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Politecnico a rischio chiusura

Annuncio shock del rettore Ballio all’inaugurazione del 146° anno accademico

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“Le conseguenze dei tagli alle università potrebbero addirittura portare alla chiusura del Politecnico. Ci diamo un anno di tempo per raggiungere gli obiettivi, poi si vedrà”.

 

E’ stato durissimo l’intervento del rettore Ballio pronunciato, lunedì 3 novembre 2008, in occasione dell’apertura del 146° anno accademico del Politecnico. Un discorso pronunciato alla presenza del Presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni, e interrotto da giovani di Azione Universitaria intervenuti per manifestare il proprio dissenso nei confronti degli sprechi dell’Università.

 

«In questi ultimi 12 anni alle università statali lombarde – ha precisato il Rettore nel corso del suo intervento – è mancato più di 1 miliardo di euro. Oggi mancano quasi 100 milioni di euro all’anno, e fra gli atenei italiani il primo posto assoluto nel sottofinanziamento spetta proprio al Politecnico di Milano: avremmo dovuto ricevere quasi 500 milioni di Euro in più negli ultimi 12 anni. Il nostro Ateneo ha una spesa per il personale inferiore al 70% del finanziamento statale contro la media nazionale dell’86% – ha spiegato Ballio. Non capisco perché veniamo trattati come chi spende più del 100%. Il taglio dei finanziamenti imposto dal Ministero finirà per penalizzare proprio gli atenei più virtuosi, che da anni operano in modo efficente».

 

E l’esperienza del Politecnico ne è in effetti la dimostrazione:  nella classifica delle prime 100 Università tecnologiche del Times Higher Education, l’ateneo milanese è al 63° posto nel mondo e, per il secondo anno consecutivo, al 15° in Europa.

Nel 2008 sono stati oltre 12.000 i giovani desiderosi di immatricolarsi al Politecnico, il 20% in più rispetto a tre anni fa, con un 27% di provenienti da fuori regione e il 6% dall’estero. «I giovani sono capaci di reagire, studiare e prepararsi. Basta indicare loro un obiettivo chiaro e fornire gli strumenti per raggiungerlo – ha affermato Ballio – Per noi vale la pena investire in orientamento, anche se talvolta dare ai ragazzi ciò che chiedono non è sufficiente se la situazione contingente italiana non supporta gli sforzi fatti».

È questo il caso dell’internazionalizzazione, fortemente perseguita dal Politecnico ma ostacolata dal fatto che «i laureati stranieri non ricevono il permesso di lavoro. Non possono essere assunti in Italia per aiutare la diffusione dei nostri prodotti nei mercati internazionali. A sette anni dall’EXPO non possiamo non riflettere sulle opportunità offerte da mercati come Africa, America Centrale, del Sud e l’Area del Pacifico. La Cina sta già agendo da tempo su questi fronti».

 

Dopo il saluto del Decano del Politecnico di Milano Francesco Jovane che ha aperto la cerimonia, hanno presentato i loro interventi anche il Direttore Amministrativo dell’Ateneo Giuseppino Molinari e il Presidente del Consiglio degli studenti Mauro Brivio. La mattinata si è conclusa con la prolusione di Carlo Bottani “Vedere e manipolare gli atomi: dal sogno di Feynman ai materiali del futuro”.

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