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Chiude la fonderia della Mazzucconi: 140 esuberi

Licenziamenti annunciati alla Fonderie Mazzucconi: lo ha annunciato per gennaio l'azienda durante un incontro sindacale che si è svolto lunedì 10 novembre. Nel frattempo è stata richiesta la cassa integrazione ordinaria per 120 dipendenti dello stabilimento di Ponte. Ipotesi di 30 esuberi anche alla Rono Spa.

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Sono 140 gli esuberi che la Fonderie Mario Mazzucconi di Ponte San Pietro hanno annunciato per gennaio durante un incontro sindacale che si è svolto lunedì 10 novembre, in cui hanno comunicato la decisione di chiudere il reparto di fonderia. Nel frattempo l’azienda ha richiesto la cassa integrazione ordinaria, dal 17 al 28 novembre e dal 15 al 19 dicembre, per 120 dipendenti dello stabilimento di Ponte che occupa un totale di 189 lavoratori (dove oltre alla fonderia si trova il comparto di finitura delle teste dei motori). Cassa che verrà richiesta anche ad Ambivere (in cui è attivo il comparto di pressofusione), dove lavorano altre 189 persone per un numero ancora da definire di dipendenti (il periodo interessato sarà quello che va dal 24 al 28 novembre e dall’8 al 19 dicembre (in quest’ultimo stabilimento la cig non era mai stata richiesta).
“La proprietà – ha spiegato il segretario della Uilm-Uil, Maurizio Testoni – ha giustificato la scelta con la necessità di far fronte alla difficile congiuntura economica e, in particolare, alla crisi del settore auto”. A Ponte infatti è concentrata la produzione di testate per motori diesel, un comparto particolarmente colpito dall’aumento dei prezzi del petrolio; basti pensare che, stando ai dati diffusi dalla  i pezzi prodotti dalla fonderia bergamasca nel 2007 sono stati 840mila, scesi quest’anno a 510mila con la previsione di un’ulteriore diminuzione per il 2009. “L’orientamento della Mazzucconi – ha aggiunto Testoni – sarebbe quello di trasferire l’intera produzione alla Tekal di Pescara, dove ci sono spazi maggiori per produrre (attualmente occupa 160 persone). Gli esuberi di Ponte, invece, potrebbero essere ridotti in accordo con l’azienda mantenendo attive alcune lavorazioni, come le finiture delle teste dei motori, e prevedendo alcuni trasferimentiad Ambivere”. Oltre agli esuberi di Ponte, secondo Testoni si potrebbe profilare l’ipotesi di altri 30 esuberi (su un totale di 160 dipendenti) allo stabilimento Rono Spa di Almenno San Sanvaltore che fa capo al Gruppo Mazzucconi. Per Gianfranco Maifredi, della Fim-Cisl, "si è trattato di una decisione inaspettata, nonostante i venti di crisi che stanno colpendo tutti i settori". Positiva, secondo Paola Guerini della Fiom-Cgil "la volontà dell’azienda di attivare tutti gli ammortizzatori possibili, anche se per definire i piani bisognerà attendere le assemblee dei lavoratori in programma fra questa sera e domani e il prossimo incontro con l’azienda fissato per il 19 novembre". E pensare che è solo di un mese fa la decisione del Consiglio comunale di Ponte di trasferire entro quattro anni la fonderia, nel centro storico di del paese dal 1955, a Locate: una decisione attesa da più di vent’anni. 

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