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Confindustria e sindacati fanno fronte comune

Nella sede di Confindustria si è riunito il “Tavolo di confronto per il monitoraggio della crisi”. Questo incontro fa seguito alle iniziative già attuate da Confindustria Bergamo e da Cgil, Cisl e Uil per fronteggiare gli effetti della crisi, a supporto del tessuto socio‐economico della nostra provincia.

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Nella sede di Confindustria Bergamo si è riunito oggi pomeriggio il “Tavolo di confronto per il monitoraggio della crisi” al quale hanno partecipato: per Confindustria Bergamo il presidente Alberto Barcella, Presidente, Carlo Mazzoleni, con delega alle Relazioni industriali, Guido Venturini, direttore generale; per la Cgil Luigi Bresciani e Martino Signori; per la Cisl Ferdinando Piccinini e Mimma Pelleriti; per la Uil Marco Tullio Cicerone e Amerigo Cortinovis.
Questo incontro fa seguito alle iniziative già attuate da Confindustria Bergamo e da Cgil, Cisl e Uil per fronteggiare gli effetti della crisi, a supporto del tessuto socio‐economico della nostra provincia. Nell’occasione, sono stati analizzati in profondità i dati statistici effettivi e tendenziali che caratterizzano l’attuale momento economico, contraddistinto da una crisi che si profila come la più lunga ed intensa da quando tali indicatori congiunturali vengono rilevati a livello locale. Crisi che incide su un tessuto occupazionale ed imprenditoriale solido: dall’ultima rilevazione ISTAT il tasso di disoccupazione a Bergamo risulta essere frizionale, circa 10mila persone (2,6% delle forze di lavoro rispetto ad una media nazionale del 6,1%). Alla luce di quest’analisi e dopo un approfondito confronto, sono stati messi a fuoco alcuni interventi ritenuti indispensabili e prioritari, che dovranno essere attuati dai diversi livelli istituzionali e che si concretizzeranno in una serie di azioni rispetto alle quali il consenso manifestato appare elemento comune. Si è condivisa la necessità di rafforzare la coesione sociale per fronteggiare questa crisi, mettendo in campo tutte le azioni, anche di natura eccezionale, finalizzate a superare la fase di emergenza e necessarie per agganciare la ripresa.
La necessità è di affrontare questa condizione congiunturale straordinaria con strumenti adeguati e attivati in tempi rapidi, attraverso interventi di livello nazionale, regionale e locale per contenere gli effetti negativi, che possono rappresentare una minaccia anche per la ripresa. Infatti, in una fase recessiva prolungata è fondamentale preservare la struttura produttiva del Paese in tutte le sue componenti, per consentire al sistema economico, nel suo complesso, di agganciare la ripresa nel momento in cui il ciclo negativo si invertirà. È proprio per questo necessario avere oggi la capacità di immaginare e di progettare iniziative qualificanti sul tema delle leve strategiche che serviranno per competere al meglio nel futuro: formazione; ricerca ed innovazione; internazionalizzazione e tecnologie innovative, ad esempio sul fronte delle imprese; nuove infrastrutture; ulteriore qualificazione dei servizi; migliore mobilità e sviluppo del turismo, ad esempio sul fronte del territorio. Gli ambiti cruciali rispetto ai quali tutti hanno concordato sulla necessità di interventi straordinari e prioritari, risultano essere essenzialmente tre:
ammortizzatori sociali, a supporto delle fasce più deboli e di quelle oggi non coperte, per limitare le ricadute della recessione produttiva che è attesa lunga e intensa;
sostegno del credito, per scongiurare che le imprese debbano subire, oltre alle difficoltà di mercato, anche il blocco dei finanziamenti e per sostenere le famiglie dei lavoratori coinvolti dalla crisi;
azioni tese a conservare, oltre la crisi, l’habitat industriale del nostro territorio.
Sul tema ricordato prima degli sforzi di medio‐lungo periodo è fondamentale portare un contributo forte e condiviso sul tavolo di “Quale Futuro per Bergamo” che la Provincia ha già convocato nei prossimi giorni che dovrebbe articolarsi su due fronti: la gestione dell’emergenza e le prospettive per lo sviluppo.

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