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Moltrasio: “L’Europa abbassi i tassi e aiuti le imprese”

La diminuzione del tasso di interesse da parte della Banca centrale europea e un abbassamento del carico di imposte per il lavoratori, in particolare per i lavoratori dipendenti, sono alcune delle richieste di Confindustria all'Unione europea.

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“Se non sei al tavolo sei sul menu”. E’ con una battuta che il vicepresidente di Confindustria per l’Europa Andrea Moltrasio sintetizza il senso dell’incontro incentrato sulle politiche europee a sostegno delle imprese svoltosi lunedì 24 novembre al Centro di formazione Fausto Radici di Fiorano al Serio e organizzato dal Gruppo territoriale di rappresentanza Valle Seriana di Confindustria Bergamo. “Il detto è inglese e significa che se non si prende parte al tavolo dei negoziati si finisce per diventare vittima degli stessi”, spiega Moltrasio. Il riferimento è al rapporto con l’Unione europea, importante più che mai in un momento di difficoltà come questo. Cosa chiedere all’Europa, allora? “Le nostre richieste si muovono su due piani: innanzitutto chiediamo un abbassamento del tasso di interesse da parte della Banca centrale europea e una diminuzione del carico di imposte per il lavoratori, in particolare per i lavoratori dipendenti, ma anche per le imprese, e in questo senso ci sono già delle disposizioni riguardo l’Irap”, afferma Moltrasio. La seconda questione ha a che vedere con il manifatturiero: la proposta è infatti quella di valorizzare, come è avvenuto nel nostro Paese, le imprese con un alto valore manifatturiero puntando a sostenerle con infrastrutture materiali e immateriali, come ad esempio la formazione.
C’è poi un aspetto legato al clima: Confindustria infatti ha proposto un’iniziativa che ha messo d’accordo le associazioni industriali degli altri Paesi europei, riguardanti le norme per le riduzioni di gas responsabili dell’effetto serra da parte delle industrie manifatturiere. “Noi non contestiamo la direttiva europea, ma il meccanismo”, sottolinea Moltrasio. Perché se un’azienda, benché moderna e tecnologicamente avanzata, deve pagare per acquistare i permessi di emissione di anidride carbonica, mentre fuori dall’Unione europea non ci sono vincoli a riguardo, il rischio è quello che l’impresa delocalizzi, perdendo un’importante realtà.

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Commenti

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  1. Scritto da mauro

    I dipendenti non sono una variabile dell’impresa bensi un partner a pieno titolo: la prova e’ negli aiuti dati a valanghe alle imprese, con i risultati risibili!

  2. Scritto da mill

    Occorrrebbe aggiungre una riforma del mercato del lavoro che estenda i sussidi di disoccupazione a tutti i lavoratori, anche agli “atipici”, uniformando così le garanzie. La flessibilità esige reti di protezione e leve per risalire !