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Aziende più colpite dalla crisi: Bergamo seconda in Lombardia

Secondo i dati della Fim-Cisl lombarda, a livello regionale le aziende del comparto metalmeccanico in difficoltà sono 517 con quasi 23mila posti di lavoro a rischio, e si attestano a 400 le imprese che ricorrono alla cassa integrazione ordinaria (contro le 196 del primo semestre di quest'anno).

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E’ Bergamo la seconda provincia lombarda più colpita dalla crisi per quanto riguarda le aziende metalmeccaniche, almeno stando ai dati regionali sullo stato di salute dell’industria metalmeccanica contenuti nel Rapporto straordinario sulle situazioni di crisi nel settore luglio-ottobre 2008, messo a punto dalla Fim-Cisl lombarda. Il Milanese si conferma il territorio maggiormente colpito con il 19% delle imprese, seguito da Bergamo (17%), Brescia (11%), e Mantova e Lecco (10%). In queste aree sono presenti insediamenti industriali importanti, sia nei comparti tradizionali che in quelli innovativi del settore metalmeccanico, con una forte presenza sia di grandi imprese nazionali e internazionali, sia di imprese medio-piccole storicamente radicate sul territorio.
A livello regionale le aziende del comparto metalmeccanico in difficoltà sono 517 con quasi 23mila posti di lavoro a rischio. “Abbiamo deciso di realizzare un Rapporto straordinario dell’Osservatorio regionale della crisi e occupazione, con rilevazione a fine ottobre 2008 – ha sottolineato il segretario generale della Fim Cisl Lombardia, Nicola Alberta – che mostra un’industria metalmeccanica attraversata da segnali preoccupanti di calo degli ordinativi, di incremento della cassa integrazione e di accentuazione del rischio occupazione per migliaia di lavoratori”.
I risultati dell’Osservatorio, che rileva sistematicamente la situazione nelle 5.700 maggiori aziende metalmeccaniche della regione, che occupano 550mila lavoratori, non lasciano spazio a dubbi sulle difficoltà attraversate dall’industria manifatturiera lombarda. Rispetto a quattro mesi fa, crescono del 58% le aziende in crisi (517 contro le 327 della fine del 1° semestre) e il numero dei lavoratori coinvolti (22.854 contro 11.767). La crisi coinvolge imprese di tutte le dimensioni e settori, con 400 imprese che ricorrono alla cassa integrazione ordinaria (contro le 196 precedenti), e si moltiplica il numero dei lavoratori coinvolti che passano a 18.201 contro i 5mila precedenti (con un incremento di ben 13.193 unità in soli tre mesi lavorativi). Sale anche la cassa integrazione straordinaria con 41 aziende rispetto alle 39 del semestre precedente.
Dal punto di vista settoriale, maggiormente interessati da processi di crisi sono i produttori di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi, con il 27% degli interventi. Seguono il settore della costruzione macchine e apparecchi meccanici e dell’installazione di impianti (19%), e della fabbricazione e lavorazione dei prodotti in metallo con il 17%. La fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici e la siderurgia e metallurgia si collocano rispettivamente al 13 e 12% del totale.

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