi al controllo e all’indirizzo? Scomparsi. Poi, a questi finanzieri allegri e disinvolti gliela vogliamo lasciar passare liscia? Eppure, c’è ancora chi parla di deregulation, privatizzazioni, liberalizzazioni… Evviva lo Stato, eh? Il nostro territorio ha già subito devastazioni urbanistiche e cementificazioni, adesso basta.

  13. Scritto da kaci

    Le borghesie europee osano e come!?
    Mentre in Italia siamo ancora tra il concetto della carità e quello del diritto/dovere. I piccoli provvedimenti sino annunciati stigmatizzano i poveri come fosse colpa loro se ricevono sussidi anziche salari.
    Il centro destra si gioca non solo le elezioni prossime ma la tendenza storica. Con questa partita si rischia di perdere l’opportunità storica di riforme strutturali quindi tracciare la via ad una destra moderna sul modello europeo: debiti o no!

  14. Scritto da olmo

    In Val Seriana entro pochi mesi ci saranno circa 6000 e forse più di persone licenziate e sicuramente ci sarà una crisi profonda, noi abituati al benessere ci troveremo a fare anche lavori umili e le persone più deboli sofriranno in modo particolare. Se i ns. politici si ostinassero a chiudere tutti i rubinetti con il patto di stabilità, ci troveremo, artigiani, commercianti, industriali ed anche amministrazioni comunali alla bancarotta

  15. Scritto da Bergamasca

    Non possono sedersi ad un tavolo tutti insieme e trovare qualcosa che crei posti di lavoro per prox anni.
    Almeno si dica che i fondi vanno a chi usa operai/impiegati in regola, italiani e stranieri.Non in nero, intendo.
    Che poi se le tempistiche sono quelle normali, cioè 15anni per fare una superstrada di 7km,ora che gira il lavoro diventiamo tutti dei barboni.