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La 100 km dominata dagli azzurri

A Tarquinia grande prova di squadra, con Calcaterra campione mondiale e europeo e Monica Carlin medaglia di bronzo mondiale e argento continentale.

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Mondiali di Ultramaratona – Pensieri in libertà di Fausto "sir marathon" Della Piana.

Dopo la cocente delusione dei mondiali di 24 ore che si sono disputati a Seul, la nazionale italiana di ultramaratona si risolleva e domina i recenti campionati mondiali sulla distanza della "100 km", che si sono disputati sabato 8 novembre a Tarquinia.
L’ultramaratona "100 km degli Etruschi", gara valida per l’assegnazione sia del titolo mondiale sia di quello europeo, è stata dominata dai nostri atleti che hanno fatto "quaterna" di medaglie d’oro: Giorgio Calcaterra si è laureato campione mondiale ed europeo, mentre gli atleti italiani in campo maschile hanno vinto la classifica mondiale a squadre e …, naturalmente, anche quella europea.
Buono anche il risultato in campo femminile: Monica Carlin ha vinto la medaglia di bronzo nel mondiale e quella d’argento nell’europeo. Completa il bottino azzurro complessivo la medaglia d’argento (nella classifica europea) a squadre.
Della vittoria di Giorgio se ne è già parlato ampiamente e credo che sia giusto commentare anche la gara complessiva della squadra.
Il mio non sarà certo un commento tecnico, e questo per due motivi: non sono un tecnico (e non corro neppure la 100 km) per cui rischierei di dire solo banalità e d’altro canto non ero neppure presente alla gara come spettatore.
Mi limito solo ad alcune considerazioni generali, frutto di brevi colloqui con i protagonisti.
Quello che balza subito all’occhio è la grande affermazione di squadra e questo nonostante prima della gara ci siano stati problemi legati, in qualche modo, alle precedenti manifestazioni mondiali. Come certamente saprete, anche la composizione definitiva della squadra maschile è stata in forse fino agli ultimi giorni.
In questo frangente si è vista l’importanza del gruppo tecnico/dirigente della nostra nazionale, che ha saputo non solo tenere unita la squadra ma motivarla nel modo giusto. Credo che  abbia giocato in modo determinante il fatto che i campionati mondiali si siano disputati in "casa". Decisivo, inoltre, il fatto che quasi tutti i convocati avessero già partecipato alla "100 km degli Etruschi": conoscere il percorso ha certamente reso più tranquilli gli atleti prima della gara e, come si sa, la mancanza di stress e la tranquillità con cui si affronta la gara può certamente  migliorare il risultato finale.
Aver "piazzato" quattro concorrenti nelle prime otto posizioni (6° Marco D’Innocenti, 7° Andrea Rigo, 8° Francesco Caroni) dimostra la compattezza della squadra. Completano la classifica "italiana" Mario Fattore 24° (ricordo che Mario è stato campione mondiale nel 2002 e 2003) e Pio Malfatti 36°.
Mi piace pensare, visto il risultato finale, che possa esserci stata collaborazione tra i nostri portacolori, anzi, pensandoci meglio credo che questa collaborazione ci sia senz’altro stata. Questo spirito di squadra deriva dal fatto che ci sono state prima dei mondiali alcune sedute collegiali, volute dalla IUTA, che non avevano solo lo scopo di valutare lo stato di forma de singoli atleti o suggerire tipologie di allenamento, ma soprattutto di far nascere quello spirito di "appartenenza alla squadra". 
In campo femminile le cose potevano andare senz’altro meglio, anche se il risultato finale è da considerarsi positivo.
La sfortuna e … un virus mettono fuori causa la "nostra" (beh, in fin dei conti sono un Runners Bergamo pure io!) Paola Sanna. Paola ha incentrato la sua preparazione annuale in funzione di questo appuntamento. I test fatti prima dei mondiali erano senz’altro positivi (tra tutti il suo nuovo PB in maratona con 2h 52′). La gara, mi dicono, era inoltre stata impostata in modo eccelso: gara di coppia con Monica Carlin, passo regolare e soprattutto a "controllare". Purtroppo la sua gara si ferma a metà, per i già citati problemi.
Monica Carlin, con la grinta che la contraddistingue, riesce con un finale in crescendo ad "agguantare" la medaglia di bronzo mondiale e quella d’argento continentale.
Le altre italiane al traguardo: 16a Sonia Cerreto, 24a Luisa Zecchino e 35a Daniela da Forno.
I loro risultati fanno si che l’Italia conquisti la posizione d’onore in campo europeo (quarte in quella mondiale).
Contemporaneamente ai mondiali si è svolta la gara "open". Molti atleti, soprattutto europei, hanno preso l’occasione per partecipare e vivere "dal di dentro" una gara di campionato del mondo. Indipendentemente dal risultato raggiunto, credo che sia stata per loro un’esperienza da ricordare e raccontare.
In questa gara si è confermato il dominio europeo: primo classificato l’inglese Brian Core, con il tempo di 7h 30’14", mentre la prima classificata è la tedesca Nicole Benning (9h 13′ 48" il suo tempo).
Nella classifica a squadre Runners Bergamo si prendono una rivincita nei confronti degli "amici/rivali" dell’Atletica Villa de Santis, battendoli in casa loro ed aggiudicandosi la vittoria.
Degna di nota anche la prestazione di Gregorio Zucchinali – neo presidente IUTA – e questo per due buoni motivi: il primo è aver portato a termine la gara (del tutto irrilevante il tempo impiegato) nonostante un dolore ad un polpaccio che lo perseguita da mesi, il secondo è avere ritrovato la squadra di ultramaratona italiana motivata, competitiva e … vincente!
Il suo pensiero credo sia andato ai prossimi campionati mondiali di 24 ore, organizzati dai Runners Bergamo, e forse avrà accarezzato il sogno di vedere ancora atleti italiani sul gradino più alto del podio.
Questo è quello che tutti si augurano.Per vedere se il sogno si avvererà vi attendiamo il 2 e 3 maggio a Bergamo!
 

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