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Supermarket Lombardini per 150 esuberi Honegger

Secondo fonti bene informate sarebbe il Gruppo Lombardini la realt?? imprenditoriale in grado di ???assorbire??? 150 esuberi sui 240 annunciati poco tempo fa dal Cotonificio Honegger di Albino. Per realizzare la struttura commerciale si pensa ad un minimo di due anni.

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Se ne era già parlato intorno a un tavolo del Pirellone settimana scorsa, quando era stato annunciato l’interesse di una realtà commerciale nel ricollocare 150 esuberi sui 240 annunciati poco tempo fa dal Cotonificio Honegger di Albino. L’occasione era stata l’audizione alla Commissione regionale Attività Produttive, a cui avevano preso parte i rappresentanti del Cotonificio Honegger e della Mvb-Manifattura della Valle Brembana di Zogno; qualcosa di più di un’indiscrezione, quindi, ma sul nome del soggetto riserbo assoluto. Eppure, secondo fonti bene informate, sarebbe un supermarket del Gruppo Lombardini la realtà imprenditoriale in grado di “assorbire” una quota consistente di esuberi, 150 appunto. Già durante l’incontro sindacale di martedì 18 novembre l’azienda ha confermato il forte interesse di un altro soggetto che potrebbe prendere parte al prossimo incontro con i sindacati fissato per il 25 novembre. In prospettiva le tre sigle sindacali hanno chiesto la cassa integrazione straordinaria per due anni, e la copertura della cassa per i dipendenti che saranno ricollocati nell’attività commerciale fino al momento del passaggio. Ricordando che all’azienda di Albino sono occupate prevalentemente donne, di cui 108 con un contratto part-time. La struttura commerciale dovrebbe sorgere fra i comuni di Nembro e Albino, senza però creare sovrapposizioni con altre realtà commerciali della zona. Il problema, però, stando alle perplessità espresse dai sindacati, riguarda i tempi tecnici di realizzazione della struttura stimati intorno ai due anni, che necessita ancora delle autorizzazioni per essere costruita. E se il dubbio è sul perché aprire un nuovo supermercato quando la crisi dei consumi si fa sentire ovunque, la risposta va cercata proprio nei tempi di realizzazione della struttura, perché fra due anni la situazione economica potrebbe migliorare.  

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Commenti

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  1. Scritto da g.franco

    la nascita di tutti questi supermercati mi spaventa, per 150 assunti o ricollocati quanti perderanno il posto nei piccoli negozi. Dove andranno a fare la spesa gli anziani ? Senza negozi, bar, piccoli artigiani, i nostri paesi rischiano di trasformarsi in dormitori che di giorno sono deserti e quindi preda dei ladri e truffatori mentre di notte intorno ai centri commerciali e poli industriali dilaga la prostituzione e lo spaccio di droga.

  2. Scritto da moni

    ma la realtà della valseriana non è costituita solamente dal ricollocare gli esuberi della honneger, ma anche dalle prospettive di un lavoro sicuro x tutti quelli che l’hanno già perso e che a breve lo perderanno. non dimentichiamoci!!!!!!

  3. Scritto da cancelu

    il problema della valle seriana non è il supermercato in più o in meno, ma la mancanza di IMPRENDITORI che credano nella gente della valle e nei propri dipendenti per potere rilanciare l’economia. purtroppo in valle, eccetto alcune eccezioni sono rimasti solo pseudo-immobiliaristi, interessati al facile profitto investendo i guadagni delle “loro aziende” in costruzione di immobili che ormai nessuno può più comperare perchè se non si lavora non si compera.

  4. Scritto da BETTI

    Siamo stanchi di tutte queste promesse, adesso vorremmo un po di fatti perchè di parole ne abbiamo sentite tante, ma alla fine non si è mai concluso niente.Vedi HITECH CAMPUS

  5. Scritto da olmo

    sono convinto che gli operai di esubero della Honegger non verranno recuperati dalla Lombardini in quanto, attualmente, non c’è neanche una bozza di progetto, il tempo necessario per realizzare questa (grande) opera sarà di 3-4 anni e gli operai quando non saranno più in cassa integrazione verranno lasciati soli e il Lombardaini avrà la sua struttura il suo grande supermercato, grazie alla progetto industriale del Sig Zambaiti con il placet di tutte le Parti Sociali. vedi HITECH CAMPUS.

  6. Scritto da cuìn

    ma dove sono quelli che dicono che i centri commerciali uccidono i negozi tradizionali, stravolgono i costumi, desertificano i centri cittadini ecc.? i lavoratori che altro possono fare? andranno a lavorare lì. forse.

  7. Scritto da viva

    evvai con i centri commerciali!|

  8. Scritto da lavoratore

    hai ragione, meglio a casa……

  9. Scritto da genu

    Ma non doveva nascere il polo del tessile?…Probabilmente il futuro della valle sara’ la vendita di alimenti, visto che son di piu’ i supermercati delle fabbiche….

  10. Scritto da luigi

    Per pagare il mutuo della casa e per mandare mio figlio a scuola nessun problema a trasformarmi da operaio a commesso. L’importante è lavorare. E basta.

  11. Scritto da Martina

    Ma chi la compra tutta questa roba da mangiare se non c’è più lavoro? Tra Albino e Nembro ci sono già una miriade di supermercati (Giesse, Lidl, A&O, Pellicano, Esselunga, Unes…): se la gente è la stessa e i soldi da spendere sono meno, non calerà anche il numero di supermercati e quindi il numero di posti di lavoro nei supermercati?

  12. Scritto da Alì Oco de Madrigal

    Quello temo che non sia il vero problema: i centri commerciali sono l’affare del momento. L’imprenditore li costruisce e poi li vende: acquirente estero o italiano, poco importa, basta che paghino. D’altronde, oggi si costruisce in conto terzi, proprio come una volta si facevano le camicie o i teli bagno. A chi si ingrassa costruendoli nulla frega se poi entreranno in crisi per mancanza di clienti: lui costruisce, mica vende alimentari! Absit iniuria verbis, naturalmente.

  13. Scritto da lavoratore

    c’è un vecchio detto saggio che dice:
    fà e desfà l’è töt laorà
    Bergamo docet….