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Albinoleffe stella del Nord, ha tifosi persino in Svezia

Un fan club con 75 iscritti, un sito Internet letto da almeno 400 utenti e trasferte organizzate per piombare a Bergamo e tifare dal vivo. Il club del presidente Andreoletti scalda il cuore dei freddi scandinavi, conquistati dalla favola celeste. Ma conta anche la simpatia: in svedese "Leffe" è un soprannome molto diffuso.

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"Quella dell’Albinoleffe è una favola, e al popolo svedese piacciono le favole". Ecco perché nel 2007 è nato un fan club a un tiro di schioppo dal circolo polare artico. Ambiente freddino, ma pronto a arroventarsi quando rimbalza il pallone. Addirittura, almeno 75 svedesi si scaldano per le imprese della squadra di Madonna: sono soci sfegatati del gruppo, hanno sottoscritto tanto di tessera. Non solo, il fan club dispone anche di un sito internet: ci lavorano due redattori che lo aggiornano settimanalmente, inserendo risultati, cronache e fotografie a sfondo Celeste, letti di volta in volta da almeno 400 persone. Sarà contento il presidente Andreoletti che, guarda caso, fino all’età di sei anni ha vissuto proprio in Svezia: il filo che unisce la Scandinavia a Bergamo parte insomma da lontano.
L’idea del fan club è venuta a due italiani trapiantati in Svezia, Andrea Maggi e Cristoforo Farago, e ha subito fatto proseliti. Pare che i biondi nordici siano innamorati a tal punto delle gesta di Carobbio e compagni da programmare un paio di trasferte in quel di Bergamo per sedersi in tribuna e tifare dal vivo. Incredibile, visto che molti bergamaschi non si sognerebbero manco di alzarsi dal divano per andare a vedere l’Albinoleffe. Il colmo poi è che il club sia nato proprio in Svezia, patria di Stromberg, storica bandiera atalantina. Insomma, una specie di derby trapiantato nell’Estremo Nord.
A stregare gli scandinavi non sono stati però solo i risultati sul campo, ma anche il nome della squadra. In svedese, come del resto in italiano, "Albino" indica i soggetti affetti da albinismo, ma soprattutto "Leffe" è un soprannome ridicolo e molto diffuso. Sta grosso modo per contadino o persona grezza. Di qui l’ondata di curiosità e simpatia pro Celeste.
Unico e grande problema, le partite. Gli svedesi le seguono sul satellite, sui siti internet, alla radio o con un metodo antico, il racconto verbale di qualche amico bergamasco che ha avuto la fortuna di essere allo stadio. Forse anche questo contribuisce ad alimentare il mito Albinoleffe. Pare di vederli, gli svedesi. Seduti attorno al fuoco, in una fredda e buia notte d’inverno (che da quelle partti dura parecchio) intenti a narrare i dribbling di Gabionetta, le testate di Ruopolo, i tiri da trenta metri di Carobbio. E’ la favola Albinoleffe, tramandata di generazione in generazione. "C’era una volta una piccola squadra in una piccola città che si divertiva a giocare da grande…"
E il sito traduce in svedese l’articolo di bergamonews.it

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Commenti

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  1. Scritto da Il Bergamotto

    Congratulazioni per lo scoop. Curioso l’accostamento d’immagine tra la squadra e il “leffe”, che in svedese corrisponderebbe al campagnolo di semplici costumi. Certi giocatori non sembrano contadini, ma piuttosto tamarri di periferia.

  2. Scritto da genu

    probabilmente gli conviene giocare in svezia cosi’ hanno piu’ pubblico.