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“Come si fa a vivere con 700 euro al mese e una figlia a carico?”

Nella generale situazione di crisi del settore tessile in Valle Seriana, due lavoratori della Tessival di Fiorano al Serio hanno raccontato la loro esperienza personale, tra tante difficoltà e preoccupazioni per il futuro lavorativo.

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“Mia figlia ha 18 anni, vorrebbe frequentare l’università, ma come faccio a dirle che in questa situazione non so se potrò pagarle la retta e tutte le altre spese legate allo studio?”. E’ lo sfogo di Ivana Campana, dipendente della Tessival di Fiorano al Serio e delegata della Cisl all’interno dell’azienda tessile, che recentemente ha annunciato la chiusura entro fine anno. Molti lavoratori sono in cassa integrazione straordinaria, Ivana ancora no, continua a lavorare per ultimare le commesse, dopodiché proverà a cercarsi un altro lavoro. “Ho 46 anni, sono divorziata con una figlia a carico, è da dieci anni che lavoro alla Tessival, un’azienda molto valida: nessuno si aspettava una situazione del genere”, dice Ivana. Anche se qualche segnale c’era già stato due anni fa, con alcuni esuberi, la mobilità incentivata e un lieve calo degli ordini che adesso si è acuito. Per un po’ anche Ivana potrà contare sulla cassa integrazione, “ma come si fa a vivere con 700 euro al mese?”. E cercare un altro lavoro non è semplice, soprattutto nel tessile che sta vivendo un pesante periodo di crisi. Ma come vivono la situazione le sue colleghe? “Quindici di loro stanno frequentando un corso Asa per diventare assistenti a domicilio o nelle case di riposo, ma è comunque un settore saturo, quindi non è semplice trovare un nuovo posto di lavoro soprattutto se si è donna”. E Ivana precisa che il suo ruolo di delegata sindacale le ha fatto vivere la situazione in modo ancora più drammatico, perché ha seguito passo a passo tutte le vicende da vicino, vedendo i colleghi sempre più preoccupati. Inutile chiederle se parteciperà allo sciopero generale provinciale dei tessili e dell’industria in Val Seriana in programma giovedì 13 novembre: "Certo che ci sarò, voglio contribuire anch’io a dare un segnale forte". Le fa eco Stefano Picinali, anche lui dipendente della Tessival e componente del consiglio generale della Femca-Cisl pronto a scendere in piazza sperando in un segnale forte dalle istituzioni. "Se avessi dieci o quindici anni in meno forse sarei meno preoccupato, ma a 45 anni è più difficile essere assunti, figuriamoci poi nel tessile", racconta Stefano. Lui che ha passato una vita a lavorare in aziende tessili: dieci anni alla Manifattura automatica del gruppo Radici a Gandino, 15 anni alla Tessival. "So tutto di telai – conferma Stefano – e mi piacerebbe continuare a lavorare in questo settore. Nel frattempo però sto presentando domande di lavoro a diverse aziende". Le difficoltà? "Sono single e per fortuna non ho un mutuo da pagare, però devo anche pensare che terminato il periodo di cassa integrazione, non avrò più nessuna copertura economica".  

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