BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Belotti a Caterpillar: in centro s?? alla polenta, no al kebab

L'esponente del Carroccio ?? intervenuto durante la nota trasmissione radiofonica, appunto, Caterpillar, per rispondere ad alcune domande sulla legge regionale da lui proposta per dare la possibilit?? ai Comuni di impedire la vendita di prodotti, come il kebab, ritenuti incompatibili con il contesto storico e urbanistico.

Più informazioni su

Il consigliere regionale Daniele Belotti sui kebab marcia come un caterpillar. L’esponente del Carroccio è intervenuto oggi pomeriggio, martedì 19 novembre, durante la nota trasmissione radiofonica, appunto, Caterpillar, per rispondere ad alcune domande sulla legge regionale da lui proposta per dare la possibilità ai Comuni di impedire la vendita di prodotti ritenuti incompatibili con il contesto storico e urbanistico. Per intenderci, soprattutto kebab. Belotti ha spiegato in poche parole in cosa consiste la sua proposta di legge. "Noi vogliamo impedire che venga messo un sexy shop davanti a una cattedrale, oppure un ristorante cinese o un kebab dove non c’entrano niente". Ovviamente grazie alla giusta dose di ironia dei due conduttori, con la complicità del consigliere regionale, non sono mancati botta e risposta divertenti. "E’ giusto vietare questi kebab, soprattutto per l’alito di chi li mangia" – incalza un conduttore. "E’ vero, dovrei proporre una tassa sulla cipolla, anche per tutelare lo stomaco dei cittadini – risponde Belotti". Guai ad tacciare la sua proposta di razzismo o intolleranza. "Perfino nella rossa Toscana hanno una normativa, in materia di commercio, che consente ai Comuni di regolamentare e di limitare, a seconda della tipologia, le attività di vendita nei centri storici". Quale alternativa ai prodotti non tradizionali? Poche. "Volete mettere una bella fetta di polenta con il formaggio a un hamburger?"

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da A.z.Bg

    A Forte dei marmi il comune ha vietato di aprire kebab e altre attività non toscane.Motivo:bisogna rispettare le tradizioni del posto e migliorare l’ecoomia degli abitanti originari.Nessuno ha protestato,anzi.Che sbadato,ovviamente al Forte il sindaco è del PD.

  2. Scritto da Dumbo

    Resto balordito come questo signore che è stipendiato e anche lautamente…purtroppo anche d me…non abbia meglio da fare che parlare di polenta…il giorno che parleremo di tradizioni…quelle vere del nostro popolo lui non potra più avvicinarsi ad una scuola, perchè i bergamaschi sono un altra cosa mangiano polenta ma non sono stupidi

  3. Scritto da Principebianco

    Ci risiamo: la bergamasca non ha alcuna tradizione nel pasto veloce, mordi e fuggi: benevenga il panino ottomano e pure McDonalds se non siamo riusciti a proporre una cocorrenza tradizionale degna di questo nome.

  4. Scritto da Davidao

    Ma che ca**ta, secondo questa logica anche le pizzerie, originarie del regno delle due sicilie, non sono a posto. L’importante è che questi posti siano decorosi, non che cosa vendono. Il kebabbaro di piazza pontida, ad esempio, è perfettamente in sintonia col suo contesto, ma perchè è decoroso e nessuno si sogna di farlo sloggiare.

  5. Scritto da democratico orobico

    Battute a parte, visto che la trasmissione mi pare sia molto ironica (e Belotti in questo si diverte e non si tira certo indietro), il problema è serio. Vogliamo tutelare i centri storici, le piazze antiche più belle o no? Non è solo x i kebab. se apre un sexy shop in piazza vecchia con insegne fluorescenti, nessuno dice niente? ma se lo fanno i rossi in Toscana va bene, se invece lo chiede la Lega è razzista e antidemocratica? Ma va là… Salviamo invece l’identità almeno dei borghi medievali.

  6. Scritto da ureidacan

    Sto andando tutte le sere da Mimmo a fare incetta di pizze prima che Belotti, una volta nominato assessore al commercio, nella prossima giunta Forza Italia-Lega Secessione dall’Italia, lo faccia chiudere.

  7. Scritto da Luca

    Ma perchè invece di pensare ai negozi di kebab (buonissimo peraltro) che non danno alcun fastidio estetico non ci si lamenta per esempio del negozio di abbigliamento che si trova all’inizio di via Gombito (sulla destra lasciandosi alle spalle la funicolare). Quello sì che è totalmente incompatibile con il contesto storico… sempre che la ragione sia quella, vero?

  8. Scritto da LDM

    Premesso che i kebab così come altri esercizi commerciali non medioevali in contesti medioevali non mi disturbano affatto (purchè nel rispetto delle norme estetico-architettoniche e igieniche) faccio semplicemente notare come ad ogni proposta della lega gli stessi esponenti e/o simpatizzanti debbano ogni volta prodigarsi per dimostrare che razzismo e ignoranza non c’entrano nulla: excusatio non petita…

  9. Scritto da gibo3131

    I sinistri, sempre democratici, ovviamente solo con chi la pensa come loro, che difendono i cibi etnici sic., provino ad andare in un paese musulmano a mangiare un panino o una pizza .

  10. Scritto da Mill

    Una proposta anacronistica, che limita la libertà di scelta.
    Belotti rappresenta uno stereotipo dei bergamaschi, di cui occorre liberarci al più presto!
    I borghi storici vivono solo se, nel rispetto del loro decoro, ospitano funzioni vive ed attuali.

  11. Scritto da Michele Forchini

    E che palle sta storia delle tradizioni! Parlano di salvare i centri storici e poi costruiscono ogni dove mega centri commerciali che di fatto li spopolano in una maniera incredibile. Non gli sta bene il kebab, ma i monomarca tutti uguali, le pizzerie e i fast food si….bisogna essere coerenti. E poi, il più grande nemico dei kebab sono gli affitti alti: non troverete mai il piccolo baracchino in centro..tuttalpiù una struttura come in piazza Pontida

    P.s.: Belotti non è assessore

  12. Scritto da nappi

    x gibo3131
    sono stato in paesi arabi ma la pizza non l’ho mangiata, non sono un turista cretino che si fa migliaia di km per mangiare quello che mangia a casa e poi la pizza buona la fanno solo in italia, così come il kebap buono lo fanno solo i kurdi e il falafel i libanesi, o i palestinesi. Non c’è nessuna legge coranica che vieta di mangiare la pizza a meno che non ci sia il salamino piccante, ma allo stesso modo non c’è nessuna legge cristiana che vieta di mangiarsi un kebap in centro.

  13. Scritto da S. Stecchetti

    Secondo me è tutta colpa nostra. Siamo noi bergamaschi fessi che ci faccimo mettere sotto dai musulmani. Nessun italiano ha aperto pizzerie ad Istambul. E poi perché nessun bergamasco ha avuto il coraggio imprenditoriale di avviare sulla Corsarola un “Pa e cudeghì” … anche gl’islamici non riuscirebbero a resistere ad un pane e cotechino passeggiando per la parte medioevale di Bergamo.

  14. Scritto da Il Bergamotto

    I borghi storici vivono solo se ospitano funzioni vive e attuali, dice Mill. Come non dargli ragione? Il kebab è principio e fine di una nuova filosofia: quella del villaggio globale, nel nostro caso in salsa arabo-islamica, da imporre a quei gonzi degli autoctoni sempre e comunque. I regolamenti comunali in materia – di negozi di alimentari, non di kebab in sé – dovrebbero già essere nero su bianco. E non credo che davanti ai minareti sia possibile aprire trattorie che sfornano polenta.

  15. Scritto da ilaria

    Hai ragione, Bergamotto: nei paesi islamici sono tutti contrari alla polenta! Guai a nominargliela. Ci hanno provato molti bergamaschi ad aprire polenterie al Cairo o a Istanbul ma non ci sono riusciti! Anche Gibo 3131 ha ragione: provate ad andare in un paese islamico a mangiare un panino o addirittrura una pizza. Orrore! Vi tagliano la testa all’istante. Per fortuna che ci siete voi che siete esperti di nazioni estere.

  16. Scritto da buck

    Ottusi come sempre…
    io non mi sento bergamasco ma per fortuna o purtroppo lo sono.
    l’ineffabile DB e i suoi degni compari prima dicono cose becere e razziste e buttano li problema e poi dicono che non sono razzisti e volevano dire altro del tipo difendere le tradizioni e altre cose che ci hanno portato ad essere un enclave con una chiusura mentale record in nel mondo. neanche in Missisipi..
    Bergamo burning

  17. Scritto da po

    Quello che fa pensare è il tono di molti commenti inclini a valutare la “vicenda” su basi “banalmente” politiche. Il problema invece è ben altro ed è esclusivamente di tutela urbanistico-architettonica oltre che di tradizioni culturali naturalmente . Sono gli stessi “buonisti – democratici” , che tolgono il Crocefisso o il presepe per non “urtare” la suscettibilità: andate in Arabia Saudita ( o zone limitrofe ) con un crocefisso al collo e…ne riparliamo .

  18. Scritto da LDM

    Scusate l’OT ma da ateo vorrei capire… fammi capire “po”.. in pratica il tuo modello di paese democratico quindi è l’Arabia Saudita? Non è “buonismo” togliere il crocefisso ma proprio di democrazia (vederla da te citata quasi in senso spregiativo fa molto riflettere…) in quanto c’è anche chi non ci si identifica, così come in nessun altro simbolo religioso.

  19. Scritto da kaci

    Il dito e la luna!
    Chi ricorre al kebab spesso lo fà per una questione di costi. Quindi la domanda da porsi e’ la povertà crescente e la risposta del mercato, ribassista per intercettare questa clientela.
    Se a mezzogiorno volessimo mangiare una taragna i costi sarebbero molto più alti!
    Inviterei Belotti a mangiare il couscous non nei resto kebab ma a Parigi dove lo sanno fare!
    La polenta sfida qualsiasi pietanza! Nobilmente in silenzio esprime le sue grazie.

  20. Scritto da Pol.sco.

    Nel momento in cui noi accettiamo ben volentieri che immigrati delle varie parti del mondo vengano a svolgere i lavori che non siamo più disponibili a fare, dobbiamo doverosamente permettere di aprire negozi di esotici alimenti, moschee e chiese ortodosse, dato che l’immigrato non è solo carne da macello nè è qui in condizione di schiavitù
    E questo al di là del fatto che a me ed ai miei figli kebab, cous cous, tortillas e cibo indiano piacciono moltissimo
    Basta ke non ci tolgano i crocefissi

  21. Scritto da ilsolito

    all’angolo tra pzza s.anna e B. Palazzo qualche tempo fa un kebabbaro ha ceduto il posto ad un pà e strinù takeaway. inutile dire che il fastfood orobico ha resistito pochi mesi. evidentemente il kebab rimane comunque più leggero del cotechino.
    per quanto riguarda l’iniziativa di belotti, dal sempre alto profilo culturale, si può solo dire che la polenta, storicamente, ha fatto molto più male che bene… pellagra docet.
    sarà solo nostalgia della polenta déla nòna?
    il resto è fuffa leghista

  22. Scritto da polenta è osèi

    polenta e osèi … si tratta di uno dei piatti più tradizionali della bergamasca…. insieme ai cosonsèi o al cünì coi fons…e ce ne sono tanti altri…da farsi venire l’acquolina in bocca…. ma che adesso si voglia impedire di vendere il kebab mi pare proprio l’anticamera del razzismo più becero.. ma da quando esiste il mondo le culture si sono mescolate… la polenta di mais fa parte della nostra cultura da qualche secolo, perchè il mais proviene dal centro america… allora boicottiamola!!!

  23. Scritto da polenta è osèi

    e allora togliamo i MCdonalds e pure i ristoranti cinesi… e boicottiamo pure il cacao che non è nostrano, e anche il caffè che di italiano ha solo la tostatura… e lo zucchero che ci hanno fatto conoscere gli arabi… o la pasta secca che sempre gli arabi ci hanno insegnato a conservare e consumare… la storia insegna… ma qua mi pare sia l’ignoranza che impera..

  24. Scritto da ilaria

    Ci facciamo sempre riconoscere.

  25. Scritto da R. Trussardi

    Bravheart (si scrive così?) della bassa val seriana in lotta all’ultimo sangue contro il panino etnico, subdolo mezzo di penetrazione degli emiri islamici: dagli stomaci alle coscienze. Una pagina memorabile nella storia dell’indipendenza del popolo padano. Ai nostri figli e ai nostri nipoti orgogliosamente potremo dire: io c’ero.

  26. Scritto da Giuseppe

    Belotti ha ragione da vendere, siamo i migliori cuochi del mondo, abbiamo la cucina più prelibata e c’è gente che preferisce le porcherie altrui!!!!! Bleah!!!!! W la polenta e tutte le buone cose nostrane!!!!!

  27. Scritto da acidopolitico

    Come al solito questo signore,D. Belotti,si distingue x la sua ANTIDEMOCRATICITA’ . Riesce sempre a trovare argomenti x fare abboccare chi di cultura proprio non ci capisce.E si,che se non sbaglio ,lui, è assessore regionale alla cultura.
    La mia impressione é che: voglia solo ,semplicemente, far parlare di sè. Nel bene o nel male,purchè se ne parli.
    Questo è il tasso culturale delle destre che stanno governando il paese.In America di questa gente dicono..Dio ci liberi dagli I…….I..!!