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Italiani insoddisfatti, ma non per il lavoro

I dati economici dell'annuario Istat rivelano come il lavoro sia aumentato, ma questo non basti alla soddisfazione dei cittadini

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Cresce l’occupazione, ma non il livello di soddisfazione economica degli italiani che, nel 2007, cala di molto rispetto agli anni precedenti, scendendo al 43,7% dal 64,1% del 2001. È quanto rileva l’Annuario 2008 dell’ Istat, dal quale emerge la crescente insoddisfazione delle famiglie per la propria situazione finanziaria, soprattutto nel Mezzogiorno, dove la quota di insoddisfatti arriva al 64,2%.
Eppure, con un numero di occupati e di disoccupati al livello migliore dal 1992, non è il lavoro il problema principale. E’ vero – si legge nel rapporto – che, come nel 2006, anche nel 2007 la componente straniera (passata dal 5,9% del 2006 al 6,5%) ha contribuito per circa due terzi all’aumento dell’occupazione complessiva (cresciuta dell’1%), ma un’accelerazione l’ha avuta anche l’occupazione femminile, aumentata dell’1,3% contro il +0,8% dei maschi.
Dal punto di vista territoriale, la vera novità è la maggiore crescita di occupazione al Centro (+2,5%) contro il +1% del Nord e la sostanziale stabilità del Sud. Rallenta ma è ancora positiva l’attività industriale, aumentata dello 0,5% rispetto al +2% del 2006, grazie al buon risultato del tessile e abbigliamento (+4,4%) e delle macchine e apparecchiature meccaniche (+3,4%), che assorbe la crisi della concia e calzature (-5,8%) e delle apparecchiature elettriche e ottiche (-6%). Segno più anche per la spesa pensionistica (ma in questo caso i dati sono del 2006), che è risultata pari al 15,16% del Pil (+0,06 punti percentuali rispetto al 2005: gli assegni di invalidità, vecchiaia e superstiti sono aumentati sia nel numero (+0,7%) sia nell’ammontare (+4%).
Casseforti piene, infine, anche lo scorso anno, quando i depositi bancari hanno sfiorato i 750 miliardi (+2,9%): e, d’altro canto, gli sportelli bancari erano 5,5 ogni mille abitanti (con un picco di 10,5 a Trento e di 2,7 in Calabria). Chissà come sarà il dato di questi giorni.
Il caposaldo dell’economia del belpaese invece, il turismo, nel 2007 ha registrato un saldo attivo del mercato turistico pari a 11 miliardi di euro, registrando una diminuzione di 0,8 miliardi rispetto all’anno precedente.
Lo scorso anno sono stati 112 milioni e 369 mila i viaggi con pernottamento effettuati dai residenti in Italia, per un totale di 689 milioni e 313 mila notti trascorse in viaggio. L’86,5% dei viaggi è stato effettuato per motivi di vacanza e il 13,5% per motivi di lavoro.
Tra le vacanze è stata prevalente la quota di soggiorni trascorsi per riposo, piacere e svago (71,3%). Nell’83,2% dei casi è stata una località italiana la destinazione principale dei viaggi. L’andamento dei flussi nel 2007 mostra tendenze positive sia negli esercizi alberghieri che in quelli complementari. Nei primi c’é stato un aumento dello 0,5% della componente nazionale e del 4,7% di quella estera mentre per gli arrivi si rileva una crescita dell’1,7% per gli italiani e del 3,7% per gli stranieri. Nel 2007 l’Istat ha rilevato un numero di esercizi extralberghieri pari a 96.957 mentre il numero di alberghi è pari a 34.037 unità, con una diminuzione, rispetto al 2006, del 3,9% per i primi e un aumento dello 0,8% per i secondi.

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