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Del Neri e l’insostenibile leggerezza del pallone: “In panchina uno stress da manager”

L'allenatore torna sull'espulsione di domenica: "Ho sbagliato e sono contento di non esser stato squalificato. Ma gli arbitri devono capire noi poveri allenatori... Tengano conto che siamo a capo di un gruppo che ?? un'azienda, i cui risultati hanno ricadute economiche. Non ?? semplice, per il nostro lavoro mettiamo da parte persino la famiglia".

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Niente squalifica, Gigi Del Neri domenica prossima sarà in panchina a Reggio Calabria. "Meglio così, anche se dovrò pagare tremila euro… Domenica ho sbagliato, ma visto quel che è successo in campo considero ingiusta perfino la multa. Spero che non si ripetano più né il mio comportamento né le situazioni che lo hanno provocato". Contro il Napoli è stato un pomeriggio di emozioni forti, spiega, quindi buon senso avrebbe voluto che se ne tenesse conto. "E’ stato un susseguirsi di episodi in pochi minuti, è stato impossibile metabolizzare tutto…".
Che stress
– Del Neri non cerca alibi, ma una cosa ci tiene a dirla forte e chiara. "Io mi auguro che gli arbitri in futuro capiscano noi poveri allenatori… – sorride il tecnico – Il calcio italiano è pieno di tensioni, l’ansia del risultato condiziona tutta la settimana di lavoro. Chi siede in panchina guida un gruppo che è un’azienda, che produce risultati che hanno ricadute economiche. Di conseguenza il nostro impegno è totale. Mettiamo da parte persino la famiglia per fare calcio. Non mi voglio lamentare, ma dico soltanto che a volte non si tiene conto di tutto questo".
Quella di Del Neri è la manifestazione di un malessere sempre più diffuso nella categoria: lunedì era stato Mourinho a puntare il dito contro la cultura del risultato a tutti i costi che affligge la Repubblica fondata sul pallone. Ma lo stress prende a calci anche chi lavora in provincia. "Così come l’arbitro non sbaglia apposta, nemmeno noi scivoliamo di proposito in questi atteggiamenti. Io cercherò di essere meno istintivo, ma gli arbitri devono sforzarsi di capire…" conclude il mister, che poi torna a concentrarsi sugli aspetti tecnici.
L’energia dei tifosi – Si comincia dall’analisi della prestazione che ha schiantato il Napoli. "Abbiamo chiuso bene un mese negativo, in cui abbiamo raccolto meno di quanto prodotto. Dobbiamo migliorare in trasferta, anche se bisogna dire che lontano da Bergamo abbiamo quasi sempre avuto problemi di formazione". In casa però l’Atalanta si trasforma, specialmente quando attacca con la faccia rivolta verso la curva. "Beh, la spinta del pubblico conta, ma forse c’entra anche il fatto che nel primo tempo tutti corrono, nel secondo è più dura. Forse l’Atalanta ha più birra degli altri, fermo restando che i tifosi ci regalano energie in più".
Attenti a quei tre – Infine, i singoli. "Vieri non è in condizione ottimale, è chiaro. Ma anche così deve poter riassaporare il gusto dell’erba per migliorare. Così facendo sarà sempre più parte integrante del gruppo". Ma lo rivedremo con la Reggina? "Difficile dirlo, tutti sono importanti, al di là di chi gioca dlal’inizio". Floccari, ad esempio, è fondamentale. "A sinistra è andato benissimo". Tradotto, significa che l’esperimento potrà essere ripetuto. Più difficile vedere Doni in mediana. "Se gioca più avanti o più indietro non cambia molto, la coperta resta corta… Senza Cigarini, che di solito inizia l’azione dal basso, dobbiamo tenere la palla più "in alto". In questo senso ci dà una mano anche Vieri, bravo a far salire la squadra. A Reggio rientrerà Guarente, abbiamo diverse soluzioni: vedremo…"
Osti: "Ho esultato troppo" – Anche Carlo Osti ha scampato la squalifica. "Domenica si sono vissute emozioni incredibili, resterà una partita che verrà ricordata per il fortissimo pathos. Alla fine sono venuti tre punti pesanti, ora la testa è già a Reggio Calabria. La mia espulsione? Ebbene sì, sono stato cacciato per eccesso di esultanza". Al direttore tecnico Doni nei panni di Cigarini è piaciuto. "Luca è unico e quindi insostituibile, però ritengo che la partita di domenica abbia dato indicazioni importanti: Doni al suo posto ha fatto bene". Guai parlare di crisi finita. "Perché? cv’era una crisi? Io continuo a ripetere che l’obiettivo rimane la salvezza, lo predico da quest’estate. Forse qualcuno si è creato aspettative diverse. Ma restare in A sarà durissima: io ancora non riesco a capire chi è destinato a retrocedere. Dunque servirà lottare sempre e tenere gli occhi aperti".  

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Commenti

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  1. Scritto da un tifoso

    Uno stress strapagato. Comunque la reazione di DEL NERI di domenica è giustificabile. Ha fatto bene perchè anche domenica è stato confermato che nel calcio non è cambiato niente (vedasi i rigori dati a certe squadre). Sudditanza ieri e sudditanza oggi.

  2. Scritto da freddi

    Il signor Del Neri forse non ha dimestichezza con i bilanci aziendali:
    un managare aziendale deve far quadrare i conti,i signori del calcio per lo più hanno bilanci da fallimento:lo stress non è certo lo stesso