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“‘Atalanta, perch?? volare sempre basso? I tifosi hanno diritto di sognare”

Il giornalista Cesare malnati va controcorrente e, rispetto a chi invita a tenere i piedi per terra, sostiene la necessit?? di nutrire maggiori ambizioni, anche per evitare di trascinare un campionato al risparmio, senza quelle soddisfazioni che rendono il calcio uno degli sport pi?? appassionanti.

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di Cesare Malnati

E’ un delitto scippare ai tifosi il diritto di sognare, anche perché le loro speranze di gloria, pur se fossero illusioni, alimentano in chi scende in campo stimoli e motivazioni, che oggi nel calcio costituiscono componenti fondamentali delle buone prestazioni. Il troppo realismo nuoce, al punto da diventare controproducente.
Se si gioca per la salvezza e basta, con una squadra che non può non avere qualità se in casa si trasforma, partite come a Reggio Calabria sono addirittura da mettere in preventivo. E allora sì che bisognerebbe prestare grande attenzione alle spalle.
All’Atalanta era già successo a Firenze. E prima ancora a Torino, a Roma (doppio 0-2 in tre giorni), a Catania. Tutte gare affrontate mollemente, nella sostanza. Procedendo di questo passo, si rischia effettivamente.
Chi è molle? Chi non coltiva l’aspirazione di migliorare, d’eccellere, di stupire. Se continui a dire che sei a più dodici dal Chievo, a più dieci dalla Reggina, a più nove dal Bologna, i giocatori – fatalmente, quasi da fatalisti – ritroveranno gli stimoli solo quando questo vantaggio sarà sfumato.
Nessuno vuol sostenere che l’Atalanta è da Champions League. L’Atalanta vale probabilmente una buona squadra, se si prendono in considerazione i tredici o quattordici titolari, mentre l’organico non è in grado di fronteggiare alcune indisponibilità contemporanee. Questo è il limite della formazione nerazzurra.
Sicchè sarebbe più comprensibile che – dall’esterno della società – si spingesse per completare la rosa, considerando che il bilancio ha chiuso in attivo. Tirare in ballo che lo stadio non è omologabile per le competizioni Uefa oppure avanzare mille altre obiezioni significa mettere il carro davanti ai buoi. Che la società predichi umiltà è normale, ma a Bergamo da due o tre anni la critica pare dedita a una sistematica frantumazione della legittima voglia di grandezza di tanti appassionati smaniosi di darsi una botta di vita.
E perché, poi? Senza quest’entusiasmo, che cosa resta del campionato? Trentotto gare, esclusivamente da gestire in chiave quart’ultimo posto? Da gestirle col bilancino, già a cominciare dal girone d’andata, pur avendo avuto la fortuna – complice il calendario – di una partenza sprint? Col risultato che a dieci giornate dalla fine – come nelle ultime due stagioni – la squadra, nel limbo del centro classifica, non ha più obiettivi e la fase finale si rivela una noia mortale che penalizza soprattutto il pubblico. Non siete mai stati seduti al tavolo da poker? Che male c’è se l’opinione pubblica, anziché tradire il suo ruolo con un atteggiamento serioso, minimalista e pure deprimente, stuzzica l’ambiente buttando lì un bluff, ogni tanto? Qualche volta, bluffando, si vince il piatto, senza avere le carte.

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Commenti

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  1. Scritto da marcello p.

    Bella questa. Di fronte ad una dquadra che a Reggio Calabria, contro la penultima in classifica, fa una figura barbina, i tifosi dovrebbero guardare in alto. Ma dove vive questo giornalista? Gli è capitato, per caso, di vedere l’Atalanta o è distratto da altre squadre?

  2. Scritto da carlo salvioni

    Sono totalmente d’accordo con l’amico Cesare. E’ frustrante tifare per una squadra che ha da sessant’anni-salvo qualche momento eccezionale-il solo obiettivo di restare in A o di tornarvici quando si trova in B.Ma la Società non pensa che un giorno non lontano non avrà quasi più tifosi visto che i bambini di oggi guardano la tv e si appassionano alle grandi squadre che vincono scudetti e champions league?

  3. Scritto da Palermo Neroblu

    semplicemente vangelo… a Bergamo lo stadio è vuoto anche per questo. Ci vuole Entusiasmo, la gente è stufa di vedere solo salvezze. E se in passato in Europa ci sono arrivate Chievo ed altre provinciali possiamo arrivarci pure noi.

  4. Scritto da lello da nese

    a mio modo di vedere c’è del “vero” nell’articolo e in tutti gli altri interventi. esiste un problema di fondo: la realizzazione dello stadio nuovo, senza questa infrastruttura pubblica polivalente, infatti, inutile farsi delle illusioni.

  5. Scritto da carlo c.

    I sogni sono belli, le utopie un’altra cosa. Il vostro commentatore forse crede alle favole. Questa Atalanta non ha le qualità per andare oltre la salvezza. Ci spieghi tecnicamente il signor Malnati come è possibile immaginare De Ascentis, Pellegrino e Defendi che lottano per la Coppa Uefa. Daì, non facciamo ridere….

  6. Scritto da Marcello R.

    Beh con Vantaggiato non si può volare in alto, sempre basso basso.

  7. Scritto da un trevigliese

    tante belle parole… la realtà, come noi bergamaschi sappiamo bene, è fatta di concretezza e concretamente una provinciale che riesce a sopravvivere per 49 anni in serie A è già molto. Se poi ci spesso ci togliamo delle belle soddisfazioni, da buon ultima la gara col napoli, c’è di che essere soddisfatti.
    La non accettazione della propria condizione è causa di infelicità.