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Il centro muore per troppe auto

Un lettore di Treviglio interviene nel confronto avviato da Paolo Comi sulla mobilità a Bergamo proponendo sei considerazioni che alimentano un dibattito non scontato.

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Gentile direttore,
la lettera del signor Paolo Comi sulla mobilità a Bergamo soffre, credo, del vizio di troppi discorsi sul tema: parliamo come se tutti potessimo essere insieme automobilisti, ciclisti o utenti di bus e potessimo passare da un mezzo all’altro in qualsiasi momento e luogo, secondo la comodità.
Bene, non è così. La superficie delle strade e del territorio è finita. Nei centri storici è anche molto limitata, per ragioni appunto di storia; fuori dal centro sarebbe potuta andar meglio se ogni strada nuova fosse stata progettata con la propria pista ciclabile (come tra l’altro prevede una legge del 1980!), ma chissà perché poi a ogni lottizzazione si fa di tutto per aumentare la cubatura vendibile (case e negozi) e si lasciano le grane (parcheggi, spazi verdi, mobilità sicura) al pubblico, ossia a nessuno.
È ora di decidere che cosa vogliamo essere da grandi: la macchina è ingombrante, inquinante (il benzene è una delle due sostanze il cui potere cancerogeno è provato con certezza), rumorosa, costosa, resta inerte per ore nei parcheggi; la bici, niente di tutto ciò. Allora o consegniamo la città alle auto, o alle bici: a tutt’e due non si può, perché dove dilaga l’auto il ciclista non sopravvive.
1. Comi ha ragione: non ha senso che dalla Celadina al centro ci vogliano 35 minuti di autobus. Bisogna fare in modo che il bus ci metta 15 o 20 minuti, ossia viaggi su corsia integralmente protetta e semafori asserviti, e che di conseguenza l’auto sia costretta a metterci 35 o anche 45 minuti, e poi paghi salato il parcheggio in centro, ossia che gli spazi e le strade per l’auto siano ridotti e costosi.
2. Il centro muore perché non ci si va a piedi; e non ci si andrà a piedi finché si potrà parcheggiare praticamente ovunque, anche in divieto, salvo che in pochi francobolli pedonali. Il signor Comi parla di un’isola pedonale lunga 1,5 km del 1984, e poche righe dopo propone per il 2008 a Bergamo due megaparcheggi a 350 metri l’uno dall’altro (tralasciando di domandarsene i costi e lo stupro architettonico che le rampe di accesso e usicta compirebbero). C’è qualcosa che stride.
3. Il centro muore perché è di proprietà di banche e finanziarie che piuttosto che abbassare i prezzi delle locazioni tengono vuoti gli immobili (500mila case sfitte a Milano), così i negozi per sopravivere sono costretti a praticare prezzi esosi. Il centro muore perché l’auto è diventata più importante dello scopo per cui la uso: se uscito dal cinema mi piace passeggiare per viale Roma e godermi le luci di città alta, vado in centro. Se voglio parcheggiare a fianco delle casse del cinema, a costo di uscirne e trovarmi nel deserto urbano di Curno, allora facciamo un megadrive-in a Zingonia o nelle acciaierie dismesse della Dalmine, e non se ne parli più.
4. Le strade non sono state ristrette per far posto alle bici: erano troppo larghe prima, per il dominio esclusivo delle auto. Il codice della strada prescrive che tutti devono poter circolare in sicurezza sulle strade: questo impone spazi riservati per chi non ha una carrozzeria né una massa di 1,5 tonnellate, altrimenti la sicurezza non l’avrà mai. In tutte le città olandesi, grandi come Bergamo e anche meno, in centro ci sono svariate strade solo per le bici, oppure a doppio senso per le bici e a senso unico per le auto; e al semaforo verde le bici partono davanti alle auto. Assicuro al signor Comi che i primi freddi lassù non scoraggiano i ciclisti, anzi.
5. Il territorio è un bene finito e prezioso. Chi ha passeggiato per Milano nei giorni di blocco totale del traffico ha visto, con sorpresa, come sono piazze e viali, o meglio come sarebbero senza il mare di lamiere e gas che li invade ogni giorno, a tutte le ore. Parcheggi gratuiti per mezz’ora? Va bene, ma intanto cominciamo a impedire che un impiegato a turno scenda ogni ora dall’ufficio e metta le monetine per tutti nel parcometro, permettendo che le auto sue e dei colleghi stiano per otto ore nello spazio dove potrebbero stare una. Cominceremmo ad avere posti a rotazione per tutte le (poche) auto a cui entrare in centro sarebbe davvero necessario o conveniente.
6. Si tolgono parcheggi persino ai residenti, scrive il signor Comi. E allora? È ora di dire che la strada è di tutti: non è proprietà privata dei residenti. Il residente si compra il box o il posto auto privato; se non c’è, se lo compra nelle vicinanze; se non c’è neppure vicino, va a risiedere da un’altra parte, oppure l’immobiliare abbassa il prezzo della casa, oppure in assemblea vota (e paga) per destinare il giardino condominiale a parcheggio. Perché un pezzo di viale, un marciapiede, una piazza devono essere occupate per ore e ore ogni giorno da un bene privato, anzi devono essere riservati ai beni privati di alcuni? Sono di tutti e tutti devono poterseli godere, anche i bambini, anche i ciclisti, anche chi va col bastone o sulla carrozzella.

Grazie
Narno Pinotti, Treviglio

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Commenti

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  1. Scritto da sonia

    certo che fin quando le varie amministrazioni comunali che si avvicendano in città, faranno di tutto per attrarre auto al suo interno, continuando a costruire parcheggi, come sta accadendo proprio in Città Alta nell’ex parco faunistico, è improbabile che possano attuare serie politiche antitraffico….
    E poi non c’è gestione della viabilità che possa prescindere da quella urbanistica e sappiamo tutti cosa succede Bergamo!…

  2. Scritto da che skefe

    appunto suolo cittadino considerato privato..ORIO AL SERIO ha garantito (dal sindaco e il vigile) un garage in strada a tutti i residenti, i parcheggi del paese sono in toto a strisce gialle (residenti) e senza divisioni di vie ecc..loro possono parcheggiare ovunque, per giorni e in barba alle limitazioni (a cui lo stesso comune ha aderito) su Euro 0 e 1. Restano forse 20 parcheggi a disco orario x gli altri, i diversi, i fuori paese! addirittura quelli del cimitero sono occupati da ditte privat

  3. Scritto da Enrico Gotti

    Signor Carretto, tra quanto sorriderà del comunismo dell’aria, dell’acqua o, che ne so, delle belle donne? Il concetto di bene pubblico non è di difficile comprensione.

  4. Scritto da Ciccio

    Condivido il Sig.Comi.
    A palazzo Frizzoni si riempono la bocca di ztl e ecologia ma loro la ztl davanti al comune non la fanno. Viva tutto il centro pedonale ma solo quando i servizi pubblici, l’arredo urbano e i tram saranno operativi e decenti.
    Le ztl le fanno solo per guadagnare i 70 euro di pass (pagare per raggiungere casa mia?) e salire posizioni nella loro classifica sulla qualità della vita. Chi non lo capisce è un illuso.

  5. Scritto da triste

    suolo pubblico appaltato al privato!! provate a venire a Orio al Serio in paese a parcheggiare, il 95% dei parcheggi è a strisce gialle per i residenti e il restante 5% a disco orario (4 ore) solo che praticamente nn parcheggi mai, i residenti c lasciano la macchina per giorni e nessuno (il vigile) dice nulla..e il box l’hanno ma è + comodo così! x nn parlare delle auto euro 0 che girano quotidianamente (regate, uno, panda30) INUTILE PARLARE TANTO DI PROVVEDIMENTI SE POI NON SI FANNO RISPETTARE

  6. Scritto da Stefano

    ottima lettera…ottime proposte…ma già si vedono i primi ignoranti!!!Bergamo non potra mai ambire ad essere una citta ciclabile…!!!Da ciclista io lo sogno..sogno di non prendere la macchina!!purtroppo storicamente Bergamo è stat consegnata alle auto e allo smog circa 60 anni fà…ora e troppo tardi e ogni iniziativa va a ledere gli pseudodiritti di quei beceri ignoranti che appestano la città con le auto!!

  7. Scritto da Bonanomi Marino

    Finalmente qualcuno che ha le idee chiare,sulla CONVIVENZA CIVILE , e lo espone chiaramente.
    Complimenti al sig. Pinotti.Il suo scritto dovrebbe essere portato al prossimo consiglio comunale di Bergamo e letto a tutti gli amministratori pubblici.I quali,probabilmente,si sono dimenticati di essere stati eletti x fare gli interessi di tutti i cittadini e non solo quelli di qualcuno,vedi muratori.
    Il suolo pubblico è di tutti e va reso ai cittadini.
    Quelli come carretto non meritano risposte.!

  8. Scritto da caniggia.

    Sarebbe ora che il suolo pubblico cittadino non debba più essere considerato proprietà privata da chi ci abita . le strade sono di tutti i cittadini e non solo di chi in quel posto ci abita.
    Sarebbe come se:tutti quei cittadini che si recano in villeggiatura,o solo x acquisti,fuori dalla città non potesse circolare perche lì ,in quel comune ,possono circolare solo i residenti.!.
    Gli amministratori pubblici riflettano e prendano esempio dall’Olanda,lì è veramente come dice il Pinotti.Bravo.

  9. Scritto da alessandro rossi

    Pienamente condivisibile: proposte chiare e senza i soliti compromessi che non accontentano alcuno, ma che scontentano tutti, senza risolvere i problemi.
    Riguardo alla necessità di un posto auto o di un box è necessario precisare che già alcuni paesi e città propriamente “non comunisti” hanno introdotto l’obbligo, prima di comprare un autovettura, di possedere un’area privata in cui ricoverarla (caso Giappone).
    Perché ogni proposta di cambiamento (e di buon senso) viene bollata come comunista?

  10. Scritto da ingegnere

    Ogni proposta di cambiamento viene bollata come “comunista” perché questo è il livello a cui il dibattito pubblico è stato ridotto.
    Ottima la lettera ed ottime le proposte.
    Aggiungo una considerazione: quando un bene è scarso, il suo costo sale. Crediamo nel libero mercato, no? Bene. in un’economia di mercato, il bene collettivo “spazio” ed il bene collettivo “mobilità” devono avere un costo comparabile alla loro scarsità. Ergo: road pricing, congestion charge, parcheggi a pagamento.

  11. Scritto da alessandro rossi

    Dovrebbero essere prese decisioni drastiche, come il road pricing o congestion charge. Parimenti si dovrebbero doverosamente sviluppare alternative al veicolo proprio (mezzi pubblici competitivi,car sharing,bicicletta). Ma per i politici questo significherebbe prendere decisioni impopolari: tra loro chi rischierebbe di non essere rieletto? Quando l’interesse del politico (voti) e il pubblico interesse (dovere del politico) entrano in conflitto è moralmente corretto che arretri sempre il secondo?

  12. Scritto da Paolo Comi

    Gent.mo Sig.Pinotti forse non mi sono fatto capire.Vado a piedi in centro anche se piove,utilizzo la bicicletta anche con 3° ma sono contrario alle imposizioni che ledono la mia libertà di muovermi come meglio credo. Fa “in” parlare di ecologia.Perchè non fermate i decolli da Orio?Perchè non bloccate il traffico verso i centri commerciali?Il centro di BG muore perchè la gente preferisce andare dove ci sono i parcheggi gratuiti.Lo smog non sta fermo si muove.Volete vivere con gli Amish?Fate voi.

  13. Scritto da alessandro rossi

    Gent.mo Sig. Comi,vorrei solo sottolineare che la sua libertà di muoversi dovrebbe essere pari a quella di chi si muove in aereo o decide di andare al centro commerciale, pratiche che vorrebbe fermare. La sua libertà finisce quando inizia quella degli altri.
    Ultima considerazione: l’italianissima abitudine di non prendere in considerazione un problema perché ne esistono altri mille ha finora fatto in modo che non si risolavesse alcun problema. Da qualche parte si deve cominciare.

  14. Scritto da Narno Pinotti

    Gentile signor Comi, evviva la sua passione per la bici. Ma oggi, nelle condizioni date, la libertà di muoversi sempre e dovunque come si crede non c’è più, sia per limiti oggettivi come la finitezza del territorio (ho la libertà di andare su Marte? o di parcheggiare in piazza Vecchia un carro armato?) sia perché la libertà è per essenza tale solo se ce l’hanno anche gli altri, se no è un privilegio (“non danneggiare l’altro” è principio fondamentale del diritto). Grazie

  15. Scritto da Paolo Comi

    Gent.Sig.A.Rossi,forse non ha capito quello che volevo dire.Non voglio fermare gli aerei o le auto verso i centri comm ma non ritengo giusto che si blocchino solo chi vive in città con ZTL ad personam o blocchi contro il PM10(pulviscolo prodotto solo dal gasolio) come vorrebbero quelli che si credono ecologisti.Vorrei un’isola pedonale come quella di Vicenza con i servizi di Vicenza senza riempirmi la bocca con esempi di città come Londra,Amsterdam come certi ns eletti in Municipio a Bergamo!!!

  16. Scritto da a.carretto

    se i residenti non hanno il garage dove la mettono la macchina in testa?questo comunismo delle strade fa sorridere
    chi ragiona cosi’ non ha niente da fare tutto il giorno
    se no capirebbe che senza la macchina in italia ma soprattutto a bergamo non si puo’ vivere

  17. Scritto da Narno Pinotti

    Il signor Carretto non risponde alla mia domanda: perché un pezzo di territorio pubblico dev’essere appaltato, per giunta gratis, a un privato solo perché è residente?

  18. Scritto da Ciaocrem

    Sig. Carretto, Pinotti ha proposto argomenti difficilmente contestabili.
    Invece di liquidarlo con battute, mi perdoni, un po’ qualunquiste, provi a fornire soluzioni.
    Lo spazio urbano è una risorsa limitata.Bisogna scegliere cosa farci stare, le auto o le persone.
    Residenti: c’è chi paga l’acquisto o l’affitto del box o del posto auto, e chi può lasciare l’auto in strada senza pagare.
    Diamo pure la priorità ai residenti, ma facendo pagare l’uso del suolo pubblico almeno quanto un posto auto