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Grossi: il buon senso ci guiderà verso la Bergamo futura

L'assessore all'Urbanistica del Comune di Bergamo replica all'intervista del costruttore su alcuni progetti approvati dall'Amministrazione (Porta Sud, Sace). "Sono convinto che buon senso e spirito di apertura possono guidarci nel costruire una città futura in linea con il livello del suo passato".

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Caro Direttore, 
l’intervista all’ing. Giulio Pandini, di cui apprezzo il garbo e la competenza, mi spinge a chiarire alcuni aspetti dei problemi che Egli ha trattato affinchè non vi siano dubbi o malintesi sul percorso decisionale sin qui seguito dall’Amministrazione Comunale, per ciò che mi compete.
Sulla questione delle altezze mi trovo, com’è noto, sulle sue stesse posizioni, nel senso che non credo debba essere un’esperienza da generalizzare (soprattutto a Bergamo), ma da non demonizzare e che, in precisi e motivati contesti, si possano anche costruire edifici puntiformi, piuttosto che più alti, in quanto l’architettura può renderli anche migliori rispetto ad altri con diversa tipologia.
Per ciò che attiene il confronto Porta Sud/Sace mi preme solo far notare che non sono situazioni assimilabili, non solo per il contesto (com’è vero), ma anche per le stessa altezza in gioco, doppia nel caso di Porta Sud (utilizzando il limite massimo di 88m).
Per quanto attiene invece la possibilità che le tecnologie e gli studi possano aiutare i progettisti o l’Amministrazione a meglio verificare l’impatto di alcune scelte, posso confermare che nel caso della Sace sono state proprio le simulazioni, oltre che l’impiego di appositi plastici (al 200), che hanno suggerito la misura del ridimesionamento, rispetto alla proposta preliminare. In particolare, questi approfondimenti si sono concentrati  sul rapporto tra la distanza e l’altezza  degli edifici rispetto agli spalti delle mura.
Quindi, al di là dell’irrazionalità delle proteste e dei loro effetti, che, come gli eccessi degli architetti, possono giocare brutti scherzi, si può affermare che sono stati utilizzati metodi e strumenti in grado di validare il lavoro di affinamento che il progetto richiedeva, tenendo però conto che, in tutti i casi, un margine di relatività certamente rimane. Tra l’impostazione urbanistica e il progetto architettonico ci sono sempre e purtroppo passaggi insidiosi.
Dopo di che sono convinto che buon senso e spirito di apertura possono guidarci nel costruire una città futura in linea con il livello del suo passato, che è ricco di stratificazioni storiche (a suo tempo probabilmente ritenute eversive) dove passato e contemporaneità, natura e urbanesimo trovino il giusto equilibrio in una prospettiva di crescita intelligente.

Valter Grossi
Assessore all’Urbanistica
del Comune di Bergamo

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