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In cantiere più formazione, e per gli stranieri lezioni di italiano

Dal prossimo gennaio raddoppiano le ore di formazione all’ingresso per i nuovi addetti del settore edile, grazie ad un accordo fra l’Ance di Bergamo e i sindacati di categoria. Le ore dedicate alla formazione passano da 8 a 16, a cui si aggiungono altre 12 ore di alfabetizzazione per i lavoratori extracomunitari.

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Dal prossimo gennaio raddoppiano le ore di formazione all’ingresso per i nuovi addetti del settore edile, grazie ad un accordo fra l’Ance di Bergamo e i sindacati di categoria. L’obiettivo è una maggiore sicurezza sul posto di lavoro e così le ore dedicate alla formazione passano da 8 a 16, a cui si aggiungono altre 12 ore di alfabetizzazione per i lavoratori extracomunitari. Un’iniziativa che segue il progetto pilota condotto nel mondo dell’artigianato edile nel 2007, dove su base volontaria un gruppo di extracomunitari ha seguito un corso di alfabetizzazione all’ingresso alla Scuola edile di Bergamo con sede a Seriate, che oggi è diventato parte integrante del contratto territoriale. Annuncio dato durante il convegno “Quale sicurezza? Esperienze a confronto” promosso dalla Uil bergamasca e svoltosi mercoledì 5 novembre all’ex Borsa Merci. Annuncio a cui ha fatto seguito una provocazione del presidente di Ance Bergamo Paolo Ferretti: “Perché i corsi di formazione all’ingresso non li fanno anche gli imprenditori? E’ assurdo che un dipendente debba seguire ore di formazione e un imprenditore possa aprire un’azienda dall’oggi al domani, quando anche i parrucchieri sono obbligati a frequentare un corso di base”. Perché in materia di sicurezza “i comparti dell’agricoltura e dell’edilizia sono storicamente i più a rischio – ha sottolineato Marco Cicerone, segretario provinciale della Uil – e nonostante una diminuzione degli infortuni la soglia di attenzione deve rimanere alta”. Promessa che intende mantenere la Lucchini Spa di Lovere, azienda specializzata in prodotti in acciaio, in cui l’anno scorso si sono verificati due incidenti mortali a distanza di sei mesi l’uno dall’altro, come ha ricordato Paolo Bellizzi, direttore delle risorse umane dell’impresa bergamasca. “Nel 2000 abbiamo aderito al progetto “Infortuni zero” per ridurre il numero di incidenti sul lavoro puntando su misure di sicurezza di carattere organizzativo e sensibilizzando i singoli dipendenti sul comportamento da tenere durante l’attività lavorativa”. Da dicembre, inoltre, in ogni reparto verrà collocata una cassetta dove i dipendenti potranno inserire le segnalazioni di pericolo all’interno dell’azienda. “Stiamo inoltre puntando sul potenziamento della formazione dei capireparto e dei capiturni che a loro volta dovranno poi formare il personale”, ha aggiunto Bellizzi. Attenzione alla sicurezza anche per Tenaris Dalmine in cui “l’anno scorso ha preso il via il “Progetto 00100” per portare avanti le misure più efficaci per contrastare gli incidenti rilevate nelle diverse società del gruppo”, ha spiegato Stefano Ferrari, responsabile per la Salute e la sicurezza della Tenaris Dalmine. Un augurio è poi arrivato dal prefetto di Bergamo Camillo Andreana: "Spero che la sicurezza vada di pari passo con una logica di rispetto della vita umana e che anche per questo si compia uno sforzo sui controlli nelle aziende". 

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