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“Io, mia moglie, mio figlio e mia nuora, tutti in cassa” fotogallery

Dalla ragazza originaria del Marocco a un dipendente vietnamita di un'azienda tessile: sono alcuni dei volti che hanno sfilato allo sciopero generale provinciale del tessile e in particolare delle aziende della Valseriana.

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Parlano fra di loro, al riparo degli ombrelli, guardandosi intorno: non sono dipendenti di aziende, ma tre piccoli imprenditori del tessile della Valle Seriana con poco più di 15 dipendenti a testa. “E’ il primo sciopero a cui aderiamo, perché vediamo la situazione peggiorare di giorno in giorno”. Sono un’eccezione allo sciopero generale provinciale del tessile e in particolare delle industrie della Valseriana, a cui hanno partecipato soprattutto i lavoratori delle aziende maggiormente colpite dalla crisi. Sfila un passeggino: dentro c’è una bambina avvolta in una tutina rosa, si chiama Rebecca ed è figlia di Laura, da otto anni al Cotonificio Honegger di Albino che settimana scorsa ha annunciato 240 esuberi, e di Ivan, che fa sventolare la bandiera della Uil sotto la pioggia, da 17 anni alla Sitip Cotton di Cene, oggi cassa integrato. E c’è anche un distinto signore vietnamita che non grida slogan e non alza bandiere, ma ha un cartello attorno al collo che recita: ”L’Italia è una democrazia fondata sul lavoro”, ma lui il lavoro teme di poterlo perdere, anche se per il momento non è in cassa integrazione. “Lavoro al Cotonificio Albini da 5 anni, ma so cosa vuol dire perdere il posto da un giorno all’altro, perché prima ero un dipendente di un’azienda meccanotessile di Ponte Nossa che ha chiuso diversi anni fa”, spiega  Vu-Van-Tin, da 28 anni in Italia, oggi residente a Ponte Nossa insieme alla moglie, casalinga. Dietro uno dei tanti striscioni c’è Emanuele Gabrieli, 55 anni, da 35 alla Promatech, dove ha cominciato a lavorare a vent’anni, oggi cassa integrato. “Non sono il solo in famiglia: anche mia moglie è in cassa integrazione in un’altra azienda tessile di Clusone, mentre mio figlio e la sua compagna, che hanno una bambina di tre anni, sono tutti e due in cassa integrazione alla Promatech”. Non va meglio a Roberto Longhi, anche lui da vent’anni alla Promatech, con due figli piccoli, uno di dieci mesi, l’altro di 5 anni, che si chiede come farà a provvedere a tutte le spese contando solo sulla cassa integrazione. Un secondo lavoro? "Con i bambini piccoli a casa è impossibile", dice Roberto. Ma ci sono anche i lavoratori del settore metalmeccanico presenti per solidarietà verso i colleghi, i lavoratori della Pigna, e le tante dipendenti del Cotonificio Honegger, con i figli a carico, il mutuo da pagare e le spese quotidiane. Capelli neri, occhi chiari, un ombrello colorato che divide con una collega, Maria Grazia Beretta lavora da 33 anni al Cotonificio Honegger ed è stata anche per un mese in Eritrea per conto del Gruppo Zambaiti: “Grazie ad una traduttrice insegnavo il lavoro alle donne del posto che poi avrebbero lavorato alla sede aperta dall’azienda in Eritrea". Monica e Emanuela, del Cotonificio Honegger, portano uno striscione con la scritta “Avanti così e gli extracomunitari diventeremo noi”, mentre al loro fianco sfila una ragazza marocchina con la madre. Sembrerebbero due passanti, ma “interrogate” raccontano che Leila, la figlia, lavora per una ditta di pulizie che presta servizio in un’azienda tessile a rischio chiusura e teme per il suo futuro, lei che ha perso anche il marito. Poi ci sono le ragazze che producono stoffa per camicie a Gandino, Sara di 21 anni, Monica di 27 e Silvia di 30, a cui l’anno prossimo scade il contratto a tempo determinato e temono che non ci sarà nessun rinnovo. E ancora: le lavoratrici della Tessival, con uno striscione su cui sono disegnate tante lacrime, i dipendenti della Mvb-Manifattura della Valle Brembana di Zogno e della Lovable, che chiedono attenzione, perché sia garantito loro un futuro occupazionale.

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Commenti

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  1. Scritto da michele

    Non solo il tessile!

    Certo che con il livello occupazionale attuale non c’è da festeggiare, servono strumenti ad-hoc.

    Amortizzatori sociali PER TUTTI I DISOCCUPATI non solo il tessile.
    Lo stato deve intervenire strutturalmente sul territorio, non solo per un comparto.

  2. Scritto da uno che ama il suo portafoglio

    I sindacati oltre a farti perdere ulteriori soldini..sotto la pioggia..
    cosa hanno fatto almeno negli ultimi 10 anni oltre a creare le differenze di trattamento tra lavoratori?
    Ora cosa credi? che lo stato vi dia 7 anni anni come alitalia?
    …bhe effetivamente paghiamo sempre noi!

    w Ryanair

    O DECISO!
    EVASORE FISCALE SONO!

  3. Scritto da uno che ama il suo portafoglio

    E comunque guarda che sono uno che e sempre stato dipendente…e so cosa significa andare a casa il 10..senza lo stipendio in tasca..
    quindi stima e rispetto!..anche se….

  4. Scritto da uno che ama il suo portafoglio

    Comprate prodotti italiani cosi morirete di fame prima!
    ”Amo l’italia e volo Ryanair”

  5. Scritto da Uno che odia i prodotti cinesi

    Comprate prodotti cinesi così morirete avvelenati prima!!!!!

  6. Scritto da uno che ama il suo portafoglio

    Almeno evito di bagnarmi x fare manifestazioni sincacali inutili!
    Anzi no…..servono solo al sindacato!
    ”Amo l’italia e volo Ryanair”

  7. Scritto da Un padre di famiglia in cassa

    PER : UNO CHE AMA IL SUO PORTAFOGLIO.
    PREGO UN PO DI RISPETTO PER MIGLIAIA DI PADRI DI FAMIGLIA CHE STANNO PERDENDO IL POSTO DI LAVORO.
    NON SCHERZARE ………..E SPERA DI NON TROVARTI MAI IN SITUAZIONI DEL GENERE E SPERA DI AVERE SEMPRE I SOLDI PER PAGARTI IL VOLO DI RYANAIR.
    ANCHE NOI LI AVEVAMO PRIMA ORA NON PIU
    CIAO

  8. Scritto da alberto

    Visto che ci sono un sacco di famiglie in crisi, cari 3 e 4 evitate di scrivere s…….e. Solo per rispetto.

  9. Scritto da silvietta

    Strano vedere che quella terra fino a ieri ricca, oggi comincia a mostrare squarci di dolore e premesse di povertà. Ammettiamolo: oggi tutti quanti spendiamo troppo, compriamo esageratamente, consumiamo in modo sfrenato. Faremmo bene a darci una calmata e a scoprire ciò che serve davvero.

  10. Scritto da Uno che odia i prodotti cinesi

    Continuate a comprare dai cinesi, così aiuterete tutte quelle persone che stanno perdendo il lavoro, sic!!!!!