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Il ruggito di Carobbio: “Sono un leader e non per caso”

Il capitano si gode la sua stagione d'oro e si tiene stretta la fascia: "Chi mi accusa di mancanza di personalit?? dice stupidaggini. Ho sempre fatto il mio dovere: in serie A potevo raccogliere di pi?? ma a me la maglia da titolare non l'hanno mai garantita..." E da vero uomo squadra svela l'arma segreta della Celeste: "Gabionetta ci far?? compiere il salto di qualit??".

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Nonostante la fascia da capitano portata con orgoglio, malignano che sotto sotto non sia un vero leader. Forse perché non va mai sopra le righe, né in campo né fuori. Ma quando si decide a recitare il ruolo del direttore d’orchestra con quel sinistro morbido e dal tocco melodioso, Filippo Carobbio dipinge sullo spartito un calcio d’autore. Passaggi millimetrici, verticalizzazioni e gol strappa applausi.
Dall’inizio del campionato, il regista dell’Albinoleffe ha messo quattro palloni nella porta avversaria. Che fanno di lui il capocannoniere della squadra: “Per puro caso, direi – esordisce il ventinovenne centrocampista, scuola Atalanta -. Qualche gol in più rispetto al solito lo segno, compensando la nostra attuale mancanza di cattiveria e lucidità sotto porta. Ma se la buttiamo dentro meno del dovuto e non chiudiamo le partite non è certo colpa degli attaccanti: siamo un gruppo, si vince e si perde tutti insieme”. Parole da leader, senza dubbio. Che smentirebbero le voci sul Super Pippo della Celeste: poca personalità, si dice nell’ambiente.
“Non so chi abbia messo in giro certe stupidaggini – si accende -. Forse circolano perché ho fallito quando me ne sono andato da qui, nell’anno e mezzo con la Reggina in serie A e nella mezza stagione con il Genoa. E’ vero, probabilmente la mia dimensione è quella dell’uomo-squadra all’Albinoleffe. Un po’ di rammarico ce l’ho, a Reggio avrei potuto raccogliere di più: però 32 presenze al piano di sopra le ho fatte, anche se nessuno mi ha mai garantito una maglia da titolare. E ho sempre fatto il mio dovere, altro che mancanza di personalità!”.
Tornando al qui e all’oggi, i seriani si trovano a dover dare un senso a una stagione finora altalenante. Ma lo schietto pragmatismo di stampo seriano impedisce di parlare apertamente di ambizioni. E guai a fare calcoli: “Si gioca partita per partita, senza pensare agli incontri successivi – osserva Carobbio -. La scorsa stagione abbiamo affrontato di petto ogni avversario, sfiorando la promozione. Se non ci foste voi giornalisti a ricordarmelo, io non saprei neppure che dopo la partita di sabato col Cittadella abbiamo la Salernitana in casa e la doppia trasferta a Bari e Brescia: bisogna concentrarsi sull’impegno del fine settimana, pensare al dopo è sempre rischioso. Dobbiamo imparare, anzi, ad essere più attenti durante i 90 minuti: commettiamo ancora troppi errori, e così gli altri rimontano come è successo con il Mantova. Cali di tensione non ce ne devono essere più”.
L’Albinoleffe naviga a vista nelle posizioni di rincalzo: 18 punti e dodicesimo posto. “Ma la classifica è corta, le prime sono a sei punti – conclude il capitano -. E poi abbiamo un Gabionetta in più: ha tutto per essere un fuoriclasse, è tecnicamente delizioso e rapidissimo. Mister Madonna con lui ha dosato sapientemente bastone e carota, lasciandolo fuori all’inizio per fargli capire che la serie B richiede umiltà. Ora è pronto a farci fare il salto di qualità”. E magari a centrare la promozione in A, aiutando il suo capitano a rispondere coi fatti alle malelingue del mondo del pallone.

 

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Commenti

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  1. Scritto da Maurizio

    Oh ma ragazzi l’Albinoleffe che ho visto io sabato non deve parlare di serie A ma deve piuttosto stare attento alle sue spalle.Si è fatto rimontare da un Mantova di livello piuttosto mediocre, inferiore anche a quello dello scorso campionato.Attenzione…Quanto a Carobbio, che mi piace parecchio come giocatore, non mi è piaciuto affatto in un paio di contrasti. Secondo me comunque deve giocare più avanti di una decina di metri.