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Genitori in piazza: firme contro il maestro unico fotogallery

Professori, studenti e genitori: in piazza Matteotti, davanti al palazzo comunale di Bergamo la giornata odierna è stata movimentata da una serie di iniziative contro la riforma della scuola. Professori, studenti e genitori che hanno scelto di manifestare la loro contrarietà attraverso uno spettacolo teatrale e un'esibizione musicale.

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Professori, studenti e genitori: in piazza Matteotti, davanti al palazzo comunale di Bergamo la giornata odierna (sabato 22 novembre) è stata movimentata da una serie di iniziative contro la riforma della scuola voluta dal ministro Mariastella Gelmini.
Professori, studenti e genitori chiamati a raccolta dalla Cgil e dalla Rete degli studenti, ma in realtà di simpatie politiche e sindacali trasversali, che hanno scelto di manifestare la loro contrarietà attraverso uno spettacolo teatrale e un’esibizione musicale. Senza dimenticare striscioni e slogan.
Striscioni e slogan soprattutto dedicati alla scuola primaria, perché è questo lato della riforma quello che meno piace. In effetti sotto slogan del tipo "mamme, nonne e papà per la scuola pubblica di qualità", oppure "veniamo dai monti per dire no ai tagli Tremonti" c’è un banchetto per la raccolta di firme contro il maestro unico, ma anche prevalente. Al banchetto due mamme della scuola cittadina Camozzi. Sono Liesbeth Schonkeren e Denise Nespoli che sottolineano come "di questa novità chi ne risentirà maggiormente saranno le famiglie, ma anche i bimbi meno dotati che, se oggi, grazie alla compresenza, riescono a superare le difficoltà, col maestro unico rimarranno al palo".
Ci perderà tutta la scuola, che sarà meno di qualità, commentano evidenziando che non  fanno parte di alcuna associoze, ma hanno deciso di mobilitarsi per fermare questa deriva: "Lo faremo anche attraverso un  incontro pubblico venerdì 28 novembre alle 21 all’auditorium della Provincia al liceo Mscheroni, con i genitori che interrogheranno alcuni politici: il deputato Pd Antonio Misiani, i consiglieri regionali del Pdl Carlo Saffioti e Pietro Macconi e il consiglire regionale Prc Luciano Muhlbauer, in una serata moderata dal docente della Bicocca Filippo Pizzolato".
Lì attorno, mentre lo show dell’Arhat Teatro continua, si fermano passanti incuriositi: qualcuno firma altri no. E intanto partecipano al presidio, iniziato la mattina, Filippo Schwamenthal del Partito democratico, Ezio Locatelli di Rifondazione e Vincenzo D’Acunzo della Cisl Scuola.

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Commenti

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  1. Scritto da genitore

    La Legge 169 riduce le risorse destinate all’Istruzione:dagli alunni di 3 anni fino a quelli di 19. Propone 24 ore alla materna ed alla primaria con insegnante unico. Riduce da 32 a 29 le ore alle medie, ed alle superiori si passa a seconda del tipo di istituto da 32 a 30 nei licei e da 36 a 30 nei professionali, con l’abolizione delle attività sperimentali (laboratori).
    Sono tutte ore in meno di istruzione per tutti. E’ secondo voi un problema politico? Difendere l’istruzione è un valore etico.

  2. Scritto da Giovanna

    A chi afferma di aver avuto maestri unici in grado di insegnare ogni materia consiglierei di leggere le nuove “indicazioni per il curricolo”. Prenda visione delle competenze e degli obiettivi da far raggiungere a TUTTI gli alunni e mi dica come ritiene possibile che un insegnante unico possa farlo, con 24 ore settimanali di lezione. Certamente è più semplice affermare che gli insegnanti sono fannulloni e impreparati.

  3. Scritto da mario59

    Mandare i propri figli nelle scuole private è chiaramente una libera scelta… però non capisco perchè lo stato debba finanziare le scuole private..oltretutto essendo costretto a tagliare fondi a quelle pubbliche…per carità.. io capisco che una famiglia che decide di mandare i propri figli nella scuola privata debba accollarsi le spese…(ricordo che le spese ci sono anche nella scuola pubblica) però il governo dovrebbe aiutare le famiglie…e non finanziare direttamente le scuole private.

  4. Scritto da Pol.sco.

    E allora perchè non sei maestre…o nove…o dodici
    Non ci sono soldi per mantenere oziosi e fannulloni

  5. Scritto da alberto

    Io la riforma l’ho letta e non ho capito, ma forse sono tonto, perché è stata chiamata, appunto, riforma. L’avessero chiamata “iniziativa di risparmio” forse nessuno avrebbe avuto niente da dire. Insomma quello che non ho capito è dove sta il miglioramento in termini educativi per i nostri bambini. Vorrei che me lo spiegasse però un addetto ai lavori. Non un politico di destra o di sinistra perché in questo caso le risposte (politiche) le conosco già. Chiedo troppo?

  6. Scritto da Gecco da Barbiana

    Non è affatto tonto, Alberto: infatti, quello che lei ha letto non è una riforma (e Dio sa se ce ne vorrebbe una seria!) bensì un decreto, che con la didattica non ha nulla a che vedere, se non di riflesso. In realtà, è stato dettato da Tremonti e Brunetta, all’interno di un piano generale di riorganizzazione e ottimizzazione delle risorse. E’ questo piano che può piacere o disgustare e, credo, su questo si dovrebbe seriamente discutere, anzichè spostare, more italico, il baricentro altrove.

  7. Scritto da Luca Oriani

    @ maestra @rataplan
    decreto legge e piano programmatico li ho letti eccome e questo prima di leggere le risposte alle obbiezioni mosse contro il ministro.
    se partiste anche dal rispetto per le persone e consideraste che anche chi non la pensa come voi è altrettanto o più informato di voi sarebbe più facile il confronto.
    se vi limitate a fare i maestrini “sotuttoio” non contribuirete affatto a migliorare la scuola e a cambiarla.

  8. Scritto da Luca Oriani

    @alberto
    Il voto in condotta serve a ribadire che la scuola non è solo un luogo dove si apprendono competenze ma anche un luogo educativo: è un deterrente contro il bullismo e dice con chiarezza che non è con il lassismo e il buonismo che si aiutano i ragazzi a migliorare e a capire che la scuola, come la vita, esigono impegno e dedizione per ottenere buoni risultati.
    Il ritorno ai voti è un elemento di chiarezza, per misurare in maniera precisa il profitto conseguito nelle singole materie.

  9. Scritto da Luca Oriani

    @alberto (continua)
    Così le famiglie possono valutare meglio come sta andando il loro figlio e meglio sostenerlo. Negli ultimi anni il giudizio era diventato sempre più fumoso, meno comprensibile, un giro di parole per non dire con chiarezza il livello di profitto del singolo studente.
    Lo studio dell’educazione civica risponde all’esigenza di educare dgli studenti italiani e di integrare gli studenti stranieri, perché i ragazzi a scuola devono imparare anche a diventare dei cittadini.

  10. Scritto da Pol.sco.

    Bravo Luca Oriani
    Aggiungo che ai tempi dei tempi ho avuto stupendi maestri unici in grado di insegnarci ogni materia
    Forse che il problema è che i maestri d’oggi sono più fannulloni e impreparati?

  11. Scritto da mario59

    Fatto sta..che quando ci si mette in mezzo la politica si finisce tutti contro tutto..e via sempre peggio..personalmente credo che sia meglio che le maestre rimangano 3..la maestra unica mi fa pensare a un modo come un altro per tagliare la spesa pubblica..questo governo inoltre è più propenso a mantenere i finanziamenti alla scuola privata che a quella pubblica..l’obbiettivo è: far in modo che possanoc ontinuare a studiare solo i più bravi..a meno che non si tratti dei figli di gente che conta.

  12. Scritto da Marco Cimmino

    Mio figlio studia da sei anni alle Sacramentine (dove, peraltro, si trova meravigliosamente), eppure io conto meno che zero…

  13. Scritto da matteo

    verissimo che la gelmini conferma l’importanza del tempo pieno… peccato che sia da organizzare con fondi di istituto. dovendo già portare fazzoletti di carta e risme per la fotocopiatrice, mi sa che mi toccherà “compartecipare” in modo massiccio per il tempo pieno…

  14. Scritto da Luca Oriani

    Peccato che i genitori che firmano contro il maestro unico siano stati truffati dalle bugie della sinistra e dei sindacati.
    Il maestro prevalente è solo un’opportunità in più offerta alle famiglie rispetto alle 27 e alle 40 ore. Il tempo pieno non viene in alcun modo eliminato, anzi nella legge Gelmini è chiaramente esplicitata l’importanza che al tempo pieno viene riconosciuta.
    Questo i sindacati e la sinistra lo sanno perchè è scritto anche nella relazione al parlamento, ma raccontano bugie

  15. Scritto da maestra

    I genitori non sono stati truffati da nessuno, hanno semplicemente letto con attenzione il decreto legge n.137/2008 (art.4) e il piano programmatico n.133/2008 (art.64). Non si sono limitati a leggere il dossier ” Tutte le bugie del premier sulla scuola” come lei crede o quello intitolato “Tutte le bugie della sinistra” come lei ha fatto. Infatti entrambi i dossier contengono imprecisioni, forzature e anche veri e propri errori.
    Stia attento lei piuttosto a non essere truffato!

  16. Scritto da Ratataplan

    Luca smettila di dire stupidaggini a te e all a Gelmini non crede più nessuno,