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Innamorati della “mitica Atalanta”

L'opera di Max Rebelòt unisce il mito sportivo a quello greco: un nonno racconta al nipotino le gesta della Dea, che di generazione in generazione si incarna in fanciulle bionde e bellissime, come la badante venuta dall'est che fa perdere la testa al giovane protagonista. Prefazione di Cristiano Doni.

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L’Atalanta esce dal campo e si infila tra le pagine di un romanzo per ragazzi. "La mitica Atalanta" (edizioni Calepiopress) scritto da Max Rebelòt salda, come annuncia il titolo stesso, il mito vero e proprio a quello sportivo. Attraverso il racconto di un nonno al suo nipotino, il lettore passa attraverso cinquemila anni di storia e leggenda seguendo le gesta di Atalanta, che però fa anche capolino nella vita reale del protagonista sotto forma di una badante dell’est, bionda e bellissima. Un sogno ad occhi aperti, arruffato di tanto in tanto dalle incursioni del gatto Caniggia.
"Atalanta la immagino così – spiega l’autore – bellissima e con una luce particolare che le brilla negli occhi. Insomma, se uno la vede la riconosce subito. Mi piace immaginare che a ogni generazione nasca un’Atalanta, come accade nel libro. Una fanciulla che non ha paura di niente ed è capace di tutto: proprio come impone il nostro motto". Rebelòt (trattasi ovviamente di nome d’arte) ha pensato di scrivere un libro del genere perché "tifoso da sempre". Va allo stadio, ha frequentato la curva, ma la sua opera non è stata ben vista da alcuni ultras: "Non hanno capito il motivo di scivere un libro sull’Atalanta. Pazienza". L’idea è invece piaciuta moltissimo a Cristiano Doni, tanto da spingerlo addirittura a scrivere la prefazione.

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