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“Polo del lusso: la Provincia coinvolga tutti i Comuni”

Il Partito Democratico interviene sul progetto presentato da Antonio Percassi chiedendo all'Amministrazione provinciale di fare tutto quanto è nelle sue possibilità per evitare che l'intervento crei conseguenze negative sull'area. "Serve un'attenta perequazione dei costi e dei benefici dell'opera".

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La recente delibera della Giunta Provinciale di adesione all’iniziativa denominata Polo del Lusso, che prevede, tra le altre destinazioni, una grande struttura di vendita, pensata come integrativa del centro commerciale di Orio al Serio, pone alcuni interrogativi sia di merito che di metodo.

Nel merito, ricordando come la realizzazione di una nuova grande struttura commerciale, quando caratterizzata da funzioni già esistenti nei vicini centri urbani, produce inevitabilmente degli effetti considerevoli di depotenziamento della capacità commerciale degli stessi, riducendone le caratteristiche di centralità, si segnala come tale iniziativa possa, se non correlata ad una pianificazione concordata con gli altri soggetti territoriali, determinare degli effetti negativi sui luoghi centrali dell’intorno territoriale, in particolare del Comune di Bergamo, caratterizzato infatti da un’offerta commerciale di pregio con articolazioni merceologiche che comprendono anche il segmento del lusso.

Inoltre il sistema viabilistico locale rischierà di trovarsi in condizioni di sofferenza se l’iniziativa non prevederà il contestuale potenziamento della SS 591, dei suoi raccordi con la Francesca, con la circonvallazione di Bergamo e con l’asse interurbano.

Nel metodo, pur riconoscendo, in un’ottica di sussidiarietà orizzontale, l’interesse da parte della comunità provinciale a valutare attentamente anche le proposte di valorizzazione territoriale promosse dagli operatori privati, si ritiene prioritario che l’amministrazione pubblica, in particolare quella provinciale, deputata al coordinamento sovraccomunale, partecipi alle iniziative di questo tipo, quando come in questo caso sono in variante agli indirizzi di programmazione (sia per la realizzazione del centro commerciale che per la destinazione d’uso delle aree), verificandone attentamente le finalità e, qualora riconosciute di interesse per la comunità provinciale, sapendole orientare e condurre all’interno del disegno strategico da essa perseguito e non semplicemente come mera adesione alle proposte dell’operatore.
Diversamente sarebbe questo il segnale pericoloso dell’abdicazione della capacità di regia e programmazione della nostra comunità.

A tal fine si ritiene necessario che l’eventuale sviluppo dell’accordo di programma avvenga con il più ampio coinvolgimento delle amministrazioni interessate e degli altri soggetti portatori di interesse pubblico. In particolare occorre che, in conformità agli indirizzi del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, si colga l’opportunità sia per una attenta perequazione dei costi e dei benefici di tale opera (evitando la semplice contrattazione episodica tra operatore e singola amministrazione), che per il coinvolgimento, attorno a questa proposta, dei comuni dell’ambito territoriale della Grande Bergamo..

Occorre dunque che il prosieguo di questa iniziativa, per la quale curiosamente, nella delibera di adesione, si cerca una correlazione con i temi ambientali di Expò 2015, avvenga mediante una capacità di governance davvero all’altezza di quest’ambizione, e dunque capace di affrontare la complessità dei problemi del nostro territorio, non ponendosi invece come semplice operazione di addizione di un ulteriore singolo episodio di consumo di suolo non correlato al resto delle opportunità e dei problemi dell’intorno di riferimento.

 

Filippo Simonetti

responsabile politiche del territorio

PD Bergamo

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Commenti

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  1. Scritto da Tuditanus

    Il lusso è finito. Iniziativa commerciale sbagliata nel momento sbagliato. Ne riparliamo quando Great Depression 2.0 sarà finita.