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Ciclisti e pedoni: Bergamo 70esima su cento citt?? fotogallery

In tema di piste ciclabili e isole pedonali la citt?? del Colleoni ?? messa davvero male. Lo dice la classifica di Legambiente riportata dal Sole 24 Ore: su cento citt?? d'Italia Bergamo si piazza infatti al 70?? posto con soli 18 punti, ben al di sotto della media (34 punti) e fortemente arretrata rispetto alla prima che ?? Mantova con cento punti

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Bergamo lascia a desiderare. E molto. In tema di piste ciclabili e isole pedonali la città del Colleoni è messa davvero male. Lo dice la classifica di Legambiente riportata dal Sole 24 Ore: su cento città d’Italia Bergamo si piazza infatti al settantesimo posto con soli 18 punti, ben al di sotto della media (34 punti) e fortemente arretrata rispetto alla vincitrice della speciale hit parade che è Mantova con l’en-plein di cento punti.
Un risultato tanto peggiore se si studia un po’ la classifica che vede le città del Nord e del Centro ai piani alti, mentre sul fondo annaspano soprattutto le realtà del Meridione. Eppure Bergamo è tra queste.
Ma non si tratta di un elenco stilato solo per dimostrare impegno e capacità delle amministrazioni. Il punto è che l’indagine mette in luce la cura dell’ambiente, la vivibilità e anche la sicurezza: tre elementi strettamente legati ai quattro punti presi in considerazione dall’analisi, vale a dire piste ciclabili, isole pedonali, verde pubblico e zone a traffico limitato. Già perché anche la sicurezza è correlata alla presenza di spazi di movimento per pedoni e ciclisti: come conferma Edoardo Galatola, il responsabile della sicurezza della Fiab (la federazione degli amici della bicicletta) infatti "In Italia i pedoni e i ciclisti sono ancora troppp a rischio: la metà delle vittime di un incidente fa parte appunto di questa categoria". Quindi, più aree dedicate per loro, come succede in buona parte d’Europa, porta automaticamnete a ridurre vittime su due ruote o due piedi.

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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Al di là del dato statistico sono sotto gli occhi di tutti i km di piste ciclabili realizzati in questi ultimi mesi nonostante le numerose perplessità. Da indagini fatte presso i lavoratori delle aziende di Bergamo, la tutela del percorso casa-lavoro è al primo posto come requisito per incentivare l’uso della bicicletta. Quindi ben vengano le piste ciclabili per alleggerire il traffico e risparmiare soldi in benzina.

  2. Scritto da ol Giopì castigamacc

    Diamo però atto all’Amministrazione Bruni di cercare di recuperare il tempo perduto da chi l’ha preceduta.

  3. Scritto da Aladin

    Ma per favore… piuttosto di fare piste ciclabili pericolosissime come quella di via Borgo Palazzo, meglio lasciar perdere. La sensibilità ecologica di questa amministrazione è solo di facciata. Tutte le sere da anni piazza s.Anna è parcheggio gratuito per i macchinoni, solo per fare un esempio, tra l’altro dalle parti dove abita Amorino. Impuniti da anni. Le polveri sottili non le misurano neanche più. Respirate a pieni polmoni, bergamaschi.

  4. Scritto da alessandro rossi

    Piste ciclabili a Bergamo… tema controverso, realtà amara: cominciano e finiscono nel nulla, per imboccarle spesso le bici devono arrivare contromano e da area pedonale, non sono protette dall’ingombrante presenza di altri veicoli e sono utilizzate da arroganti genitori che, visto che vanno a prendere i figli, credono che tutto sia loro concesso, anche parcheggiare su pista ciclabile, e che incredibilmente se la prendono con i ciclisti che se ne lamentano! Queste piste sono una farsa!

  5. Scritto da iva

    Ogni volta che si parla di Bergamo, e di classifiche, si dimenticano LE PROVINCE, e comuni, ed altri enti locali annessi, annessi (nel caso di Bergamo 250!).
    Così se Bergamo città è tra le prime ad avere avviato progetti sulle zone a traffico limitato, Seriate, ad esempio è al palo.
    Ma anche:
    Rifiuti, che business
    Ogni anno in pattumiera
    50 milioni di euro
    Venerdi 21 Novembre 2008, da bgnews rileggetelo!

  6. Scritto da iva

    qui:
    “…Per chiudere il cerchio i padroni degli impianti dovrebbero finanziare il Servizio Sanitario Nazionale. L’esposizione per brevi periodi ad alte concentrazioni di diossine porta eruzioni cutanee e alterazione delle funzioni epatiche. L’esposizione per lunghi periodi di tempo a concentrazioni più basse si associa invece a disturbi del sistema immunitario, riproduttivo, endocrino e nervoso. Questi impianti non scaricano vapore, è meglio ricordarsene ! Fra 20 anni ci piangeremo addosso..”

  7. Scritto da solito skefè

    Veramente nella classifica si parla di città, quidn idi capoluoghi di provincia…nn di tutta la provincia.. come sempre si cerca di difendere il “proprio orticello” o la “propria fede politica”.. qualcuno forse visto che parla di rileggere, dovrebbe rileggere gli interventi che parlano es di Largo Barozzi, o di varie cementificazioni in città!!
    Capitolo rifiuti..gestiti in città (quindi Bergamo e nn di altro) da BAS (compartecipazione del comune)

  8. Scritto da iva

    A sei, 6, il solito? Ebbene ti sbagli: il capoluogo di provincia è amministrato anche dall’amministrazione provinciale (vedi caso cablatura informatica ad esempio).
    E comunque le politiche territoriali sono sempre riferite a tutti gli enti locali, che, nel caso di Bergamo ha una territorialità molto frammentata e mai adeguatamente coordinata.

  9. Scritto da Sandro Ferrari

    Mantova è una città d’arte al 100%, praticamente un area museale a cielo aperto. Non è la stessa cosa… Bergamo ha intere arterie costruite sul Morla, c’è già poco spazio per i mezzi pubblici e figuriamoci quanto potrà esserne ricavato per i ciclisti… Per me così com’è va bene.

  10. Scritto da Il Bergamotto

    Ha ragione la sciùra Iva: ci vuole un saldo coordinamento tra le politiche territoriali di Comune e Provincia. La storia degli uomini provvederà a riparare al mal fatto: la prossima primavera, con il cambio della guardia a Palazzo Frizzoni, avremo entrambe le cadreghe in mano alla Cdl.

  11. Scritto da iva

    L’obbiettivo (è ok anche la doppia b nell’obiettivo) è comune ma non la fazione caro il Bergamotto.

  12. Scritto da Farfarello

    Facciamo una bella metropolitana su due-tre linee principali: da Villa d’Almè a Seriate + Orio al Serio (aereoporto e OrioCenter) e da Ponte S.Pietro ad Albino. In questo modo forniamo un servizio per un hinterland che ha un bacino di 350-400.000 persone e liberiamo le strade superficiali dalle auto consegnandole a autobus e biciclette. Per i costi? Con il tanto declamato federalismo fiscale non dovremmo avere problemi di finanziamenti. O no?

  13. Scritto da un cittadino

    Disegnare due biciclette su un marciapiede viene considerata pista ciclabile (via A.Maj), stendere 100 metri di portezione e costringere i ciclisti a salire sui marciapiedi (v.le Papa Giovanni) viene considerata pista ciclabile. Se un ciclista sul marciapiede urta un pedone e gli pravoca dei danni di chi è la responsabilità? Solo del ciclista o anche dell’Ammistrazione Comunale di Centro Sinistra?Per favore non prendeteci in giro, queste non sono piste ciclabili sono solamente spot elettorali

  14. Scritto da un ciclista

    Non siete mai contenti. Se mancano le ciclabili si protesta, se ce ne sono troppe si protesta… io dico che l’amm Bruni ha fatto passi da gigante in questo senso e anche se alcune piste non sono (non possono essere) complete, ci sono buoni tratti dove si può pedalare in sicurezza, senza correre e prestando la max attenzione ai pedoni. Se poi le auto sono parcheggiate a capocchia, la colpa non è del comune che, semmai, dovrebbe reperire (come?) + fondi per pagare + vigili. Ma +vigili=+proteste..

  15. Scritto da ciccio

    Volete togliere di mezzo le piste ciclabili e le corsie preferenziali per far più posto alle auto? Basta votare un sindaco di destra (chiunque esso sia) e sarete accontentati, lo sapete. Così, invece del 70°, finiamo all’ultimo posto. Se invece Bruni vincerà ancora, magari riuscirà a migliorare e completare la rete di ciclabili in città.
    La mia sarà pure una visione un po’ semplicistica, ma credo veritiera. Buona serata.