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Si può fare

In omaggio a quanti lavorano e hanno lavorato per dare dignità ai malati di mente. Grande prova di Claudio Bisioe di tutto il cast. Un film da vedere

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"Siamo matti, mica siamo scemi" è una delle battute meglio riuscite di Si può fare, il film di Giulio Manfredonia con Claudio Bisio e Anita Caprioli.

Siamo a Milano nel 1983. Da tre anni è entrata in vigore la legge Basaglia e i manicomi devono chiudere. Una delle pagine più delicate, dolorose, ma anche esaltanti degli anni delle riforme.

Il regista costruisce una storia a partire dalle tante esperienze che in quel periodo fiorirono in Italia. Esperienze fatte di sperimentazioni, di ricerca, di possibilità di dare a tutti i malati di mente una reale dignità, a costo di errori e prezzi altissimi. Come quello che paga Sergio, quando decide che non sarà più Gigio, "come topo Gigio". Non regge lo stress, la delusione e tutto sembra precipitare. Ma il film non è la sua storia, è un lavoro corale.
Nello è troppo aperto al mercato per lavorare nel sindacato e l’organizzazione "non lo lascia per strada" e lo manda a fare il dirigente della cooperativa 180. Incontra una vera "gabbia di matti" e lavora per il loro riscatto sociale. Per lui sono i soci della cooperativa e ingaggia una battaglia per liberarli dalle catene delle strutture sanitarie.

Una commedia amara e dolce. Tenera ed emozionante. Un regalo ai tanti che si sono e si stanno battendo contro le discriminazioni. Straordinari tutti gli attori.

Un film importante che, al di là dei tanti richiami al classico e meraviglioso Qualcuno volò sul nido del cuculo, racconta come in quegli anni di profonde trasformazioni, le battaglie per il cambiamento erano ancora collettive e rivolte al singolo individuo ma inserite in contesti di crescita per tutti i soggetti.

Un film da vedere assolutamente.

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