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Sogeiva in prima linea per un “Ecomondo”

L'amministratore delegato Piero Palmucci ha partecipato alla fiera internazionale del Recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile

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L’Amministratore Delegato della Sogeiva S.p.A. Varese Ambiente Piero Palmucci è stato tra i protagonisti di uno dei dibattiti previsti a ECOMONDO, la XII edizione della Fiera internazionale del Recupero di Materia ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile che si è svolta a Rimini la prima settimana di novembre.

Al Caffè Scienza (spazio all’interno della manifestazione dedicato all’approfondimento) si è tenuta un’iniziativa dal titolo “San Patrignano: gestione integrata di biomasse e rifiuti con tecnologie innovative”.

Partendo dall’esperienza in atto nella Comunità fondata da Vincenzo Muccioli, i partecipanti all’incontro hanno discusso di come sia possibile utilizzare le biomasse recuperate dalle attività agricole e zootecniche e le frazioni residuali della raccolta differenziata dei rifiuti per la produzione di energia utilizzando i  sistemi innovativi che la tecnologia mette oggi a disposizione.
E l’invito all’Amministratore Delegato di Sogeiva è un esplicito riconoscimento all’impegno dell’azienda in progetti rivolti alla trasformazione in energia dei residui derivanti dai processi di trattamento delle acque.
«Sogeiva gestisce in provincia una ventina di depuratori per il trattamento dei reflui urbani – ha spiegato Palmucci – e forse non tutti sono a conoscenza del fatto che questi impianti producono una grande quantità di “fanghi” destinati allo smaltimento in aziende agricole, ma che le nuove normative comunitarie dirotteranno presto alle discariche. In entrambi i casi si tratta di un costo notevole di smaltimento per la nostra azienda e, di conseguenza, per i cittadini, dato che la nostra è una società pubblica».
«Per questa ragione – ha detto ancora  l’Amministratore delegato di Sogeiva – stiamo pensando ad un progetto di utilizzo dei fanghi per la riconversione in energia, che porterebbe al doppio vantaggio di eliminare i costi di smaltimento e abbattere quelli per l’acquisto d’energia».

Per quanto riguarda San Patrignano si conferma una realtà all’avanguardia nella cura dell’ambiente e delle risorse energetiche e, dalle prossime settimane, farà un ulteriore passo avanti diventando protagonista di un progetto sperimentale che, nelle previsioni, in qualche anno permetterà alla comunità di raggiungere l’autonomia nella gestione dei rifiuti e di limitare al minimo l’impatto ambientale delle proprie attività.
Da dicembre il Centro medico della comunità sarà l’unica struttura della provincia, la seconda in Italia dopo l’ospedale “Riguarda Cà Granda” di Milano, a dotarsi di un innovativo impianto di depurazione delle acque. Il trattamento avviene con l’utilizzo di disinfettanti che non contengono cloro e la qualità delle acque è tale da permettere il loro scarico in fognatura pubblica senza alcuna limitazione.
Le acque nere della comunità, sia quelle prodotte dalle attività civili, sia i liquami provenienti dalle stalle, verrano smaltite da un depuratore attualmente in funzione a Sanpatrignano. L’attuale bacino di raccolta verrà raddoppiato in maniera tale che le acque nere, opportunamente trattate, possano essere usate per l’irrigazione dei campi.

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