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Gleno, la rabbia dei lavoratori: “No ai licenziamenti, no alle speculazioni”

L'Rdb Cub del Gleno si scaglia contro il cos??detto "piano di risanamento aziendale" voluto dalla Fondazione Maria Ausiliatrice per cercare di tappare il pesante deficit. Non solo. Nel mirino dei lavoratori e dell'ex assessore all'Edilizia Privata Roberto Trussardi c'?? anche l'operazione "Nuovo Gleno".

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"No ai licenziamenti. No al risanamento sulla pelle dei lavoratori. No alle speculazioni". L’Rdb Cub del Gleno si scaglia contro il cosìdetto "piano di risanamento aziendale" voluto dalla Fondazione Maria Ausiliatrice Onlus per cercare di tappare il pesante deficit che grava sulla casa di riposo. Ieri sera, lunedì 17 novembre, in occasione del Consiglio comunale straordinario in cui si è dibattuto il futuro dell’area dei Riuniti i sindacati di base hanno tenuto un presidio di fronte a Palafrizzoni per protestare contro le decisioni prese dalla Fondazione e sottoscritte da Cgil e Cisl. Non solo. Nel mirino dei lavoratori e dell’ex assessore all’Edilizia Privata Roberto Trussardi c’è anche l’operazione "Nuovo Gleno", cioè l’intera riqualificazione dell’area con residenze e un grande parco pubblico.
"Il piano di risanamento, in parte sostenuto dall’accordo con Cgil e Cisl – si legge nel comunicato distribuito alla cittadinanza ai lavoratori – licenziamenti, esternalizzazioni di dipendenti, la decurtazione di parte del salario dei lavoratori, riduzione degli operatori, mancata applicazione di leggi e norme contrattuali". I lavoratori sono molto arrabbiati. "Non è logico parlare di azienda – spiega Fiorangela Agustoni – il Gleno è una casa di riposo e come tale va trattata. Non si possono pensare di fare utili con un servizio alla cittadinanza più debole. E questo piano di risanamento avrà ricadute molto negative non solo sulle candizioni di lavoro di noi assistenti, ma soprattutto nell’accoglienza dei pazienti".
Ma il dito dei lavoratori è puntato anche sulla riqualificazione urbanistica. "Questa operazione prevede la vendita di parte dei terreni di proprietà della Fondazione Maria Ausiliatrice – sostiene Trussardi -, cioè dei cittadini, e un grande ricavo per i privati. Nelle tasche dei privati finiranno molti più soldi di quanto preventivato". L’ex assessore all’Edilizia privata sostiene la sua tesi con delle previsioni ben precise. I costi per le nuove strutture Rsa compresi parco, ristrutturazioni, imposte, imprevisti, urbanizzazioni e onorari ammonterebbero a 37 milioni e 400 mila euro. I ricavi previsti dalla vendita delle aree della Fondazione sarebbero 36 milioni e 800 mila euro, mentre i ricavi in base al valore di mercato sono stimati la bellezza di 51 milioni e 400 mila euro. La differenza è di 14 milioni e 600 mila euro. "Non è vero che i soldi non ci sono. E sanare il buco del bilancio non giustifica incassare tutta questa montagna di quattrini".

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Commenti

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  1. Scritto da Il Bergamotto

    Un’azienda sanitaria non può essere in perdita. I privati hanno buon gioco nel presentarsi come salvatori della patria, nella fattispecie concreta: ci mettono soldi e, visto che la beneficenza non mantiene in vita le partite Iva, si aspettano un qualche corrispettivo. Se si è giunti a questa situazione è solo per colpa di una gestione scriteriata, proprio da baraccone pubblico, propugnata e difesa strenuamente dai sindacati. I lavoratori sanno chi ringraziare.

  2. Scritto da Pol.sco.

    Se c’è da licenziare, si licenzi
    Dispiace, ma non si può continuare così, con bilanci catastrofici che portano al fallimento per evitare l’inevitabile causa esubero di personale

  3. Scritto da Ratataplan

    Ecco due esempi di demagogia contrapposta al lavoro. Povera Bergamo.

  4. Scritto da coordinatrice RSU

    Nonostante tutto la Casa di Riposo di via Gleno garantisce ancora un servizio di qualità nella parte sanitario assistenziale da fare invidia a tante strutture. Nonostante i problemi che stiamo affrontanto vorrei ringraziare di vero cuore tutte quelle operatrici ed operatori che credono nel lavoro che svolgono e che fanno ancora oggi della RSA di via Gleno una delle strutture per anziani più efficaci nella gestione del servizio.I veri problemi sono da ricare nelle dirigenze. Grazie s tutte/i Fior

  5. Scritto da fiorenza mologni

    Alla casa di ricovero grazie all’accordo di giugno si sono salvati almeno 50 posti di lavoro. Non ci sono licenziamenti in corso. Domani in Provicnia si aprirà un tavolo per la collocazione dei 14 esuberi, che sino al 31.12.09 rimaranno alle dipendenze della Fondazione.
    Non c’è nessuna stata nessuna decurtazione dello stipendio. I dipendenti del Gleno hanno votato a favore della proposta della RSu e delle OO SS di categoria alla rinuncia della produttiva per la riduzione degli esuberi da 70 a 14

  6. Scritto da fiorenza mologni

    Nel mese di Agosto 2008, alla Casa di Ricovero sono stati tramutati 13 contratti di lavoro a tempo determinato a tempo indeterminato con il contratto in essere cioè la sanità pubblica. Ciò grazie all’accordo sottoscritto da quei sciagurati sindacalisti della RSU e da FP CGIL e FP CISL.
    Scusate se è poco.
    Grazie

  7. Scritto da fiorenza mologni

    Potrei scrivere tante altre cose, ma fare demagogia non mi è mai piaciuto. Preferisco fare sindacato quello che non si chiude solo dietro i no, ma vuole continuare a garantire i diritti alle lavoratrici e lavoratori della Fondazione, ma nel contempo salvare e garantire una buona qualità assistenziale alle persone che abitano questa struttura. Non è facile con questa dirigenza. Io però continuo a provarci.
    Grazie Fiorenza Mologni Coordinatrice RSU

  8. Scritto da R. Trussardi

    Segnatevi la data di ieri in rosso perchè sarà ricordata come una delle pagine peggiori del consiglio comunale, la svendita di una enorme area pubblica tutta a favore (salvo la foglia di fico di 20.000 mq all’università nella parte meno pregiata, dove oggi c’è la sala mortuaria) della speculazione privata. Il tutto con la benedizione della cosiddetta sinistra che ha votato con Forza Italia l’operazione targata CL. Neppure l’ODG che chiedeva un referendum hanno votato! altro che partecipazione.