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“Fa piacere, ma la valutazione è ben altro”

I professori che occupano il quarto e il quinto posto nella speciale classifica dei docenti più amati d'Italia la prendono con ironia. Anche se la valutazione del rendimento di un professore universitario si basa su altri principi.

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I professori che occupano il quarto e il quinto posto nella speciale classifica dei docenti più amati d’Italia la prendono con ironia. Anche se la valutazione del rendimento di un professore universitario si basa su altri principi. "La valutazione della docenza di un professore universitario è un argomento di grande importanza e delicatezza – spiega Marco Marengo -. Nel Medioevo in alcune proto-università erano gli allievi a pagare il docente e i più bravi maestri avevano fama e denaro. Oggi la valutazione delle capacità didattiche è sicuramente più complicata, ma è pur sempre un indice da tenere in considerazione. Come docenti siamo da anni al corrente delle valutazioni degli studenti tramite un formulario che viene fatto compilare ogni anno. Purtroppo l’Università italiana è estremamente autoreferenziale, per cui essendo poi i docenti stessi o il preside di Facoltà ad esaminare tali valutazioni,
senza presenza di esaminatori esterni e di un ranking pubblico, il processo valutativo diventa solo personale, per cui un docente non si sentirà mai obbligato ad un miglioramento delle sue abilità didattiche.
Occorre però stare attenti a valutazioni come quelle del sito in questione che sono statisticamente irrilevanti e presentano caratteristiche di goliardia certo simpatiche, ma non utilizzabili per una definizione oggettiva dell’indice di gradimento.
Mi ha divertito molto essere messo in lista e considerato far i migliori docenti italiani, soprattutto perchè l’esame di Fisica Tecnica è considerato fra i più difficili e spesso dato come ultimo esame del triennio. In tal senso si prova che la severità all’esame è anche accettata dagli studenti se si nota lo sforzo didattico e la convinzione nella trasmissione dei contenuti della materia.
Ma a parte un breve sorriso, sono tornato tranquillamente al mio lavoro di sempre conscio che solo la passione della materia, il rispetto degli studenti e la chiarezza di una esposizione logica e ordinata possono rendere la didattica migliore".
Mario Verdicchio ritiene invece la classifica statisticamente poco attendibile, anche se lusinghiera nei suoi confronti. "Ovviamente un giudizio positivo fa sempre molto piacere – spiega Mario Verdicchio -, e per un docente non c’è ricompensa migliore che l’entusiasmo degli studenti, ma bisogna stare attenti a fare classifiche: occorre essere sicuri della significatività dei dati. Prenda il mio caso: due valutazioni lusinghiere rispecchiano davvero il giudizio generale delle centinaia di studenti che ho avuto nel corso della mia carriera? Io, in ogni caso, lo spero".
 

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