BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Esuberi confermati ma la fonderia non chiude

Si rinnova anche l’impegno dell’azienda ad investire su Locate, dove entro il 2012 dovrebbe essere attiva la nuova fonderia, mentre nel 2015 era previsto il trasferimento definitivo da Ponte San Pietro. Ancora aperta la discussione sugli ammortizzatori sociali: già in calendario tre nuovi incontri sindacali.

Più informazioni su

Una conferma e una smentita: la Fonderie Mario Mazzucconi durante l’incontro sindacale svoltosi mercoledì 19 novembre ha confermato esuberi tra i 140 e i 105 lavoratori (su 189 dipendenti occupati a Ponte San Pietro), ma allo stesso tempo si è impegnata a non chiudere la fonderia di Ponte. “L’azienda chiede una boccata d’ossigeno per il 2009, anno in cui non prevede una situazione positiva e per questo intende trasferire per un anno circa la produzione alla Tekal di Chieti (che attualmente occupa 160 persone, ndr)”, spiega Paola Guerini della Fiom-Cgil. I sindacati, dal canto loro, chiedono rassicurazioni: “L’integrazione al reddito legata agli ammortizzatori sociali per gli esuberi annunciati – continua Guerini – e un percorso formativo per i dipendenti in modo da non arrivare al sospirato momento della ripresa economica con le ossa rotte”. Si rinnova così anche l’impegno dell’azienda ad investire su Locate, dove entro il 2012 dovrebbe essere attiva la nuova fonderia, mentre nel 2015 era previsto il trasferimento definitivo da Ponte San Pietro. La discussione degli strumenti da mettere in campo a sostegno dei lavoratori è invece rinviata ai prossimi incontri, un calendario di appuntamenti già stabilito: martedì 25 novembre, giovedì 27 e giovedì 4 dicembre. Nel frattempo in concomitanza con l’incontro sindacale di mercoledì, si è svolto uno sciopero dalle 9 alle 11 agli stabilimenti di Ponte e Ambivere (dove lavorano altre 189 persone) e dove si è svolto anche un presidio. “L’adesione è stata alta – precisa Gianfranco Maifredi della Fim-Cisl – ora dovremo capire che cosa ci propone l’azienda nei prossimi incontri”. E se gli impianti di Ponte non verranno dismessi, qualcuno solleva qualche dubbio: “L’azienda ci ha comunicato che la fonderia di Ponte non chiuderà, ma allora bisogna salvaguardare i posti di lavoro e ragionare sugli strumenti adatti”, commenta Maurizio Testoni della Uilta-Uil.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.