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Si risparmia sulla minerale ma non sul “benessere”

A livello nazionale nel 2008 sono state vendute 360 milioni di bottiglie di acqua in meno per la prima volta da cinque anni a questa parte. Mentre non si rinuncia a relax e massaggi: in Bergamasca infatti sono in crescita i centri benessere con la nostra provincia seconda solo a Milano.

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Meno acqua minerale, più massaggi. Nel 2008, infatti, a livello nazionale sono state vendute 360 milioni di bottiglie in meno per la prima volta da cinque anni a questa parte, in un Paese che consuma 12 miliardi di litri di acqua in bottiglia all’anno, almeno stando ai dati del 2007. E se gli italiani tagliano sull’acqua in bottiglia, nei bar non va meglio, dove calano anche i bicchieri di minerale servita. Niente più dilemmi su “liscia” o “gassata”: l’importante è che l’acqua sia del rubinetto, o che sia disponibile a prezzi particolarmente vantaggiosi in discount e grande distribuzione. E chissà che gli euro risparmiati sull’acquisto dell’acqua in bottiglia, almeno per qualcuno non finiscano in trattamenti per il corpo, dato che la crisi non sembra “mordere” i centri benessere. La Bergamasca infatti è la seconda provincia lombarda dopo Milano per numero di centri per il benessere fisico (estetiste escluse). Sul nostro territorio ce ne sono infatti 119, secondo i dati del terzo trimestre 2008 della Camera di commercio orobica, mentre il capoluogo primeggia con 473, Monza e Brianza ne contano 105 e Brescia conquista il quarto posto con 88 centri. I nuovi nati quest’anno in Bergamasca sono stati 6, mentre se si guarda ai dati del 2002 se ne contavano 99, segno di una crescita costante non solo nella nostra provincia. Basta chiedere al titolare Sabai Thai Spa di via XX Settembre 115 per avere una conferma di come sta andando il mercato: “Quest’anno abbiamo avuto circa 3mila clienti, in maggioranza donne dai 35 anni in su, ma anche diversi uomini e c’è sicuramente stato un aumento rispetto al 2007”, spiega il titolare Roberto Teti. Massaggi con fagottini caldi di piante e spezie o a base di olii aromatici sono tra i servizi più richiesti dai clienti, ma ci sono anche pacchetti che comprendono una doccia emozionale, il bagno turco e relax con tisane e dolcetti. Per qualcun altro invece se c’è stato un calo ha toccato i primi mesi dell’anno, come sottolinea Nicoletta Casari della beauty farm Villa Ortensie di Sant’Omobono Terme: “Da agosto a oggi i nostri clienti sono tornati a crescere e solo sabato abbiamo prenotazioni per 67 persone”. Niente crisi dunque per la cura del corpo: “Qui i vari trattamenti, soprattutto i massaggi, che aiutano a rilassarsi e dimenticare per un po’ le preoccupazioni, sono ancora molto richiesti, in particolare nel weekend. Ciò che diminuisce semmai è la durata del soggiorno nell’hotel: le due settimane ce le possiamo scordare”.

 

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Commenti

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  1. Scritto da silvietta

    Non è una stranezza. Chi risparmia sull’acqua non è certo chi va nelle beauty farm. Quelli (e) continuano a spendere come prima. La crisi colpisce sempre i più poveri

  2. Scritto da genu

    Baaa….. per me invece la gente e’ piu’ intelligente ed ha imparato che l’acqua di casa spesso e’ piu buona di quella in bottiglia…e sinceramente non capisco perche’ si sia fatto un confronto con i centri di benessere…

  3. Scritto da spigolo

    La mancanza di idee su due argomenti ben distinti portano a scrivere un solo articolo ma senza alcun nesso logico.

  4. Scritto da ok1

    Secondo me invece è vero, per un semplice motivo: conosco diverse persone che saltano anche un pasto al giorno, e per mangiare quell’altro fanno la spesa al Lidl o anche peggio, però non si fanno mancare telefonini a iosa sempre dell’ultimo modello che continuano a usare inutilmente (e quindi a spendere), la cinturina di gucci e il jeans di Dolce e Gabbana e la scarpa con i pistoni ecc. ecc.
    Lo specchio della società dei consumi inculcata nelle menti deboli dalla tv con i suoi pessimi modelli.