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Reguzzoni: «La liberalizzazione penalizza il servizio postale»

In un'interrogazione parlamentare il deputato leghista chiede al Ministro Scajola di controllare la presenza dei requisiti in un settore così delicato da parte dei privati

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Marco Reguzzoni, onorevole vice-capogruppo della Lega Nord alla Camera, solleva il caso Poste Italiane in merito alla liberalizzazione del settore e ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro per lo sviluppo economico sulla procedura con chiamata da Albo indetta dalla società in diversi comuni italiani.  Reguzzoni chiede al ministro Scajola se sia a conoscenza dei requisiti, anche professionali, in possesso delle società vincitrici della suddetta procedura con chiamata da Albo che la società Poste Italiane ha adottato in alcuni comuni italiani, e se queste sono idonee allo svolgimento di un compito così importante come quello relativo ai servizi postali.

“Le società ex-concessionarie di Poste Italiane – scrive Reguzzoni nell’interrogazione – hanno svolto con professionalità per anni il servizio di recapito di raccomandate ed assicurate sulla base di contratti di appalto in regime di proroga. Tali contratti hanno costituito uno strumento adatto a consentire una graduale transizione dal sistema delle concessioni alla integrale liberalizzazione del mercato postale, salvaguardando l’integrità delle aziende esistenti”. Poste Italiane – continua la nota – nel marzo di quest’anno ha preferito non prorogare gli accordi in essere con operatori privati già titolari di concessioni mentre la risoluzione del Parlamento n. 7-00062 del 28 novembre 2006 – ricorda Reguzzoni – ha suggerito la proroga dei contratti in essere in attesa di un tavolo di concertazione fra le parti interessate; la procedura indetta da Poste Italiane si è orientata verso la liberalizzazione del mercato postale anziché verso la proroga dei contratti.


Alla luce di queste premesse Reguzzoni ha interrogato il ministro per chiedergli “se non ritenga opportuno procedere a delle verifiche relativamente alla regolarità della chiamata da Albo indetta dalla società Poste Italiane anche per mezzo dell’Autorità garante per la concorrenza e per il mercato, appurando che non vi sia stato abuso di posizione dominante da parte della medesima società. Inoltre, nell’ottica di una progressiva liberalizzazione del mercato postale, “se il Ministro non ritenga opportuno attivarsi con le parti interessate al fine di trovare un accordo e migliorare i servizi postali resi alla cittadinanza.

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