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L’Atalanta si sente superiore ma sta scivolando ai piani inferiori

Quattro sconfitte nelle ultime cinque trasferte, un punto nelle ultime quattro gare. Eppure si parla sempre di sfortuna e si tende a sminuire il valore degli avversari, di cui la squadra di Del Neri sembra non curarsi. Un atteggiamento spavaldo che rischia di rivelarsi presuntuoso e pericoloso: la verità è che a Firenze si è rischiata la goleada. E le assenze pesano eccome, il gruppo non è attrezzato per sopportarle.

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L’Inter vince ed è prima in classifica, ma viene pesantemente criticata. L’Atalanta perde la terza partita sulle ultime quattro disputate (l’altra l’ha chiusa sullo 0-0 in casa con il Lecce) e tutto va bene. Manca il senso della misura, dall’una e dall’altra parte. A noi, che interessano più che altro le sorti dei nerazzurri bergamaschi, tocca puntare la lente sulla sconfitta di Firenze. Senza infierire, ma anche evitando le pacche sulle spalle e il senso di compiacimento che da inizio stagione aleggia attorno alla squadra. 
Si è diffusa una strana corrente di pensiero a Bergamo, ovvero che l’Atalanta sia la squadra che gioca il miglior calcio d’Italia, forse d’Europa, magari del mondo. Vero, con il Milan il primo tempo è stato da stropicciarsi gli occhi. Ma forse adesso sarebbe bene aprirli, gli occhi, e rendersi conto che l’Atalanta si è fermata lì. Dirsi soddisfatti di una prestazione come quella di ieri significa non essere realisti.
Possibile che i nerazzurri escano sconfitti dopo aver giocato sempre meglio degli altri? Possibile che i meriti degli avversari non esistano mai, e che si parli sempre di gol regalati? E’ accaduto ieri, era successo anche a Torino. L’Atalanta semmai regala una spiacevole impressione di senso di superiorità, come se al pallone sapessero giocare solo le squadre di Del Neri. Ebbene non è così: anche gli altri sanno tirar calci. E in un’analisi onesta bisognerebbe ammettere che se la Fiorentina avesse chiuso la prima ora di gioco sul 4-0 non ci sarebbe stato niente da dire. Parlano i numeri: un palo, una traversa e due salvataggi disperati di Coppola su Gilardino lanciato a rete. Per un’ora, a parte il positivo avvio, semplicemente l’Atalanta non è esistita. E il 2-1 è bugiardo nel senso che i viola meritavano di più. Nel finale l’Atalanta ha sì attaccato, ma senza produrre granché nonostante il buon impatto di Vieri sul match (a proposito, Bobo servirà). 
Per cui tutto questo buonismo attorno a una squadra che ha messo insieme un punto in quattro gare, perdendo quattro delle ultime cinque sfide giocate in trasferta, è eccessivo e pericoloso: a furia di sentirsi i più bravi si rischia di non accorgersi che si sta scivolando lentamente e pericolosamente verso le parti basse della classifica. Vero, a Firenze c’erano assenze pesanti, ma l’ha detto sabato Del Neri che l’importante è avere diciotto uomini a disposizione. Come dire: uno vale l’altro, contano soprattutto gli Schemi. Non è così. Conta soprattutto buttarla dentro (2 reti in quattro gare, una dubbia e l’altra su rigore) e prenderne di meno: se ieri non è finita in goleada lo si deve alla fortuna e a Coppola, che è riuscito in parte a farsi perdonare l’errore sul primo gol. E contano soprattutto gli uomini. Uno non vale l’altro: senza Doni davanti e Talamonti dietro l’Atalanta non è la stessa. Cigarini ha lasciato una voragine, non ha un sostituto all’altezza. E contro il Napoli mancherà anche Guarente squalificato: domenica sarà un’impresa disegnare un centrocampo all’altezza della situazione. Conviene rendersi conto che i mezzi dell’Atalanta sono limitati, e comportarsi di conseguenza. Magari lasciando a momenti migliori l’ambizione di disegnare il calcio più bello del reame, e badare umilmente a limitare le doti altrui (ebbene sì, anche gli avversari hanno delle qualità). Magari si uscirà dal campo con qualche applauso in meno ma con qualche punto in più.

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Commenti

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  1. Scritto da Dumbo

    Certo che il campanello è suonato, certo ci sono problemi, certo che si fa fatica, certo bisogna muoversi e magari trovare rimedio a gennaio…ma perdere giocatori come cigarini, fare a meno di Doni e Talamonti e trovare pari sostituti non è facile…mica siamo l’Inter…che poi ha la fortuna di avere Cruz…il nostro Cruz potrebbe essere Vieri…ho molti dubbi ma resta sempre una speranza

  2. Scritto da Geppo

    Attenzione,il campanello d’allarme e’ gia’ suonato,la dirigenza atalantina si e’ troppo cullata sui risultati lusinghieri della stagione scorsa,all’inizio della quale c’era un certo Zampagna a togliere le castagne dal fuoco.Poi,sull’onda dell’entusiasmo e’ sbocciato Floccari,ottimo giocatore ma non vera punta.Ora stanno venendo a galla tutti i limiti di una squadra costruita con raziocinio ma senza alternative,e se davanti si fatica a segnare diventa dura,anche perche’ Doni ha un anno in piu….