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“Per una crisi eccezionale occorrono misure eccezionali” fotogallery

Gli ospiti di Gad Lerner sono tutti d'accordo su un sistema universale che garantisca a chi perde il posto di lavoro un uguale trattamento di sostegno, una sorta di sussidio unico di disoccupazione. In studio ne hanno discusso, fra gli altri, alcuni lavoratori della Valseriana, segnalati a "L'infedele" da Bergamonews.

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“Chi aiuterà i nuovi disoccupati?” si chiedono Gad Lerner e il suo pubblico nello studio de “L’infedele” (guarda il video) la trasmissione de La7 che lunedì 17 novembre ha ospitato, fra gli altri, alcuni lavoratori del tessile della Valseriana e Alberto Barcella, presidente di Confindustria Bergamo. La risposta viene in primis dall’economista Tito Boeri, che propone un sistema universale che garantisca a chi perde il posto di lavoro un uguale trattamento di sostegno, una sorta di sussidio unico di disoccupazione. Risposta che mette d’accordo tutti, lavoratori, sindacalisti e industriali. Proprio Barcella poco prima infatti aveva invocato “misure eccezionali per rispondere ad una crisi eccezionale”, spiegando che “se non si interviene con ammortizzatori sociali per agganciarci alla ripresa che verrà, si rischia di andare incontro a tensioni sociali, mentre adesso più che mai occorre coesione fra le parti per superare questa crisi, perché le industrie restano, e la nostra economia non è di carta, ma la via d’uscita va cercata nell’internazionalizzazione, con Governo, istituzioni, imprenditori e lavoratori che facciano quadrato”. Una crisi in cui non si può ignorare “il problema rappresentato dai lavoratori interinali, molti dei quali extracomunitari, che se restano senza lavoro rischiano di non vedersi rinnovato il permesso di soggiorno”, ricorda Barcella, sottolineando come lo sciopero generale della Valle Seriana di giovedì 13 novembre non sia stato organizzato “per esercitare pressione sui datori di lavoro, ma per denunciare all’opinione pubblica la situazione di una vallata che un tempo era un piccolo Eldorado”. E i lavoratori (segnalati da Bergamonews alla redazione de “L’infedele” che ci ha contattati) sono lì a testimoniarlo, loro che hanno aderito alla manifestazione e che lavorano in Valseriana. Il primo ad intervenire è Emanuele Gabrieli, dipendente della Promatech, attualmente in cassa integrazione insieme a sua moglie, suo figlio e sua nuora, chiedendosi che cosa è rimasto di una zona ricca e benestante, se “quando si presenta una richiesta di mutuo in banca mostrando la propria busta paga, questa viene respinta puntualmente: un fatto davvero umiliante”. Allora qual è il futuro della Valseriana, perché “è difficile credere che i nipoti del signor Gabrieli un giorno potranno lavorare in quelle stesse aziende che hanno rappresentato un punto di riferimento per più di una generazione”, afferma il conduttore. Bene agli ammortizzatori sociali, ma “io non ho dedicato la mia vita allo studio per ricevere la cassa integrazione”, risponde una dipendente della Motorola, che rischia di rimanere a casa senza nessuna copertura economica. L’Italia è del resto un fanalino di coda nel mettere a disposizione ammortizzatori sociali, se si pensa che la copertura viene offerta al 20% delle persone, contro il 75% della Francia, l’80% della Germania e il 90% dei Paesi scandinavi.
“Nell’ascoltare le testimonianze degli altri lavoratori (gli agenti immobiliari della Gabetti, i metalmeccanici dell’Iveco di Suzzara, i precari dell’Alitalia, ndr), mi sento quasi fortunata”, esclama una lavoratrice bergamasca che sta frequentando un corso Asa organizzato dalla Provincia di Bergamo. Un’altra dipendente della Tessival di Fiorano al Serio dice di lavorare in azienda (che ha annunciato la chiusura entro fine anno, ndr) insieme al marito e che la preoccupazione è forte, mentre Maria Grazia Beretta, dipendente del Cotonificio Honegger insieme alla collega Lauretta Adamoli in studio con lei, racconta della sua esperienza in Eritrea per insegnare il lavoro alle donne del posto per conto del Gruppo Zambaiti. E alla domanda di Lerner “Il turismo può essere un’alternativa in Valseriana?”, risponde decisa “Non credo proprio!”.

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Commenti

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  1. Scritto da iva

    Peggiorare le cose, riproponendo le stesse formule (sempre), è peggio che sforzarsi di cambiarne almeno qualcuna:
    Per ripartire col piede giusto, forse, sarebbe opportuno che chi ha, proporzionalmente, più responsabilità della stagnazione si facesse da parte restituendo, almeno provvisoriamente ed in relazione alle responsabilità, l’acquisito: capitale o potere che sia.

  2. Scritto da kaci

    @Bergamasca
    Non ho visto la trasmisione percio dispiace di non saper dirti niente!

  3. Scritto da kaci

    @precarietà
    Sono d’accordo ! E’ una questione di diritti mancati. Il sindacato non deve sacridicare i diritti civili per quelli delle corporazioni.
    La dimensione dello stato e’ stata spesso inglobata dalla politica della multiplicazione “dei tavoli”.
    Mentre Barcella lo propongo come presidente della provincia! Se ci fosero imprenditori cosi illuminati non ci sarebbero crisi sociali.

  4. Scritto da iva

    https://www.bergamonews.it/economia/articolo_commenti.php?id=3911
    se ne discute anche sopra

  5. Scritto da Precarietà

    Sono anche d’accordo sul sussidio di disoccupazione, ma che sia esteso non solo ai lavoratori a tempo indeterminato, protetti da sindacati e padroni, ma anche ai precari a tempo determinato. Altrimenti si crea il solito paradosso: a me, precario a tempo determinato, tocca pagare tasse e contributi per concorrere a tutelare i lavoratori a tempo indeterminato, mentre a me non mi tutela nessuno.