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Anche Formigoni contro gli orari di Trenitalia

Cinque ore di discussione per arrivare non a un accordo ma alla rottura. Questo l'epilogo dell'ultimo confronto tra Regione, pendolari e Trenitalia sull'orario invernale dei treni locali. E il presidente del Pirellone chiede fondi al Governo per migliorare il raddoppio della Treviglio-Bergamo

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Cinque ore di discussione per arrivare non a un accordo ma alla rottura. Questo l’epilogo dell’ultimo confronto tra Regione, pendolari e Trenitalia sull’orario invernale dei treni locali. Cinque ore, nel pomeriggio di ieri, venerdì 7 novembre, in cui è emerso, per l’assessore regionale Raffaele Cattaneo che "per Trenitalia è evidente la preferenza per le lunghe percorrenze a scapito della mobilità locale". Ed è quello che pensano anche gli altri protagonisti dell’incontro, a cominciare dai pendolari, ma insieme alle Province, ai Comuni alle associazioni dei consumatori. 
Al centro delle scelte di Trenitalia pare esserci la volontà di puntare sull’alta velocità che dovrebbe partire fra un mese, volontà comprensibile ma che va a penalizzare il servizio di trasporto ferroviario regionale, allungandone i tempi di percorrenza e spostando alcune fermate da Milano Centrale alle più periferiche Porta Garibaldi e Lambrate. Per non parlare di alcuni tagli, in particolare sulla linea Milano-Piacenza
No grazie, quindi è la risposta del Pirellone. Che porta dritti a uno scontro tra Trenitalia e la Regione anche perché la parola finale sugli orari spetta proprio a quest’ultima. Spiega ancora l’assessore Cattaneo: "Potremmo diffidare Trenitalia o ricorrere al Tar. In ogni caso da qui al 14 dicembre valuteremo il da farsi".
Anche il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni interviene nel merito dello scontro: “La Regione Lombardia è del tutto insoddisfatta, non accetta e non accetterà l’orario invernale proposto da Trenitalia fino a quando non verrà radicalmente mutata la logica su cui è costruito. La logica attuale di Trenitalia è di privilegiare i treni a lunga percorrenza sacrificando le tratte regionali, tanto è vero che vengono tagliati o spostati i treni regionali nelle fasce di punta di presenza dei pendolari, allungati i tempi di percorrenza anche su tratte su cui sono stati realizzati lavori di ammodernamento e potenziamento delle infrastrutture come il raddoppio dei binari”.
“Questa logica – afferma il presidente lombardo – è inaccettabile per due ragioni. La prima: in Lombardia sono centinaia di migliaia i lavoratori e studenti che quotidianamente hanno bisogno di spostarsi in treno. La mobilità locale è una nostra esigenza irrinunciabile. La seconda ragione: sacrificando la mobilità locale si danneggiano anche le lunghe percorrenze perché non sono più possibili molte coincidenze tra treni regionali e a lunga percorrenza che ne favoriscono l’utilizzo. Regione Lombardia utilizzerà pertanto tutti i suoi poteri, a partire da quelli di programmazione del servizio ferroviario attribuiti dalla legge, per ottenere da Trenitalia quanto è necessario e irrinunciabile”. Il presidente Formigoni è tornato a lanciare un appello al governo sul tema delle risorse per il trasporto pubblico locale. “Al Governo – afferma Formigoni – Regione Lombardia, insieme alle altre Regioni , ribadisce la richiesta di un adeguamento dei fondi per il DPL. In attesa del federalismo fiscale è lo Stato che ha il compito di fornire alle Regioni risorse adeguate per pagare i servizi ferroviari. Invece da troppi anni i fondi non vengono adeguati in maniera soddisfacente e questo mette a rischio la continuità ed i livelli del servizio tradizionale e ancor più impedisce di migliorare il servizio stesso nemmeno dove abbiamo investito centinaia di milioni, come nel caso del raddoppio della Treviglio-Bergamo, della Lecco-Milano o del quadruplicamento della Milano-Treviglio”.

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Commenti

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  1. Scritto da iva

    A casa tutta la classe dirigente Lombarda? E’ contro se stessa? O è solo “utopista”, nel senso di dipendente?

  2. Scritto da Morlacchi

    Si tratta di scontro tra alleanze nella destra governativa o di perdite di tempo? A che pro aspettare e perdere tempo? Sulla TAV il governo Lombardo che dice, ha cambiato idea?

  3. Scritto da Giorgio

    Se si tolgono le coincidenze in Milano Centrale ai treni affluenti da Bergamo diminuiscono anche gli utenti della TAV; si tratta di una semplice constatazione ma evidentemente non è così per l’ineffabile Trenitalia.

  4. Scritto da Paolo

    Uheilà, Cattaneo e Formigoni hanno capito con dieci anni di ritardo che la politica di Trenitalia è tutta dedicata alle lunghe percorrenze. Congratulations!

  5. Scritto da Giorgio

    Per quanto riguarda le scelte strategiche, è il momento di creare un vettore ferroviario regionale che contratti con il gestore dell’infrastruttura RFI gli “slots” disponibili (compreso ovviamente i punti terminali che non possono sempre essere delle stazioni periferiche, oppure in alternativa visto l’imbuto (4 binari) MI Lambrate- MI Centrale anche gli Eurostar dovrebbero fermarsi in Lambrate per fare coincidenza. Ovviamente in Italia tutto ciò è utopia per cui torneremo all’automobile !