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Il Comunale è l’Anfield Road italiano la Nord risucchia la palla in porta fotogallery

Domenica il Napoli è stato stritolato da una squadra che ha potuto contare sulla straordinaria spinta emotiva dei tifosi. Trascinato dalla curva, il pubblico bergamasco si rivela spesso l'arma in più: gli avversari lo sanno e temono la bolgia orobica. Lo ha ammesso anche Reja: "A Bergamo soffriamo sempre". Capita a tutti, Milan compreso. Lo stadio è una temuta arena che ricorda quella del Liverpool.

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"A Bergamo soffriamo sempre, non so perché ma è così". Parole e musica di Edy Reja, allenatore del Napoli in cerca di soluzioni per un enigma che da due stagioni lo perseguita: quando sbuca dal tunnel del Comunale, la sua squadra subisce una preoccupante metamorfosi. Perde le sembianze di sorpresa del campionato e si tramuta in armata Brancaleone regolarmente sbaragliata dalla truppa atalantina.
L’anno scorso finì 5-1 per i nerazurri, quest’anno è terminata "solo" 3-1. Quello di Bergamo è sempre stato un campo minato per il Napoli: non per il clima ostile (minoranza becera a parte, domenica non si sono sentiti cori a sfondo razzista), ma per il gran tifo che spinge l’Atalanta come il vento a favore. Domenica Lavezzi e compagni erano invece sprovvisti di tifosi al seguito. Il calore che ti arriva dai cori serve eccome: il Napoli non ce l’aveva, l’Atalanta sì e anche in dose massiccia. Il calcio non è solo tecnica e tattica, ma a volte soprattutto emozione e psicologia. Principio che trova dimostrazione pratica quando l’Atalanta attacca sotto la curva Nord.
Non è un caso se i nerazzurri scelgono di affrontare con la faccia rivolta ai tifosi la seconda parte di gara. Quando la stanchezza comincia ad assalirti, sentire e vedere la Nord che ruggisce può dare quell’inizezione di adrenalina che serve per andare oltre i propri limiti. Una specie di turbo che consente accelerazioni e cambi di ritmo che squarciano la difesa avversaria. Basta guardare cos’è successo domenica: primo tempo così così, secondo giocato all’assalto, con il Napoli che in alcuni momenti restava chiuso nella sua area a boccheggiare, asfissiato dalla pressione di Doni e compagni.
Il fatto è che il tifo della Nord carica i nerazzurri e spaventa gli avversari, che devono avere l’impressione di trovarsi dentro un’arena nello spiacevole ruolo di vittime sacrificali. Quando l’Atalanta attacca è un crescendo di emozioni: il volume si alza fino a gonfiare i timpani e allagare i cuori, i giocatori si caricano come delle molle e schizzano via sulle fasce che è un piacere. In queste condizioni succede anche che uno come Ferreira Pinto, addormentato nel primo tempo, si svegli di soprassalto e vada a inventare uno dei gol più belli mai visti al Comunale. La rete del brasiliano è di quelle che, in gergo (ci perdonino i puristi della lingua)  "fa venire giù lo stadio": nessun’altra espressione rende così bene l’idea del fragore seguito alle reti prima di Pinto e poi, soprattutto, di Manfredini. Sembrava il boato provocato da una valanga, o dal crollo di una fortezza. Nella fattispecie, quella del Napoli.
In Inghilterra dicono che la Kop, la curva del Liverpool, "risucchi" in porta il pallone. Ne sanno qualcosa l’Inter e le altre squadre italiane che lassù hanno sempre vissuto incubi calcistici. Nel suo piccolo, anche il decrepito stadio Comunale è così. Un Anfield Road (così si chiama lo stadio dei Reds) scassato e in miniatura, che però mette una fifa blu a chi vi mette piede. Prima della sfida con il Milan lo aveva ammesso anche Gattuso: a Bergamo c’è sempre da soffrire. E se lo dice lui che di soprannome fa Ringhio, c’è da credergli.

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Commenti

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  1. Scritto da Uno contro Razzisti

    Ha contato la smania razzista di tutto lo stadio cn striscioni razzisti grandi quanto tutto lo stadio e inciviltà allo stato puro!!!!
    Il liverpool, finchè nn rispetterete gli avversari non sarete mai una suqadra vera, ma solo 3 gatti messi insieme per alimentare sentimenti di odio raziale e becera pazzia.
    Quando c’è da insultare e fare cori razzisti siete a migliaia(come contro il Napoli), nelle altre partite non sapete nemmeno cosa sia la vostra squadra, fate bu a zalayeta e applaudite F.Pinto

  2. Scritto da Gualo

    tengo solo a precisare una cosa.. come domenica con il napoli ha contato si il pubblico, ma nn solo della curva nord.. tutto il pubblico bergamasco, tribune e sud compresi!!
    Free to be

  3. Scritto da attila

    ma per favore…lasciamo perdere certi paragoni. Ma perchè non cerchiamo di avere più equilibrio? Fino a ieri l’atalanta era stracotta, oggi una specie di real madrid anni ’60. Domenica prossima, perdendo a Reggio, tornerà una squadra di brocchi?

  4. Scritto da M. Bru.

    Scusate l’ignoranza, ma cosa significa la parola “Anfield road”? Nell’articolo non è spiegato

  5. Scritto da tamtam

    è lo stadio dove gioca il Liverpool, rinomato per l’enfasi del pubblico, c’è scritto….. bruno?

  6. Scritto da un atalantino

    basta con la mistificazione della curva…la curva di qua, la curva di là, poi ci stupiamo se i loro “capi” si credono degli dei…
    tra l’altro l’anno scorso a curva chiusa abbiamo battuto il milan e vinto altre partite giocando bene.
    bergamonews così non ci siamo…

  7. Scritto da lello da nese

    per un atalantino (?). A Bergamo il tifo partecipato degli spettatori contribuisce molte volte a vincere le gare (come domenica con il Napoli), ma non sempre (con il Milan quest’anno e nel 2007). La Nord ha pregi e difetti esattamente come la società in cui viviamo. La Curva sotto la Maresana scalda i cuori di tifosi e giocatori, ma se non si partecipa alla festa dello stadio non si può capire. Perché i tifosi da stadio sono attori protagonisti dello spettacolo del calcio domenicale.