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“Noi non siamo merce” L’onda studentesca di nuovo in piazza fotogallery

Seicento persone tra Movimento studentesco, studenti universitari autoconvocati e lavoratori dell'universit?? hanno partecipato a quella che potrebbe definirsi una prova generale in vista del 12 dicembre, giorno dello sciopero generale.

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"Noi non siamo merce". L’onda degli studenti bergamaschi si riversa di nuovo in piazza. Dopo la partecipatissima manifestazione dello scorso 30 ottobre stamattina, venerdì 14 novembre, il centro di Bergamo si è ripopolato di studenti, che per la terza volta nel giro di due mesi hanno urlato il loro No al decreto Gelmini e alla Legge 133. Seicento persone tra Movimento studentesco, studenti universitari autoconvocati e lavoratori dell’università hanno partecipato a quella che potrebbe definirsi una prova generale in vista del 12 dicembre, giorno dello sciopero generale. Il corteo ha fatto tappa davanti alla sede dell’Atb e a quella di Confidustria. "C’è stata una buona risposta da parte degli universitari – spiega Emanuele Gusmini degli studenti autoconvocati -. La prossima tappa è il workshop che si terrà alla Sapienza di Roma. Alcuni di noi andranno per organizzare e coordinare al meglio le prossime iniziative". Soddisfatto della partecipazione anche Alfredo Di Sirio, esponente del Movimento studentesco. "Siamo in pochi, ma buoni. Era logico non aspettarsi i numeri dello scorso 30 ottobre, ma tutto sommato questa manifestazione è stata ben organizzata, bisogna continuare così".

Il 30 ottobre 7 mila in corteo
Roma, gli studenti assediano Montecitorio

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Commenti

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  1. Scritto da Bergamasca

    I TEMPI DIVERSI DI SCUOLA E FAMIGLIA
    http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000751.html

  2. Scritto da Ratataplan

    Strano che non lo abbia fatto a reti unificate… nelle dittature che si rispettano si fa cosi.

  3. Scritto da Giuseppe

    Voglia di studiare zero, voglia di lavorare idem, pretese una montagna!!!!!

  4. Scritto da Gecco da Barbiana

    Caro Forchini ha raccontato un bel po’ di panzane sulla scuola italiana. Debitamente svelate le panzane dalla semplice realtà dei fatti, ha fatto sapiente retromarcia, buttandola sulla logica. E questo è uno dei grandi problemi della scuola: che chi ne parla, spesso, lo fa a vanvera, senza saper nulla di quel mondo, ma facendo finta di saperne assai. Nec videar dum sim, altro che competenze!

  5. Scritto da Giuseppe

    Bello mio ci son passato anch’io molto prima di te e ti assicuro che siccome io per poter studiare lavoravo, non mi prestavo a scendere in piazza per manifestazioni inutili, che servono solo a far saltare la lezione a chi proprio non ne vuol sapere di studiare!!!!!

  6. Scritto da STUDENTE

    Giuseppe ma CHE NE VUOI SAPERE????
    la VOGLIA DI STUDIARE C’è E ANCHE TANTA, ANCHE DI LAVORARE, FORSE NN SAI CHE MOLTI LAVORANO X PAGARSI GLI STUDI.
    PRIMA DI SCRIVERE PENSA……

  7. Scritto da studente

    blocchi didattici nn ci sono stati, le lezioni proseguono regolarmente.
    Forse avrai visto come l’universtià è andata pegggiorando negli ultimi 20 anni ( riforma 3+2 una boiata) e questa riforma uccide solamente un universtià morente, di certo nn la rinvigorisce.
    La gente che è in piazza vuole studiare. ma in un sistema migliore , onesto. Se scende in piazza gente che nn ha più 16 anni bensi più grande nn è perchè nn ha voglia di sbattersi o di sudiare ma è che cosi proprio non va.

  8. Scritto da Gecco da Barbiana

    Infatti, definire “merce” un prodotto privo di mercato sarebbe profondamente sbagliato: una cosa è “merce” in quanto oggetto appetibile. Quello che esce oggi dalla scuola italiana, in giro per il mondo, non lo vuole nessuno. Quindi, non si tratta di merce, ma di qualcosa di molto simile alle scorie. E la colpa è della scuola, che fa sempre più schifo, ma anche degli studenti, che le vanno appresso. Che si gingillino con le manifestazioni: ne riparliamo fra dieci anni…

  9. Scritto da iva

    Grazie a tutti i manifestanti. Alla prossima.

  10. Scritto da Michele Forchini

    Complimenti per le perle di saggezza che ci regala! Nonostante i “buchi” del sistema formativo italiano, i centri ricerca, le università e le società sparse nel mondo assumono sempre più italiani che, stranamente, risultano molto in gamba.
    E’ tuttavia errato il suo discorso sui mercati, in quanto l’istruzione risponde (o almeno dovrebbe “in teoria”) ad una domanda da parte del mercato del lavoro.

  11. Scritto da Gecco da Barbiana

    Appunto, Forchini: a parte le bubbole che va raccontando sulla strepitosa richiesta di Italiani da parte della ricerca mondiale, che fanno a pugni con i dati del MIUR, oltre che col buon senso, resta da dire di una scuola che al mercato del lavoro non risponde affatto. Sa cos’è il Projet Leonardo? Jamais un jeune Européen sans projet de travail? Una bufala cosmica che ci ha proiettato verso l’idiozia della ex Brocca et ultra. Quanto tempo ha passato nella scuola Forchini? Lo stretto necessario?

  12. Scritto da Michele Forchini

    Le modalità con cui ho vissuto la scuola non sono certo di sua competenza . Ho gli occhi aperti e non fette di salame (o dati del MIUR): molti laureati in gamba scappano all’estero, dove lavorano con stipendi decisamente dignitosi .
    Per quanto riguarda il mercato, io ho detto che “in teoria” c’è una corrispondenza, sul fatto che poi non venga messa in pratica concordo, ma la mia era una precisazione alla sua affermazione iniziale.

  13. Scritto da ilsolito

    carolino di bergamo, l’estrema sinistra dove la vedi?
    per estrema sinistra io penso a terroristi o inKappucciati che tirano molotov o giovani con KolbaKKo… in piazza non c’erano.
    sai perchè la chiami estrema sinistra? perchè non conosci la differenza di significato tra “extraparlamentare” ed “estremista”. questo a causa del lavaggio del cervello che fa la destra e della diffamazione che fai tu di chi manifesta. rifondazione è estrema sinistra? de che?
    movimento stud estrema sinistra? de che?

  14. Scritto da Lino da Bergamo

    Sicuramente siete merce: merce per gli scopi politici dell’estrema sinistra. Infatti, come quando portano i pensionati in gita a Roma, anche per voi hanno provveduto a pagarvi il biglietto da Milano e chissà da quante altre città.. Ma li vedete i volti di chi guida i cortei? Avete il coraggio di dire che sono studenti!

  15. Scritto da sciopero!

    come al solito tanti bergamaschi che giudicano, pochi che scioperano.
    bravi! producete! abbassate la testa e producete! muti e lavorare!
    va bene tutto basta che si sta zitti e si produca!
    che tristezza chi non conosce i propri diritti, chi si vanta di nn aver mai scioperato, chi schernisce chi scende in piazza. beh per fortuna nn siamo tutti uguali.

  16. Scritto da Ratataplan

    X Lino da Bergamo, per caso non sarai di destra? Cioè di quelli del “viva la Gelmini a prescindere”, o che come diceva Toto che non sono uomini , ma caporali?

  17. Scritto da Matteo

    Concordo con Gecco! Caro Forchini, quando i dati del Miur vi fanno comodo li agitate ai quattro venti, quando invece sono scomodi si dimenticano?
    Ciò che mi fa specie è che secondo chi manifesta per migliorare la scuola e l’università servono solo più risorse… a forza di risorse siamo arrivati allo stato attuale. Non serve spendere tanto, ma spendere meglio! Qualità non quantità!
    La “merce scadente” non la compra nessuno!!!!

  18. Scritto da Michele Forchini

    Qualità e quantità sono parole che non fanno rima con tagli….prima di RIDURRE si OTTIMIZZA …è una regolina molto utilizzata dalla gente in gamba. I fondi non bastano? Si ottimizzano eliminando corsi inutili e strane cattedre (vedi quella di Brunetta), non tagliando 8 mld! I soldi per Catania li hanno trovati, Alitalia la regaliamo a privati pagandogliela noi…paghiamo 1 mld di multa per colpa di Rete 4…..ma ci rendiamo conto? Le fette di salame mangiatele, non tenetele sugli occhi!!!!!!!!

  19. Scritto da nick70

    ragazzi c’è la gelmini che sta predicando al TG5!!! inutile dire le berluscanate che sta raccontando!!!

  20. Scritto da Parsifal

    Bene. Fa piacere quando si esce dalla sterile querelle destra-sinistra. Michele Forchini dice cose che sagge e semplici. E se sono critiche a Brunetta o al ministro dell’istruzione, non per questo sono necessariamente “di sinistra”. Anche Berlinguer fece una riforma sciagurata che per fortuna non andò in porto. Se gli studenti protestano che senso ha chiedere se hanno ragioni o no? Io dico che mai come ora ne hanno. E non per questo devono essere “destri” o “sinistri”.