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Giorgio Calcaterra campione mondiale di ultramaratona

Fasto Dellapiana si congratula con l'atleta protagonista di una splendida vittoria nella 100 Km di Tarquinia, valida per il campionato mondiale (ed europeo) di specialità.

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Tratto da www.runnerbergamo.eu

Con viva soddisfazione sono venuto a conoscenza da Aligi, la mattina di domenica, prima della partenza della maratona di Ravenna della splendida vittoria di Giorgio Calcaterra, nella 100 Km di Tarquinia, valida per il campionato mondiale (ed europeo) di specialità.
Il primo impulso è stato quello di telefonargli per complimentarci con lui, ma vista l’ora (beh, non è proprio presto: erano le 8,30) e pur sapendo che non ci avrebbe comunque mandato a quel paese, abbiamo deciso di rimandare tutto a dopo la nostra gara … ma poi ce ne siamo dimenticati!
Nessun problema approfitto dei mezzi informatici per fare a Giorgio, con un po’ di ritardo, i complimenti per la vittoria.
Già, la vittoria: ma siamo sicuri che sia solo "una" vittoria?
Campione mondiale!
E … una!
Ha vinto una gara, che fino a qualche giorno fa era intenzionato a non correre. Non sta a me certo giudicare i motivi di una sua eventuale mancata partecipazione; io, e con me tanti altri, "tifavamo" perchè fosse al via. Credo siano state le affermazioni di affetto nei suoi confronti di gente "fuori dal palazzo" a far cambiare idea a Giorgio.
Eravamo già soddisfatti che fosse al via (e con la maglia della nazionale), siamo doppiamente soddisfatti per il risultato finale.
E … due!
Ironia della sorte, la vittoria è avvenuta nel giorno in cui sono state rese ufficiali le analisi di positività di un atleta con il quale aveva avuto problemi in occasione della Pistoia Abetone di qualche anno fa. In quell’occasione Giorgio si rifiutò di salire sul palco, e fu tacciato di essere irresponsabile, di non credere nella possibilità di riabilitazione, di non riconoscere di essere stato battuto da un atleta più forte, etc. etc.
Tutti si ricorderanno certamente di certo di quell’episodio, che segue di pochi mesi la vittoria dell’atleta (uhmmm… atleta?) nella maratona che si era disputata e Barchi. Ebbene anche in quell’occasione ci fu un fatto simile. A non credere nella genuinità della prestazione allora erano in due, e la loro analisi, che mi hanno espresso direttamente, era la seguente: come è possibile che in una maratona per nulla facile come quella di Barchi il vincitore faccia un tempo simile (se non ricordo male 2h15′), infliggendo ad Emanuele Zenucchi e Giorgio Calcaterra, cha hanno fatto tutta la gara in coppia, un distacco di circa tre chilometri?
E … tre!
Per inciso, segnalo che Giorgio è anche campione mondiale a squadre!
Mi scuso con tutti i nazionali (atleti e dirigenti) non citati, che certamente hanno sudato, faticato e contribuito in modo determinante alla vittoria a squadre, ma per una volta sono … di parte!

Fausto Sir Marathon Dellapiana

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