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Il fabbisogno cresce di 70mila tonnellate

Il nuovissimo piano, presentato a luglio, delinea un quadro molto chiaro da qui al 2013: il fabbisogno della provincia di Bergamo aumenter?? a 70 mila tonnellate di rifiuti. Come bruciarli? Le ipotesi sono tre: ampliamento dell'impianto di Dalmine, creazione di nuovi inceneritori oppure diminuzione delle quote di Varese e Sondrio

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Mutuo soccorso regionale. Queste paroline contenute nel piano provinciale dei rifiuti potrebbero aprire nuovi scenari nel già popolatissimo panorama degli impianti di smaltimento rifiuti bergamaschi. Il nuovissimo piano, presentato a luglio, delinea infatti un quadro molto chiaro da qui al 2013: il fabbisogno della provincia di Bergamo aumenterà a 70 mila tonnellate di rifiuti. Il dato più significativo è però la netta distinzione tra i "nostri" rifiuti, cioè quelli prodotti in provincia di Bergamo e invece quelli compresi nella quota di mutuo soccorso lombardo. Nel primo caso si parla di 30 mila tonnellate, mentre alla seconda voce la cifra è 40 mila tonnellate. Questi due dati erano già stati resi noti alla presentazione del piano. Ora dopo settimane di decantazione, il Consiglio provinciale è chiamato ad approvare il documento (a dirla tutta il limite imposto era 31 ottobre, ma nessuna provincia l’ha rispettato).
Come sopperire a tale fabbisogno? "Sarà determinante l’indicazione del Consiglio provinciale – spiega l’assessore all’Ambiente Alessandra Salvi – il piano infatti indica solo di quanto aumenteranno i rifiuti da smaltire, non fa nessuna scelta. Sono aperte molte ipotesi. Vedremo cosa deciderà il Consiglio". L’assessore preferisce il basso profilo, anche perché le "ipotesi" di cui si parla faranno in ogni caso discutere.
La prima è l’ampliamento dell’inceneritore Rea di Dalmine, da 440 tonnellate giornaliere a 710, contro il quale si è già schierato l’intero Consiglio comunale e anche migliaia di cittadini che hanno firmato una petizione per impedire l’allargamento. La seconda ipotesi prevede addirittura la realizzazione di nuovi impianti e quindi un passo indietro rispetto alla terza linea dell’impianto dalminese. La terza strada invece sarebbe diminuire la quota di rifiuti provenienti da Sondrio e Varese, anche se in questo caso verrebbe meno la quota dell’ormai celebre mutuo soccorso regionale.

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