BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Renzetti: “Primo non prenderle, va bene così”

Il terzino sinistro considera positivo il pareggio con il Cittadella: "Non subire gol è sempre un buon risultato: avere una difesa che funziona è già una mezza vittoria. Ora dobbiamo tornare ad essere più cattivi sotto porta". Poi si imbarazza di fronte a un paragone illustre: "Sembro Roberto Carlos? Macché, devo volare basso..."

Più informazioni su

Uno 0-0 che soddisfa il solo Cittadella, che ha mosso una classifica deficitaria giocando all’insegna del “primo non prenderle”. Per l’AlbinoLeffe, invece, il pareggio di sabato a Treviso sembra il paradigma di un’intera stagione: partiti a razzo con una rosa di indubbia qualità, i seriani navigano ora nelle secche di metà classifica. Da dove è possibile spiccare il salto verso la zona playoff, che dopo tutto dista 4 punti, ma con il rischio sempre incombente di imbarcare acqua e farsi risucchiare nel vortice delle pericolanti.
Una splendida incompiuta? Un’interpretazione che non trova d’accordo Francesco Renzetti, la freccia della fascia sinistra bluceleste: “Credo che pareggiare senza prendere gol sia sempre un risultato positivo – esordisce il terzino -. In campionato eravamo partiti benissimo, subendo pochissimo gli avversari e finalizzando le occasioni che ci capitavano. Poi abbiamo cominciato a prenderne un po’ troppe: avere una difesa che funzioni è già una mezza vittoria. Dobbiamo renderci conto che ogni possibile obiettivo passa attraverso la salvezza: solo dopo averla raggiunta potremmo costruire qualcosa di più”. A parte l’inopinata sconfitta con il Mantova, il nuovo modulo ideato da Armando Madonna – il 4-1-4-1 – sembra dare più affidamento dello schieramento a due punte fisse: “Non so se questo sia il modo di giocare più funzionale – osserva Renzetti -, ma sicuramente Caremi davanti alla difesa ci consente di arginare meglio gli attacchi e beccare meno gol. Col tempo, forse, ci è venuta a mancare un po’ di cattiveria sotto porta e, a livello generale, nell’ultima mezz’ora delle partite. Ma è solo un momento: quando avremo a disposizione tutti gli attaccanti (Cellini è ancora infortunato, NdR), potremo sfruttare al meglio le palle gol che creiamo. Non abbiamo un vero e proprio trascinatore, perché la nostra vera forza è nel gruppo”.
Puntualità nelle chiusure, accelerazioni brucianti sull’ala di competenza e molti palloni invitanti messi in mezzo. Il riscatto dell’AlbinoLeffe passa anche per i piedi del Roberto Carlos di casa: “Paragone fuori luogo, devo volare basso – sorride -. Faccio il terzino fin dalle giovanili del Genoa, ma anche se mi impegno difendere non è la mia qualità migliore. Accompagnare l’azione dei compagni è sempre stato nelle mie corde. E poi non sono nemmeno un esperto di calci piazzati: li provo in allenamento, ma in partita a occuparsene deve essere Pippo (Carobbio, ndr), uno che nella specialità non teme rivali”. Per chi è cresciuto nel Grifone, è inevitabile sognare un futuro a Marassi: “Del Genoa sono anche grande tifoso, chiunque sognerebbe di ritornarci dopo averne indossata la maglia – conclude -. Sono perfino iscritto al fan club di Milito, sta andando davvero forte. Ma prima di pensare al domani, ho ancora bisogno di crescere e fare gavetta: e l’ambiente in cui mi trovo adesso, una piazza non caldissima ma tranquilla e priva di pressioni, è esattamente l’ideale per lavorare”.
 

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.