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Guerra in “casa” Provincia: Abm contro Uniacque

Abm Next, societ?? che appartiene per il 55% alla Provincia di Bergamo e il 45% agli Acquepotabili di Torino, fa causa all'ente di Via Tasso e a Uniacque. Il presidente Valerio Bettoni: "Considero il ricorso assolutamente in contrasto con la nostra politica". E convoca un'assemblea urgente di Abm Next.

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Abm Next, società che appartiene per il 55% alla Provincia di Bergamo e il 45% ad Acquepotabili di Torino, fa causa alla Provincia di Bergamo e a Uniacque, altra società che vede in prima fila l’ente di Via Tasso. E’ una guerra che si gioca "in casa", quella scoppiata nei giorni scorsi sulla gestione delle risorse idriche. Una battaglia complicata, ma che in sostanza registra, dopo mesi di "lavoro fino" per evitare rotture nella costruzione del gestore unico dell’acqua, il "la" alla spaccatura proprio dall’interno della Provincia. Una battaglia che vede il presidente di Via Tasso Valerio Bettoni fortemente contrariato: "Una decisione decisamente in contrasto con la politica della Provincia di Bergamo e dei Comuni".
Proviamo a illustrare la situazione. Uniacque è la società delegata a gestire il ciclo idrico integrato, vale a dire l’erogazione, lo smaltimento e la depurazione dell’acqua bergamasca. Finora due importanti società (la Aqualis e la Valcavallina servizi) e altre minori hanno fatto confluire in Uniacque acquedotti, depuratori, impianti. Passaggio che ancora non hanno fatto altri 9 tra consorzi e società: tra questi  Abm Next, società che vende all’ingrosso l’acqua ai vari consorzi e a Uniacque stessa. 
Questi consorzi e società hanno avanzato la richiesta di "salvaguardia", una sorta di deroga. Prevista dalle norme, ma a determinate condizioni. Che, secondo gli avvocati di Uniacque, loro non hanno, ragion per cui la salvaguardia non sarebbe consentita. Invece di dire un secco no, onde evitare contenziosi e ulteriori lungaggini in quello che è un processo già lungo e complicato, Uniacque e l’Ato (che è l’Ambito territoriale ottimale che racchiude i 244 Comuni bergamaschi) tentano da qualche mese di trovare un accordo, un’intesa anche sulle condizioni della cessione dei rami d’azienda.
Ma a rendere più complicata la partita ci ha pensato Abm Next che ha fatto ricorso al Tar contro la mancata salvaguardia concessa. Spiega Marco Sisana, presidente di Abm Next e assessore leghista a Seriate: "Stavano per scadere i termini per opporsi. Perciò il socio privato (Acquepotabili di Torino) ha convocato un’assemblea per decidere il da farsi. Si voleva soprattutto salvare Abm Next che rischiava di sparire fagocitata senza accordo in Uniacque. Anche perché Abm Next ha più volte chiesto di poter continuare a fornire l’acqua con le stesse modalità di oggi anche dall’interno di Uniacque. Ma non sono arrivate risposte. Quindi si è deciso di ricorrere al Tar". Una decisione, quella proposta dal socio privato, avallata evidentemente anche dalla maggioranza di Abm Next, maggioranza appunto legata alla Provincia. 
Non si è fatta attendere la reazione del presidente di Via Tasso, Valerio Bettoni che in una lettera chiede un’urgente convocazione dell’assemblea dei soci di Abm Next: "Ritengo che la proposizione del ricorso, oltretutto contro atti non definitivi, sia assolutamente in contrasto con la politica della Provincia di Bergamo e dei Comuni, tesa a valorizzare e tutelare la gestione del ciclo idrico integrato del territorio".
E Claudio Armati, del comitato ristretto dell’Ato rincara la dose: "Una situazione impensabile e incredibile. La Provincia, che ha guidato il processo di costruzione del consenso su Uniacque non si è accorta che nel suo seno qualcuno remava contro".

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Commenti

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  1. Scritto da Antonio Locatelli

    Uniacque è già un carrozzone… sta assorbendo molti dipendenti travasati da altri enti pubblici. Insomma una “terronata” (passatemi il termine) applicata al profondo nord… e poi andiamo ad insegnare il federalismo…

  2. Scritto da Tuditanus

    L’acqua è come l’aria: un bene indispensabile e la sua proprietà deve restare alla popolazione.
    Ridurla a merce vuol dire essere arrivati alla frutta.
    Il problema è come rendere efficienti le strutture pubbliche, non come fare a regalarle ad un qualche gabellatore.

  3. Scritto da Luigi Riccardi

    E’ la solita guerra tutta interna al PDL, la Lega contro Bettoni. E’ singolare come la Lega, al Comune di Bergamo, solleciti la cessione da parte di A2A della SII, società dei servizi idrici ,ad Uniacque e invece in Provincia si oppone alla stessa operazione. Sappiamo così che A2A cederà l’azienda ad Uniacque, come garantito dal Sindaco e dal Presidente Zuccoli di A2A. E questo perchè il Comune di Bergamo non conterebbe nel colosso multiutility? E Bettoni cosa dice?

  4. Scritto da Mill

    Intanto è facile prevedere che Uniacque si trasformerà nel solito carrozzone, di cui tra qualche anno se ne chiederà a furor di popolo lo smantellamento. (Come per l’ineffabile Consorzio di Bonifica)
    Mill