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La lessi?? de bergamasch dei Giovani padani fotogallery

Si terr?? domani infatti in piazza Matteotti, di fronte al Comune dalle 15 alle 18 la prima lezione di bergamasco all'aperto. Giancarlo Giavazzi, o meglio Gioancarlo Giaass, autore di alcuni libri in dialetto, rinfrescher?? la memoria di tutti coloro che non vogliono far morire il bergamasco.

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La lessiù de bergamasch. Con le proteste contro la legge Gelmini la lezione in piazza è diventato un must in tutte le università italiane. Da Bergamo fino a Palermo migliaia di studenti ascoltano la lezione del prof di turno comodamente seduti sui ciottoli, resistendo al freddo e alla pioggia.

Guarda le foto della lezione in piazza Vecchia

L’idea è talmente piaciuta che il Movimento Giovani Padani di Bergamo sabato la riproporrà in una veste ovviamente anti , ma mediaticamente altrettanto efficace. Si terrà domani infatti in piazza Matteotti, di fronte al Comune dalle 15 alle 18 la prima lezione di bergamasco all’aperto. Giancarlo Giavazzi, o meglio Gioancarlo Giaass, autore di alcuni libri in dialetto, rinfrescherà la memoria di tutti coloro che non vogliono far morire il bergamasco. I giovani padani distribuiranno anche volantini sulla riforma Gelmini. "Noi da tempo cerchiamo di portare alla luce i veri bisogni e le necessità degli studenti universitari bergamaschi – spiega Alberto Ribolla, esponente dei Giovani Padani -. Servirebbero più alloggi per gli studenti e borse di studio per favorire la meritocrazia".
“Domani porteremo la voce di tutti gli studenti padani in piazza a Bergamo: dei ragazzi stanchi delle polemiche strumentali delle scorse settimane che vogliono invece che si guardi davvero alle reali urgenze da risolvere – dichiara Simone Parigi , coordinatore provinciale del Movimento Giovani Padani della bergamasca – Noi scendiamo in piazza con proposte costruttive, volte a risolvere i numerosi problemi del nostro sistema scolastico, al contrario di chi si limita a muovere critiche, trasformando la scuola in un terreno di scontro ideologico”.
Aggiunge un commento all’iniziativa Veronica Ferron, coordinatrice provinciale del Movimento Studentesco Padano: "Ci hanno fatto diventare gli asini d’Europa a causa di un sistema scolastico mal gestito. L’unica soluzione è una scuola federale, che preveda graduatorie a livello regionale, risolvendo così il problema delle cattedre scoperte al Nord e dell’eccessivo numero di docenti al Sud”.
E Stefano Locatelli, coordinatore provinciale del Movimento Universitario Padano di Bergamo, aggiunge: "Un altro dato: mediamente ogni studente lombardo spende 1.500 euro annui in tasse universitarie, mentre in Campania il suo collega spende soltanto 400 euro. Oltre a pagare tasse elevate, i nostri studenti sono anche costretti a sprecare quotidianamente tempo e denaro per recarsi in università, in quanto i finanziamenti statali che gli permetterebbero di affittare un appartamento vicino al loro ateneo sono spesso destinati a studenti del Sud. E’ paradossale – conclude Stefano – questa situazione, a fronte della disparità nei finanziamenti statali agli atenei. Per questo, non solo siamo favorevoli alla trasformazione in fondazioni delle università, ma vogliamo che la scure dei tagli si abbatta sui baronati meridionali che drenano e sottraggono le risorse per il diritto allo studio degli studenti del Nord.”.

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Commenti

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  1. Scritto da Alberto

    I leghisti son capaci solo di fare i gioppini in piazza e di urlare slogan demagocici, mentre il loro capo Berlusconi regala miliardi a Catania e i parlamentari leghisti e della PdL bergamasca non sono capaci di combinare nulla per tutelare l’economia e il territorio bergamasco.
    Ho smesso di votare Lega perchè in cinque anni di governo Berlusconi, con una maggioranza amplissima, non sono stati capaci di fare un tubo, nè per Bergamo, nè per il Nord.
    Solo chiacchiere.

  2. Scritto da Bergamasca

    Caro Damiano, non vorrei urtare il suo tifo leghista ma una certa parte politica a lei avversa parlò, già dieci anni fa, di NO GLOBAL e un libro celeberrino scritto da Naomi Klein NO LOGO denunciò le fabbriche di marca con dipendenti bambini cinesi.La Lega ha lanciato gli spot coi dazi mooolto dopo.Solo spot.Il fatto è che mentre Sarkozy in Francia lancerà un piano di rilancio per creare posti di lavori nel settore energetico; la Lega, forza di governo,non ha le competenze x fare alcunchè, pare.

  3. Scritto da Damiano

    Non c’è da tifare… Mi limito ad analizzare e soppesare i danni, o i mancati interventi utili che al nostro Paese ha fatto la lega e quello che hanno fatto in tutto il dopoguerra (ne hanno avuto di tempo!) altre forze politiche. Nel passato altre forze politiche svendettero parti del Paese alla malavita organizzata. Crearono posti di lavoro sì (statali), ma scambiandoli con i voti… Facciamo un po’ di conti di chi ha prodotto più danni al Paese. Non vi urtano, questi?

  4. Scritto da Ratataplan

    Cultura orobica ???? Si quella delle patate, oppure quella che per centinaia di anni ha garantito il gozzo, cretinismo ereditario, livelli di istruzione infami e una classe politica baciapile e beghina????
    Va be vada per l’emirato unico, almeno quelli in passato hanno scritto “le mille e una notte” qui al massimo la ricetta della Polenta e Osei.
    Ps a scanso di equivoci appartengo a una famiglia orobica da almeno 600 anni.

  5. Scritto da Damiano

    L’erba del vicino è sempre più verde…
    Le altre culture hanno le mille e una notte e noi polenta e osèi, noi il gozzo e gli altri la cultura, noi guardiamo al denaro e gli altri agli alti ideali.
    Però per riempire la pancia a parti del Paese bisognose, chiedono i nostri soldi, non le belle poesiole…
    I sardi, hanno il Partito Sardo d’Azione, vicino alla sx, col simbolo dei Quattro Mori, spesso presente in feste locali, e dal 2006 collabora con lega nord per fare il patto per le autonomie.

  6. Scritto da Bergamasca

    A.12.Ol fat le’ che quei scet in piasa la pensa isse’: “Lé méi éss ü magher padrù che ü siòr servidur.” E i capes mia che l’onic pradru’ l’e’ ol sior delbu’.Perche’ se te set magher te fe la fam.Ma ol lor president gha metit in testa de fa l’imprenditur a toti i costch e de trata’ mal tota l’otra sent.Poerech a lur.

  7. Scritto da mamma li turchi

    Pensino, giovani padani, a tutti i bergamaschi che hanno perso il lavoro proprio nelle valli dove il loro partito ha trionfato. Avete forse visto qualche manifestazione di solidarietà ai loro padani operai?
    Già, voi preferite i padroni ed i padroncini!

  8. Scritto da Damiano

    …francamente la tutela dei lavoratori e dei posti di lavoro pareva porto franco della del sindacato e delle forze politiche ad esso affiancate… E’ la lega, adesso, a dover tutelare i lavoratori? Questa è nuova…

  9. Scritto da Bergamasca

    A.20.Se tel set mia, meta’ di chei che i vota la Liga a berghem, i ga anche la tesera della CGIL,pota.A me i me somea un po’ dei bambos perche’ i capes mia che sto goern per i lauradur al fara’ prope negot, ia prope ciapat por ol nas con sta facenda del federalism.Ma vaga te a spiegagal,la capes prope mia.

  10. Scritto da R.Trussardi

    E perchè non dovrebbe essere la lega? non sono operai padani, posti di lavoro del nord? Non solo i politici leghisti non li tutelano ma damiano (20) non concepisce neppure che lo possano fare! il che è significativo del loro atteggiamento verso il sociale.
    PS: splendidi i commenti 12 e 19

  11. Scritto da Damiano

    Ah già, è l’atteggiamento verso il sociale che manca alla gente del nord.
    La maggior parte degli immigrati, sono domiciliati e hanno trovato un lavoro al centro-nord.
    Che cosa centra la lega con una crisi mondiale? Cosa deve tutelare, se gli imprenditori (suggellati da viaggi, delegazioni, baci e abbracci di nostri vecchi governanti con i governanti cinesi) decentrano le loro produzioni dove costa meno? La lega parlò di dazi e limiti per salvare un po’ la nostra economia: cascò il mondo

  12. Scritto da ol mont l'è de töc

    Sa to ölet ol rispèt dè la to cultüra, te ghe de cumincià a is bù de rispetà chèla di oter…!!!

  13. Scritto da Pol.sco.

    Gli orobici che si vergognano del loro dialetto e delle loro tradizioni non meritano di definirsi bergamaschi

  14. Scritto da Giuseppe

    Il problema è che gli altri sono i primi a non voler rispettare la nostra cultura!!!!

  15. Scritto da Pasèta

    Ol sìc al g’ha prope resù… Ma va’ a dighel a ch’i oter: i te stonga…

  16. Scritto da Napoletano

    Ma andate a lavorare!!!

  17. Scritto da Nadia Castelletti

    Ma cosa significa la politica (ho visto bandiere leghiste) nel volere mantenere vive le tradizioni locali? ma tutto questo è “per qualcuno o “contro qualcuno” Anche i sardi tengono molto alle loro tradizioni ma non ho mai visto bandiere di partiti alle loro feste. Rassegnatevi perchè le cose cambieranno comunque e sopravviveranno solo quelli che sapranno adattarsi. f.to una vecchia padana

  18. Scritto da ol mont l'è de töc

    No no…caro signor pol.sco. me a ma ergogne prope mia de is bergamasc…anse….a ne so prope urguglius…ma turne a diga a töc… an ga de m’parà a acetà la cultüra di oter, chèsto al vol mia dì che ì oter e ga ol diritto de cancelà la nosta de cultüra.. turne amò öna ölta a ripet… per difènt la propria cultüra me prima dimostrà de is rispètus de chèla di oter… al ga öl po mia tat a capila me dighe…!!

  19. Scritto da treì

    a me che so’ de la basa ma sumea che nfina gli extracomunitari chi i laura an fabrica ansema a noter i parla ol bergamasc; chei che nvece la parla mia gli è i padrù, che i parla doma la lengua di palanche e ma la met an del kul a noter, bianc, niger e a chi sumarù che i va a fà i lesiù de bergamasc an piasa.

  20. Scritto da patria

    La mia cultura e la mia Patria sono l’Italia e nient’altro! ancora mi chiedo come noi di destra abbiamo potuto allearci con gente così…
    W l’Italia!

  21. Scritto da Bergamasca

    Anche l’om piö bù al ghà ol sò dèt dé cà.

  22. Scritto da corti-novis

    ma i parla bè della gelmini? o i è critici ? se capes mia be
    mi sa che ol bèpi al farà una cansun per lur, lu che se dichiara ignorant intanto cal ghe canta chel a del “OL ME CHERRI”

  23. Scritto da ol Giopì castigamacc

    Serès mei stòdià l’inglés

  24. Scritto da ciao

    penoso folklore

  25. Scritto da mill

    Anche Bortoli Belotti e Sereno Locatelli Milesi non disdegnavano il vernacolo, composero pregevoli poesie e divertenti testi teatrali
    Peccato che erano due patrioti e avevano frequentato il Sarpi !
    Mill
    PS Garibaldi la notte prima di entrare in Bergamo fu ospitaton in casa Locatelli Milesi.

  26. Scritto da Il Bergamotto

    Ciancia di folklore chi è già pronto a sottomettersi all’emirato unico globalizzato. Sarà fondato sul panino al kebab e avrà l’arabo come lingua obbligatoria. Una schiavitù che può prendere piede solo distruggendo le tradizioni dei popoli, tranne quelli che ci invadono.