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La convivenza “indagata” dagli Altri percorsi

Dopo una stagione dedicata ai temi dell???abitare, gli Altri Percorsi 2009 (che si tengono all'auditorium di piazza Libert?? a Bergamo) indagano il teatro di ricerca italiano attraverso la chiave di lettura del convivere. Si parte, il 14 e il 15 gennaio 2009, con "La storia de le meraviglie del mondo" di Marina De Juli, una giullarata medievale tra i viaggi di Marco Polo.

Dopo una stagione dedicata ai temi dell’abitare, gli Altri Percorsi 2009 (che si tengono all’auditorium di piazza Libertà a Bergamo) indagano il teatro di ricerca italiano attraverso la chiave di lettura del convivere. Se la casa, come luogo fisico dello stare, poteva essere assunta come una metafora della vita, i legami familiari possono a buon diritto aggiungere qualità e spessore a quello stare e a quella vita, per lo sguardo privilegiato da cui osservare la nostra complessa contemporaneità.
Si parte, il 14 e il 15 gennaio 2009, con La storia de le meraviglie del mondo di Marina De Juli, una giullarata medievale tra i viaggi di Marco Polo. La protagonista è una donna che incontriamo a Venezia, ancora bambina, mentre aspetta la madre che si vende ai marinai. La sua scelta coraggiosa di vita sarà nel lasciare l’ambiente domestico, segnato dalle angustie e dal lavoro, e avventurarsi nel lontano Catai.
Un altro tipo di viaggio viene raccontato il 29 gennaio in La Russia dell’uomo d’oro, anch’esso capace di spezzare una famiglia nel profondo dei suoi legami: è la storia di un uomo che aspetta per tutta la vita il figlio soldato partito per la campagna di Russia e mai più tornato dopo la ritirata. Lo spettacolo è frutto di una produzione italo-russa, sul palcoscenico attori delle due nazionalità evocano punti di vista estremamente simili: il cuore della vita sono gli affetti, i ricordi e i sogni familiari.
Seguono due spettacoli che arrivano dal Meridione a raccontarci di famiglie segnate dalla separazione, e ad aprire squarci su mondi e significati paralleli. Odissea, 4 e 5 febbraio, vede impegnato Mario Perrotta (nella foto) in una delle sue migliori interpretazioni: la storia di un ragazzino senza padre che si trasfigura nel mito e diventa Telemaco, figlio fiero dell’astuto Ulisse. Accompagnato da due musicisti l’attore di Lecce dà vita ad un racconto ironico e divertente, malinconico e ritmico. Quasi un giallo la storia di Stirru 18 e 19 febbraio, dove l’attore palermitano Alberto Nicolino segue le tracce di Andrew, americano figlio di immigrati che, alla ricerca dei propri parenti scomparsi, compie “un viaggio surreale nelle viscere di una miniera abbandonata”. Le dolorose vicende familiari si specchiano in un desolante quadro di rimozione sociale.
Dopo questi due spezzoni di un Sud ricco di talenti teatrali e di storie ironiche e surreali da raccontare, la lente di ingrandimento si posa su una realtà più vicina alla nostra quotidianità. La badante, in scena il 24 febbraio, è l’eccellente lavoro di Cesare Lievi che mette in scena un quadro di vita familiare: una madre anziana, due figli che non se la sentono più di lasciarla sola in casa e lei, la badante, che arriva da lontano e con semplicità se ne prende cura. Le parti si ribaltano e sarà la donna a ricevere l’ultimo tributo, l’eredità, dell’anziana signora. Altro registro il 25 marzo per Happy Family, gioco teatrale di Alessandro Genovesi, che non è solo autore e regista, ma anche interprete protagonista nelle vesti di se stesso nell’attimo della creazione della storia. Ci racconta di due famiglie che si incontrano per la caparbia volontà dei figli sedicenni di sposarsi, «un microcosmo, nel quale i genitori possono essere saggi, ma anche più sballati dei figli, le madri nevrotiche e coraggiose, le nonne inevitabilmente svampite, le figlie bellissime e i cani cocciuti e innamorati». L’8 e 9 aprile ritorna in rassegna un autore fondamentale nella drammaturgia del Novecento, Harold Pinter, con Terra di nessuno, uno dei suoi spettacoli più emblematici. In scena uno scrittore ricco e famoso, due strani individui che vivono con lui (segretari, servitori, figli,…) e l’arrivo di un ospite, poeta fallito, che con le sue parole riempie l’aria senza nessun riferimento di senso. La messinscena del teatro Out-Off, curatissima sia nell’interpretazione di Mario Sala e Gigio Alberti, che nella regia di Lorenzo Loris, asseconda gli intenti dell’autore estraniando la pièce dalla realtà e proiettandola in un flusso di pensieri. Chiude, il 27 e 28 aprile,  Strada Carrara, un affresco delicato e divertente di un mondo che non c’è più. Titino Carrara ci fa entrare nella sua infanzia, nella memoria di una delle ultime famiglie d’arte ancora attive del nostro paese, i Carrara, commedianti da dieci generazioni. E lo fa nel racconto piacevolissimo di una compagnia-famiglia girovaga che era in grado di montare sulle piazze un teatro “mobile” di cinquecento posti e di mettere in scena ogni sera un titolo diverso.
maggiori informazioni anche su bigliettie abbonamenti sul sito: www.teatro-donizetti.com

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