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Valle Seriana in sciopero Barcella: “Giusta mobilitazione”

Il presidente di Confindustria Bergamo: "Dopo lo sciopero bisogna vedere cosa fare per porre le condizioni per riagganciare la ripresa. Perch?? la crisi non durer?? in eterno. E allora dovreno esser pronti a fare in modo che le sue conseguenze siano le meno pesanti possibile". Intanto la prossima settimana gli industriali incontreranno i sindacati.

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Mattinata di mobilitazione in tutta la Valle Seriana fiaccata dalla crisi occupazionale. Iniziativa che trova un consenso imprevisto.
"Dobbiamo essere pronti ad agganciare la ripresa". E’ questa frase che fotografa l’umore del presidente di Confindustria Bergamo Alberto Barcella. Un Barcella, quindi, non del tutto pessimista, pur consapevole della gravità del momento.
Un momento così grave che oggi la Valseriana si ferma. Come vede lo sciopero?
Lo vedo per quello che è. Uno sciopero che ha valore politico, non si tratta certo di una pressione nei confronti delle controparti. E’ uno sciopero che vuole sottolineare all’opinione pubblica la realtà difficile di un’area geografica che coincide con un comparto in crisi, il tessile.
Uno sciopero. E poi?
Dopo lo sciopero bisogna vedere cosa nel concreto si può fare per porre le condizioni per riagganciare la ripresa. Perché la crisi non durerà in eterno. E allora dovremo esser pronti a fare in modo che le sue conseguenze siano le meno pesanti possibile.
Lei dunque vede uno spiraglio, una luce in fondo al tunnel?
Che sono tempi difficili nessuno se lo nasconde. Saranno mesi duri tra la fine di quest’anno e la prima metà del 2009. Peraltro le soluzioni non si possono trovare a livello locale, neanche statale e nemmeno continentale a dirla tutta. Questo è un momentaccio duro a livello globale che solo un concerto tra Stati Uniti ed Europa, con Cina e Giappone, potrà affrontare e superare. Però finirà. Non è una catastrofe epocale.
Eppure non le sembra che siamo di fronte, non alla necessità di una semplice ristrutturazione, ma a una revisione totale del manifatturiero?
Non lo credo. Perché questa è una crisi finanziaria. Da lì è partito tutto, da lì si è ingenerata la sfiducia che si è riflessa sui consumi e sull’economia reale. Quindi va risolta la crisi finanziaria. Il manifatturiero rimane come punto di forza: è già previsto che il mercato mondiale crescerà. E aggiungo che, se fosse stata una crisi del manifatturiero, sarebbe scoppiata in un altro momento, magari un anno fa. Questo è altro. E si supererà.
Chi ce la farà? E come?
Ce la faranno le aziende sane. E chi si preparerà al rilancio per non  perdere quote di mercato che altrimenti sarebbe estremamente difficile recuperare. E ce la faranno in tanti se davvero l’intera società, le forze sociali collaboreranno. Stavolta è vero che bisogna saper fare sistema.
Confindustria come si prepara?
Confindustria si è già attivata con le banche, e quelle locali hanno risposto positivamente, perché  aprissero linee di credito che consentano alle imprese di continuare la loro attività e di fare investimenti, proprio per evitare che le aziende perdano quote di mercato.
E le prossime mosse?
La settimana prossima incontreremo i sindacati per affrontare la situazione e soprattutto le ripercussioni occupazionali e vedere di mettere in atto tutte le possibilità per cercare di rendere meno pesante e doloroso questo momento. 

 

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Commenti

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  1. Scritto da PET

    Qui non ci sono ricchezze nel sottosuolo! Se non proteggiamo con leggi adeguate le nostre attivita manifatturiere, di cosa viviamo? Di turismo e di commercio? Mi sembra una colossale utopia!

  2. Scritto da Klavdij

    Il problema non è aprire le sedi in Cina, ma è che le CHIUDONO qua per APRIRLE in Cina!!!
    Per quanto riguarda il messaggio di dino voglio precisare che io sono stato messo in mobilità con altre 30 persone da una ditta di Brembilla che ha finto di essere in crisi per diminuire il monte stipendi; lì c’erano i sindacalisti che, dopo essersi autogloriati come unici salvatori dei lavoratori, se sono del tutto fregati di tutti tranne che dei loro rappresentanti in fabbrica!!!

  3. Scritto da Silvio

    BARCELLA se mi mettono in cassa vengo a trovarti cosi mi darai ragione spero.

  4. Scritto da Klavdij

    Ma il presidente di Confindustria non era quello che, in buona compagnia dei suoi accoliti, non continuava a dichiarare a destra e a manca (con grande risalto sulla stampa locale sempre pronta ad osannare il potente di turno) che “la Cina è un’opportunità”?

  5. Scritto da Farfarello

    La Cina è un’opportunità, eccome! Non solo per delocalizzare, ma anche e soprattutto per entrare in un mercato dai consumi in forte crescita. Guai se le aziende bergamasche non aprissero sedi anche in Cina. Ma stiamo scherzando? Non si può impedire ai Cinesi di svilupparsi per paura di perdere i posti di lavoro in Italia. Mi preoccupa invece che Barcella parli di crisi temporanea. La crisi è strutturale, non congiunturale. E le aziende sane nel tessile non sono molte, purtroppo.

  6. Scritto da Carlino

    Barcella dice giusta Mobilitazione? non ho parole……. fanno i soldi a palate e poi si ritraggono alle loro responsabilità, e viaggiando a braccetto con il Governo.

  7. Scritto da dino

    Ma le nostre valli non sono la patria della lega ,lasciamo a loro il compito di sciogliere la matassa ,che chiedano i soldi al loro PADRONE .Dove sono le bandiere leghiste fuori dalle fabbriche che chiudono?