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“Cari sindacati, mettete da parte i personalismi”

Critico nei confronti delle organizzazioni sindacali nazionali l'intervento dell'Orso bergamasco all'appuntamento organizzato da Cgil, Cisl e Uil orobiche con i parlamentari e consiglieri regionali di Bergamo per discutere le ricadute della crisi sull'economia del territorio.

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“Non si tratta di una crisi tradizionale, ma di una crisi che necessita di un nuovo modello di sviluppo con un percorso che non sia limitato alla contingenza”. Così Savino Pezzotta, deputato della Rosa per l’Italia, all’incontro con i parlamentari e consiglieri regionali bergamaschi organizzato alla sede della Cisl di via Carnovali da Cgil, Cisl e Uil orobiche, rappresentate rispettivamente dai segretari Luigi Bresciani, Ferdinando Piccinini e Marco Cicerone, per illustrare la situazione di crisi dell’industria del nostro territorio. Proprio ai sindacati Pezzotta, per la prima volta alla Cisl bergamasca dopo il suo addio al sindacato nel 2006, ha rivolto un appello: “Occorre che i sindacati mettano da parte le loro bandierine, e lo dico io che non ho sempre avuto un atteggiamento unitario”. Fare un passo indietro, quindi, a favore dell’unità, magari partendo proprio da Bergamo. Per quanto riguarda invece la situazione economica bergamasca, Pezzotta ha affermato che “il cedimento del tessile non rappresenta solo il cedimento di un settore, ma la crisi per un’intera filiera e anche se non sarà facile bisogna stabilire delle priorità per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali". Proprio per questo Piccinini, a nome delle tre sigle sindacali, aveva chiesto l’istituzione di una cabina di regia gestita dalla Provincia di Bergamo e estesa a tutti gli enti e le parti sociali per definire politiche attive sul lavoro, a cui i parlamentari hanno poi dato parere favorevole. E di tutele ai lavoratori ha parlato Mirco Rota, segretario provinciale della Fiom-Cgil, proponendo che la cassa integrazione ritorni ad essere pari all’80% dello stipendio, "perché non sarà una crisi breve e non si può ignorare che in Bergamasca solo fra i metalmeccanici si contano circa 5mila persone interessate da cassa integrazione ordinaria, straordinaria o dalla mobilità". "Senza contare – ha detto Francesco Corna, segretario della Femca-Cisl – che esiste una norma che non consente di superare i tre anni di utilizzo degli ammortizzatori sociali nel quinquennio 2005-2010, ma la situazione attuale richiede una soluzione diversa in particolare per le crisi aziendali con grave impatto sociale". Vedi la Mvb-Manifattura della Valle Brembana di Zogno, il Linificio e Canapifiio nazionale di Villa d’Almè, il Cotonificio Honegger di Albino, la Texfer Spa (ex Legler) di Ponte San Pietro, la Jabil Spa di Capriate San Gervasio e la Donora Spa di Cortenuova. E proprio la situazione della ex Legler è stata ricordata da Gianluigi Cortinovis, segretario della Uilta-Uil: "Non può essere possibile che un’azienda che produceva trenta milioni di metri di jeans all’anno perda tutto questo mercato, bisogna metterla nelle condizioni di ripartire". 
Oltre all’Orso bergamasco erano presenti all’incontro i deputati Giacomo Stucchi (Lega Nord), Antonio Misiani Giovanni Sanga del Pd, Gabriele Cimadoro e Sergio Piffari dell’Italia dei valori; Carlo Saffioti, presidente della Commissione regionale delle Attività produttive; i consiglieri regionali Daniele Belotti e Giosuè Frosio della Lega, e Giuseppe Benigni del Pd; e Giuliano Capetti, assessore provinciale al Lavoro.

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